Si conferma l’impegno da parte delle istituzioni per favorire il benessere delle persone in trattamento e loro familiari
A poche ore dal varo del testo della Legge di bilancio 2026, la Camera ha espresso parere positivo su due Ordini del Giorno di grande rilevanza per i pazienti oncologici e onco-ematologici: il primo OdG riguardante ‘Formazione professionale degli psico-oncologi’, presentato dall’onorevole Vanessa Cattoi, promosso dal Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” e dall’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”, il secondo OdG presentato dall’onorevole Ugo Cappellacci inerente un ‘PDTA pilota per il cancro mammario metastatico’. L’accoglimento dei due atti dimostra la rilevanza delle tematiche all’interno del programma di governo e la volontà politica di indirizzare l’azione governativa verso una sempre maggiore attenzione ai bisogni dei pazienti affetti da tumore. Tutto ciò in linea con quanto espresso nella Legge di bilancio approvata definitivamente lo scorso 30 dicembre il cui testo, entrato in vigore da gennaio, prevede misure importanti per la Sanità, in particolare quelle che puntano a potenziare prevenzione e medicina di precisione.
Un sincero apprezzamento per l’impegno del Governo sulle istanze al centro dell’interesse delle associazioni pazienti aderenti al progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” è venuto dalla coordinatrice del gruppo, Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna, che commenta con favore il testo della nuova Legge di bilancio: «Questa legge – ha dichiarato – la consideriamo positiva in quanto prevede diversi interventi in favore di sanità e politiche sociali a cominciare dall’importante rifinanziamento del Fondo del Servizio Sanitario Nazionale, che porta la spesa sanitaria al suo massimo storico, pur in presenza di una manovra che riduce la spesa complessiva dello Stato, nel rispetto delle regole europee. Una quota del fabbisogno sanitario standard, pari a 238 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, viene destinata al rafforzamento di interventi che riguardano le storiche battaglie portate avanti dal nostro gruppo, inserite dal ministro Orazio Schillaci su iniziativa parlamentare dell’Intergruppo, che ringraziamo per il lavoro indefesso e imparziale. Esprimiamo soddisfazione anche per l’istituzione del Fondo a sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver famigliare a supporto delle persone con disabilità e al riconoscimento del valore sociale ed economico delle attività di cura non professionale svolto da questa insostituibile figura, centrale nel nostro welfare, figura alla quale è dedicato il cortometraggio “La luce nella crepa”, recentemente proiettato in Senato. Una volta definita la legge nazionale, il Fondo avrà anche una dotazione economica più importante, come anticipato dal ministro Alessandra Locatelli. Di norma il Governo trasforma i dispositivi degli OdG, accolti, in provvedimenti successivi. Nelle prossime settimane ci verrà data l’opportunità di incontrare i ministri Anna Maria Bernini e Orazio Schillaci, con i quali auspichiamo di proseguire un fruttuoso dialogo per la prosecuzione di questo iter in ambito governativo».
«È fondamentale – sottolinea da parte sua Vanessa Cattoi – che i ministri Anna Maria Bernini e Orazio Schillaci, d’intesa tra loro, definiscano i percorsi formativi universitari e post-universitari idonei a garantire la preparazione specifica dello psico-oncologo. Auspichiamo si possa dar seguito all’impegno assunto dal governo con l’approvazione dell’OdG sulla psico-oncologia e confermiamo l’impegno per l’OdG già approvato». Diverse misure della Legge di bilancio 2026 sono volte a potenziare prevenzione e medicina di precisione, in particolare rispondendo ad alcune delle istanze prioritarie del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”. Possiamo citare tra queste, nello specifico: il potenziamento dello screening mammografico per il tumore mammario nelle donne di età tra 45 e 49 anni e tra 70 e 74 anni; l’estensione di test genomici su campioni di biopsie liquide necessari per l’individuazione di mutazioni genetiche nei casi di carcinoma mammario; il potenziamento dello screening per il tumore del colon-retto anche alle persone di età tra 70 e 74 anni; la profilazione genomica HRD del carcinoma sieroso di alto grado dell’ovaio in stadio avanzato; la prosecuzione del programma di prevenzione e monitoraggio del tumore polmonare (RISP); l’avvio di programmi di screening nutrizionale precoce dei pazienti oncologici; il potenziamento dei test Next-Generation Sequencing (NGS) per la profilazione delle malattie rare.

