La lezione della professoressa Sara Galimberti per il ciclo AIL dedicato alle terapie avanzate in onco‑ematologia
Prosegue il ciclo di approfondimenti dedicato alle terapie avanzate in onco‑ematologia, un moderno esempio di medicina narrativa che ricalca le iniziative promosse da AIL, Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma. Si è appena conclusa la campagna nazionale “Le Stelle di Natale dell’AIL”, appuntamento che da anni sostiene la ricerca e l’assistenza ai pazienti onco‑ematologici, abbiamo festeggiato Capodanno, e i volontari dell’Associazione continuano a essere presenti già all’inizio del nuovo anno, rispondono puntualmente alle richieste dei malati e delle loro famiglie che arrivano da tutta Italia e, talvolta, anche dall’estero (tutti i canali di contatto, sempre attivi, sono disponibili sul sito www.ail.it) mentre accanto al sostegno socio‑assistenziale, la presidenza AIL porta avanti un intenso calendario di eventi divulgativi e formativi. In occasione della campagna informativa “CAR‑T, il futuro è già qui”, tenutasi a Firenze, nell’aula magna del dipartimento universitario di Careggi, AIL ha riunito dieci relatrici e relatori di alto profilo per fare il punto sulle terapie CAR‑T. Mondosanità rende ora disponibili i contenuti di quell’evento attraverso una pubblicazione a puntate. In questa uscita proponiamo la lezione della professoressa Sara Galimberti, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa, Direttrice della UOC di Ematologia dell’AOU Pisana.
Un equilibrio complesso
Il tema della sostenibilità delle terapie CAR‑T è oggi centrale nel dibattito sanitario. Pur rappresentando una delle innovazioni più rivoluzionarie degli ultimi decenni, queste immunoterapie avanzate comportano costi elevati, che mettono alla prova i sistemi sanitari nazionali. La professoressa Galimberti lo sottolinea con chiarezza: «Il costo delle immunoterapie innovative, CAR‑T e anticorpi bispecifici, è certamente elevato, ma è frutto di investimenti in tecnologie avanzate e di ampie sperimentazioni condotte negli anni recenti dalle industrie farmaceutiche». Un investimento che ha permesso di estendere queste terapie anche a patologie non strettamente onco‑ematologiche, oggi prive di alternative efficaci.
Il nodo economico, tuttavia, non può essere affrontato solo in termini di prezzo del prodotto. La docente insiste sulla necessità di ragionare in termini di costo‑efficacia, valutando non solo gli anni di vita guadagnati, ma soprattutto la qualità di quella vita. «AIFA riconosce un valore alla qualità di vita, valore che dovrebbe compensare il costo del farmaco stesso», ricorda Galimberti, evidenziando come i dati emergenti mostrino un vantaggio dei CAR‑T rispetto ai bispecifici in diverse patologie, tra cui linfoma a grandi cellule e linfoma mantellare.
Accesso equo e governance regionale
Oltre al tema economico, un altro nodo cruciale affronta l’appropriatezza e l’operatività dei centri abilitati. La professoressa Galimberti lo definisce un obiettivo prioritario: «Sarebbe necessario garantire l’accesso equo su tutto il territorio nazionale, garantirne l’appropriatezza prescrittiva e ragionare non solo in termini di costo del prodotto, bensì di costo/efficacia».
Alcune regioni hanno già avviato modelli di governance centralizzata per ridurre i tempi di attesa e indirizzare i pazienti verso il centro più vicino o più rapidamente disponibile per aferesi e reinfusione. La Toscana sta lavorando in questa direzione, costruendo una rete che coinvolge specialisti di patologia, referenti CAR‑T e trapiantologi. «In caso di lista di attesa, i pazienti saranno avviati al centro più vicino con posto letto libero», spiega Galimberti, sottolineando l’importanza di competenze omogenee tra i centri per garantire trattamenti sicuri e ottimizzati.
Sul fronte dell’appropriatezza prescrittiva, le linee guida internazionali e i criteri AIFA rappresentano già un solido riferimento. Ma la Toscana sta andando oltre, istituendo un board multidisciplinare che valuterà caso per caso la terapia più indicata, CAR‑T o bispecifici, per evitare migrazioni sanitarie e assicurare prossimità delle cure.
