Anthony Peth, dall’osteosarcoma alla tv

Anthony Peth: “L’osteosarcoma ha messo le ali ai miei desideri, oggi realizzati. Ora non mi nascondo più e a chi, come me, ha avuto una diagnosi di osteosarcoma dico di farsi forza, che come ce l’ho fatta io, ce la faranno anche loro”.

Anthony Peth (pseudonimo di Antonio Petretto) è un volto noto della Tv, presentatore e influencer. Un giovane uomo con una bella carriera, ma anche un segreto taciuto a lungo: l’osteosarcoma.  «È una cosa che non ho mai voluto raccontare», confessa Anthony, «per il semplice motivo che finora ho sempre lasciato alle spalle il passato doloroso della mia vita. Una battaglia iniziata da ragazzo, appena 16enne, durata tanti anni tra 18 interventi chirurgici, la chemioterapia, le metastasi polmonari. Una battaglia poi finalmente vinta, grazie ai medici.»

«Adesso posso raccontarlo, così come posso affermare che l’osteosarcoma ha messo le ali ai miei desideri, realizzati. Ora non mi nascondo più e a chi, come me, ha avuto una diagnosi di osteosarcoma dico di farsi forza, che come ce l’ho fatta io, ce la faranno anche loro».

Ci racconti cos’è questa malattia?

«L’osteosarcoma è chiamato anche, più comunemente, cancro alle ossa. Si tratta di un tumore raro che in Italia, ogni anno, colpisce circa 110-125 persone. Quando i medici mi hanno comunicato questa diagnosi ho riconsiderato le mie priorità, imparando a dare il giusto valore alle cose. Devo ammettere che l’osteosarcoma mi ha fatto crescere in fretta e ogni giorno ringrazio di essere vivo e di poter godere di tutte le opportunità che la vita mi offre.»

«Poi ci sono i controlli, che arrivano una volta l’anno e che ti dicono se va tutto bene… ringraziando il cielo sono sempre andati bene da quando sono uscito dall’ospedale, ma mi rendo conto che non è sempre così. Tante persone ritornano in ospedale e affrontano nuovi cicli di chemioterapia. Oggi la medicina è andata avanti, i medici sono sempre più preparati e la percentuale di guarigione è superiore rispetto a quando ho iniziato io la battaglia».

La malattia ti ha reso più forte e determinato?

«La risposta è sì. Quando ero in ospedale vedevo la realtà attraverso la televisione e mi sono promesso questa cosa: se io un giorno dovessi sconfiggere l’osteosarcoma, lavorerò in Tv. È successo veramente».

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