IL COMMENTO
di Alessandro Malpelo
L’approvazione da parte della Camera dei due nuovi Ordini del Giorno dedicati rispettivamente alla formazione degli psico‑oncologi e alla definizione di un PDTA pilota per il tumore al seno metastatico rappresenta un segnale politico rilevante, che conferma la volontà delle istituzioni di mantenere alta l’attenzione sui bisogni dei pazienti malati di cancro. Si tratta di due atti distinti, che intervengono su ambiti diversi ma complementari: da un lato la necessità di garantire una formazione strutturata e riconosciuta agli psico‑oncologi, figure che assieme al medico di famiglia, agli specialisti ospedalieri, e alle altre figure professionali del Servizio Sanitario Nazionale già coinvolte, senza dimenticare i caregiver e i volontari del Terzo Settore, si prodigano nel supporto a tutti i livelli, a tutti i malati di tumore, indipendentemente dal tipo di neoplasia; dall’altro viene colta l’urgenza di costruire un percorso specifico diagnostico‑terapeutico assistenziale dedicato alle persone con carcinoma mammario metastatico, una condizione che richiede continuità, multidisciplinarità e un’organizzazione chiara dei servizi.
Il fatto che questi due temi siano stati accolti a poche ore dall’approvazione della Legge di Bilancio 2026 non è casuale, ma si inserisce in un quadro più ampio in cui il Governo ha scelto con coerenza di rafforzare gli investimenti nella sanità, nella prevenzione e nella medicina di precisione. La manovra, pur in un contesto di contenimento della spesa pubblica, ha incrementato il Fondo del Servizio Sanitario Nazionale, portandolo al livello più alto mai registrato, e ha destinato una quota significativa del fabbisogno sanitario standard al sostegno di interventi che le associazioni dei pazienti chiedono da anni. È un riconoscimento politico che arriva dopo un lungo lavoro di sensibilizzazione portato avanti dalle associazioni e dai parlamentari, che hanno contribuito a portare all’attenzione dell’opinione pubblica temi spesso trascurati o sottovalutati.
La soddisfazione espressa dalle associazioni, attraverso le parole di Annamaria Mancuso, riflette la percezione di un cambio di passo. La formazione degli psico‑oncologi, infatti, non riguarda una categoria ristretta di pazienti, ma l’intera platea degli assistiti: uomini e donne indistintamente, giovani e anziane, persone colpite da tumore al seno, alla prostata, al polmone, al pancreas, al cervello, al sistema linfatico, come pure da tutte le altre forme di cancro che qui per brevità non vengono elencate. La psico‑oncologia è un pilastro della cura moderna, perché la dimensione emotiva e psicologica della malattia incide profondamente sulla qualità della vita, sull’aderenza terapeutica e sulla capacità di affrontare percorsi spesso lunghi e complessi. L’impegno politico a strutturare la formazione di questi professionisti è un passo che può contribuire a ridurre le disuguaglianze e a garantire un supporto più omogeneo su tutto il territorio nazionale.
Parallelamente, l’attenzione dedicata al tumore al seno metastatico attraverso un PDTA pilota risponde a un’esigenza altrettanto urgente. Le pazienti metastatiche vivono una condizione cronica che richiede un coordinamento costante tra oncologi, radiologi, chirurghi, psico‑oncologi, infermieri specializzati e servizi territoriali. La mancanza di percorsi strutturati ha spesso generato frammentazione, ritardi e disparità regionali. Un PDTA dedicato può rappresentare un modello di presa in carico più equo, più efficace e più vicino ai bisogni reali delle persone.
Il quadro si arricchisce ulteriormente con l’istituzione del Fondo per i caregiver familiari, un riconoscimento atteso da anni che valorizza il ruolo di chi, ogni giorno, sostiene i propri cari nella gestione della malattia e della disabilità. È un passo che avvicina il sistema sanitario a una visione più umana e più consapevole del peso che la cura comporta per le famiglie, e che apre la strada a un futuro in cui il supporto ai caregiver non sia più affidato alla sola buona volontà dei singoli.
Nel complesso, questi interventi delineano un orientamento politico che sembra voler affrontare la complessità dell’oncologia contemporanea con strumenti più adeguati e con una maggiore attenzione alla persona nella sua interezza. La sfida, come sempre, sarà trasformare gli impegni formali in azioni concrete, garantendo tempi certi, risorse adeguate e un monitoraggio rigoroso dei risultati. Ma il segnale arrivato dalla Camera è chiaro: la salute dei pazienti oncologici torna al centro dell’agenda istituzionale, con un approccio che riconosce il valore della cura, della competenza e della dignità di chi affronta la malattia.