Il nodo farmaco‑economico
La sostenibilità passa anche attraverso strumenti di finanziamento adeguati. Molte indicazioni CAR‑T rientrano nel fondo per i farmaci innovativi, che sposta il peso economico sul governo centrale. Ma la valutazione del “budget impact” non basta: occorre misurare il rapporto tra incremento dei costi e incremento dell’efficacia. «Le nuove terapie devono essere valutate in termini di anni di vita guadagnati in buona salute», ribadisce la relatrice.
Nel mieloma multiplo, ad esempio, le CAR‑T emergenti potrebbero diventare terapie dominanti rispetto ai bispecifici, anche se l’introduzione di combinazioni molto efficaci in prima linea potrebbe ridurre il numero di pazienti che necessiteranno di immunoterapia nelle linee successive.
La conclusione della professoressa Galimberti è netta: «Nonostante il costo elevato, i CAR‑T rappresentano oggi un’opportunità terapeutica che offre sopravvivenze e buona qualità di vita a molti pazienti». Le governance regionali, aggiunge, saranno sempre più attente nell’assicurare queste opportunità a chi ne ha reale indicazione.
La ricerca a Pisa: biomarcatori, imaging avanzato
L’ematologia dell’AOUP è impegnata da quattro anni nella ricerca clinica e biologica sui CAR‑T, con un ruolo di primo piano all’interno di un progetto PNRR guidato dal professor Franco Locatelli. «Il nostro compito è identificare marcatori di efficacia e tossicità dei CAR‑T», spiega Galimberti. Il centro pisano ha sviluppato, insieme ai colleghi di Milano, metodiche citofluorimetriche e di biologia molecolare per monitorare i CAR‑T nel sangue periferico, oltre a studiare biomarcatori predittivi di tossicità.
La tossicità infiammatoria indotta dai CAR‑T è infatti uno degli aspetti più delicati: può portare alla distruzione del tumore, ma anche a reazioni eccessive con danni neurologici e disfunzioni d’organo. «Il riconoscimento precoce dei segni e sintomi consente di intervenire tempestivamente, riducendo il danno e favorendo un recupero più rapido», sottolinea la docente.
Un altro fronte innovativo riguarda l’uso dell’ecografia avanzata per monitorare la trasformazione delle masse tumorali durante l’espansione dei CAR‑T. Le tecniche disponibili permettono una visione dettagliata dei linfonodi e delle loro modificazioni strutturali. «Abbiamo osservato cambiamenti significativi e rapidi della struttura linfonodale all’arrivo dei CAR‑T; il nostro obiettivo è correlare questi cambiamenti alla risposta terapeutica», spiega Galimberti.
Infine, l’AOUP si prepara ad avviare studi clinici che impiegheranno i CAR‑T anche nelle malattie autoimmuni, come lupus e sclerodermia, e in forme resistenti di piastrinopenia e anemia emolitica. Un’espansione che potrebbe aprire scenari completamente nuovi per patologie oggi difficili da trattare.
Una rivoluzione in atto
La lezione della professoressa Sara Galimberti restituisce l’immagine di una terapia che non è più solo una promessa, ma una realtà clinica in continua evoluzione. Le CAR‑T rappresentano una frontiera avanzata della medicina personalizzata, capace di cambiare la storia naturale di malattie un tempo considerate intrattabili. La sfida dei prossimi anni sarà garantire che questa rivoluzione sia sostenibile, accessibile e guidata da una ricerca rigorosa, capace di ampliare ulteriormente le possibilità terapeutiche.
AIL, con il suo impegno costante tra divulgazione, assistenza e promozione della ricerca, continua a essere un punto di riferimento per pazienti e famiglie. E iniziative come questa dimostrano quanto sia importante mantenere aperto il dialogo tra scienza, istituzioni e società civile, affinché il futuro delle terapie avanzate sia davvero un futuro per tutti.
(5.continua – la prossima uscita è in programma il 3 gennaio)
Link alle puntate precedenti:
Giuseppe Toro: il ruolo delle associazioni, sempre al fianco dei pazienti
Dagli anticorpi monoclonali alle terapie cellulari, di Monica Bocchia
La ricerca traslazionale entra nel vivo. Lezione di Francesco Annunziato
CAR‑T, il futuro è già qui. La prolusione di Alessandro Maria Vannucchi





