I metalli pesanti hanno un forte impatto sul nostro organismo, possono essere infatti responsabili di alcune malattie degenerative come i disturbi del sistema nervoso, il cancro, problemi all’apparato digerente, possono scatenare malattie autoimmuni e tante altre.
Alcune piante possono aiutare ad espellere dall’organismo i metalli pesanti, tra queste l’equiseto che ha un effetto chelante documentato da vari studi scientifici.
L’equiseto è ricco di silice che riduce notevolmente i livelli di alluminio nell’organismo.
L’alluminio è considerata una neurotossina ambientale, è capace infatti di accumularsi nel cervello causando delle placche di beta-amiloide, interferendo così su processi biologici chiave, provocando stress ossidativo e alterando il metabolismo del calcio nel sistema nervoso.
L’esposizione all’alluminio avviene tramite molti fattori tra cui il cibo, l’acqua, ma anche cosmetici ed alcuni farmaci.
Sono più a rischio di accumulo gli anziani, le donne in gravidanza ed i bambini, ma anche i lavoratori in molti settori per inalazioni di fumi e polveri ricchi di alluminio.
Il silicio si lega alle molecole di alluminio estraendole dagli organi e le elimina poi attraverso le urine.
Questo meccanismo è stato oggetto di uno studio del Dr. C.Exley, chimico professore all’Università di Keele, pubblicato su Pubmed, che ha provato l’eliminazione dell’alluminio attraverso le urine in pazienti che hanno assunto per dodici settimane acqua arricchita di silicio.
Nei pazienti che hanno partecipato a questo studio affetti dalla malattia di Alzheimer il carico corporeo di alluminio è diminuito e le prestazioni cognitive sono migliorate in 3 pazienti su 15.
La Fondazione Mediterraneo, tramite il suo Responsabile Scientifico il Professor Perricone ematologo, suggerisce quindi massima attenzione all’esposizione all’alluminio ma soprattutto un maggior utilizzo del silicio come integratore per ripulire l’organismo.




