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Adolescenza: una meravigliosa avventura da condividere con gli adulti.

Adolescenza, si è svolto lo scorso 28 ottobre in serata un incontro/evento on line rivolto a docenti e genitori per dibattere sulla difficoltà di essere genitori e docenti soprattutto in questo momento storico.

Si è scelto l’aggettivo meraviglioso a descrivere l’adolescenza come una “meravigliosa avventura”, per esprimere il concetto di stupore, mirabilia, che caratterizza l’età dell’adolescenza periodo di crescita durante il quale la plasticità cerebrale è massima così come la capacità di costruire nuovi circuiti.

L’adolescenza non è una malattia ma una condizione che presenta rischi importanti perché il cervello subisce una spinta maturativa importante. Quando si dice beata incoscienza è perché i ragazzi spesso non hanno coscienza delle conseguenze delle loro azioni fino addirittura a non temere la morte; molti adolescenti sono convinti dell’immortalità e non considerano la possibilità di morire e di correre dei rischi. I ragazzi sono per definizione sperimentatori, ma questo è anche un vantaggio per la specie, un valore, una ricchezza. Gli adolescenti sono il risultato evolutivo dei bambini che sono stati e se vogliamo degli adolescenti sicuri dobbiamo far crescere bambini autonomi, non vanno abbandonati ma aiutati a fare da soli.

Sono essenzialmente due gli elementi che caratterizzano il nostro benessere psicologico: la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni e quella di instaurare relazioni positive; entrambe si affermano prioritariamente in adolescenza. Le relazioni importanti iniziano con l’adolescenza perché, grazie anche e soprattutto alla scuola, ci rapportiamo coi coetanei. Anche per questo il lockdown, soprattutto il secondo lockdown, ha prodotto degli effetti negativi importanti sulla salute mentale dei nostri giovani e il 70% dei bambini e dei ragazzi, quindi due ragazzi su tre, ha avuto o una regressione (disturbi al sonno, irritabilità, difficoltà a concentrarsi …) o quantomeno un malessere psicologico.

Tra gli altri temi affrontati quello dell’utilizzo delle droghe leggere e della ludopatia. Le droghe leggere sono più facilmente accessibili perché i costi sono compatibili con la paghetta. La ludopatia è un fenomeno che è impossibile contrastare (poco utili le chiusure dei locali con slot machine in prossimità delle scuole) anche perché la fonte primaria sono gli strumenti tecnologici che utilizziamo tutti i giorni, smartphone in testa, e gli adulti non sono proprio d’esempio positivo.

I genitori fanno fatica ad essere autorevolezze educative; non devono essere “amici” dei propri figli, ma essere adulti a sostegno, “fare da sponda”. Essere autorevoli, e non autoritari, in primis coi fatti perché i ragazzi non ascoltano le parole ma guardano i fatti e se parliamo dell’utilizzo del telefonino e dei social, noi spesso non siamo un modello positivo per i nostri figli.

I ragazzi chiedono anche di parlare di sessualità e spesso le scuole non accolgono queste richieste ma, premesso che non dovrebbero esserci argomenti di cui non si possa parlare coi ragazzi, se l’argomento della sessualità non passa dai canali genitori/scuola passa dalla pornografia. La sessualità è qualcosa di ben più ampio e diverso dal sesso (oggettivazione dell’altro, mancanza di empatia).
Parlare di sessualità è parlare della costruzione del se, in relazione all’altro, e di affettività. L’idea dell’altro, avere una teoria della mente, si verifica nell’adolescenza attraverso i contatti con le persone che se rarefatti o sostituiti dai rapporti virtuali influiscono sul futuro d’adulto.

L’evento è stato organizzato dalla scuola secondaria di I grado “Via Anna Frank” – Cesena in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Forlì-Cesena. Relatori dell’incontro sono il prof. Michele Sanza, direttore del Servizio dipendenze patologiche dell’Ausl Romagna, e il prof. Stefano Vicari, Professore di Neuropsichiatria Infantile presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma dal 2007.

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