La lezione della professoressa Ilaria Cutini
Mondosanità rende disponibili i contenuti di un incontro promosso da AIL con dieci relatrici e relatori di alto profilo sul tema “CAR-T, il futuro è già qui”. Considerando la mole di approfondimenti scaturiti da questo seminario, che si è tenuto a Firenze, si è resa necessaria una pubblicazione a puntate. In questa uscita proponiamo la lezione della professoressa Ilaria Cutini, Dirigente Medico di Ematologia presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze.
Sicurezza e gestione delle CAR‑T
La terapia con cellule CAR‑T ha rivoluzionato la cura di alcune forme di leucemia, linfoma e mieloma, offrendo risposte durature anche a pazienti che avevano esaurito tutte le opzioni terapeutiche. Ma come ogni innovazione ad alto impatto, richiede una gestione attenta e strutturata degli effetti collaterali. La professoressa Cutini lo spiega con chiarezza: «Come tutte le terapie innovative, le CAR‑T richiedono una gestione attenta dei possibili effetti collaterali, tra cui i più noti sono la CRS, la sindrome da rilascio di citochine, e l’ICANS, la neurotossicità associata alla terapia».
Negli ultimi cinque anni, la comunità scientifica ha compiuto passi significativi nella capacità di prevedere e prevenire questi eventi. «La sicurezza di un trattamento parte dalla prevenzione», sottolinea Cutini. Sono stati introdotti tre score predittivi per CRS e ICANS, strumenti che permettono di identificare precocemente i pazienti a maggior rischio e di attivare una collaborazione più stretta tra gli specialisti coinvolti. A questi si è aggiunto il CAR‑HEMATOTOX, un indice in grado di stimare il rischio di citopenie e infezioni, due complicanze frequenti e potenzialmente gravi.
Il cambiamento più rilevante riguarda però l’approccio terapeutico. «Oggi interveniamo precocemente nella gestione degli eventi avversi», spiega Cutini. L’impiego tempestivo di farmaci anti‑citochina come tocilizumab non compromette l’efficacia della terapia, e lo stesso vale per l’uso mirato degli steroidi in profilassi nei pazienti ad alto rischio di CRS. La gestione degli steroidi è diventata più raffinata, con dosi e tempistiche modulati con attenzione sia nei casi di CRS che di ICANS. Nei pazienti meno responsivi, l’impiego selettivo di anakinra sta mostrando risultati incoraggianti nel controllo di entrambe le tossicità.
Un’altra sfida cruciale è rappresentata dalle citopenie prolungate, ovvero il recupero lento delle cellule del sangue. Oggi vengono affrontate con protocolli dedicati, fattori di crescita e un follow‑up più strutturato, riducendo il rischio di infezioni e ospedalizzazioni: «Se qualche anno fa la priorità era saper reagire, oggi siamo entrati nell’era del saper prevedere e prevenire». Le CAR‑T stanno diventando terapie sempre più sicure, personalizzate e accessibili, senza perdere il loro straordinario potenziale di cambiare la storia della malattia.
Ruolo del team multidisciplinare
La gestione delle CAR‑T non può essere affidata a un singolo specialista. È un percorso complesso che richiede competenze integrate e una visione condivisa. «Il team multidisciplinare è davvero centrale nel percorso delle CAR‑T», afferma Cutini. Non si tratta solo di oncoematologi: la terapia coinvolge intensivisti, neurologi, infettivologi, farmacisti clinici, un team infermieristico altamente formato, oltre al contributo di radiologi e medici nucleari, fondamentali per interpretare la risposta al trattamento.
La professoressa distingue due livelli di CAR‑T team. Il primo è dedicato alla gestione delle complicanze precoci post‑infusione ed è composto principalmente da trapiantologo, intensivista, neurologo e farmacista. È il gruppo che interviene quando si manifestano eventi come CRS o ICANS, che possono insorgere rapidamente ed evolvere in modo imprevedibile, richiedendo talvolta un monitoraggio intensivo.
Il secondo team entra in gioco in una fase più avanzata del percorso, concentrandosi sulla valutazione della risposta al trattamento e sulla definizione del follow‑up più appropriato. Il suo compito è integrare imaging, parametri clinici e recupero ematologico, garantendo continuità e sicurezza nel percorso di cura.
«La terapia CAR‑T è un percorso clinico complesso, e il team multidisciplinare garantisce che ogni fase – dall’identificazione del paziente fino al follow‑up – sia sicura, coordinata e coerente», conclude Cutini. È questo approccio integrato che permette oggi di gestire gli effetti collaterali senza compromettere l’efficacia della terapia, rendendo le CAR‑T una strategia sempre più sicura e sostenibile.
La lezione della professoressa Ilaria Cutini mostra come la rivoluzione delle CAR‑T non sia solo tecnologica, ma anche culturale e organizzativa. Prevedere, prevenire, personalizzare: sono queste le parole chiave che stanno guidando l’evoluzione della terapia cellulare. AIL, con il suo impegno costante tra assistenza, divulgazione e formazione, continua a essere un punto di riferimento per pazienti, famiglie e professionisti. E iniziative come questa confermano quanto sia importante mantenere vivo il dialogo tra scienza e società, affinché il futuro delle terapie avanzate sia davvero un futuro condiviso e accessibile.
In questo numero
La lezione di Ilaria Cutini fa parte del ciclo di approfondimenti dedicato alle terapie avanzate in onco‑ematologia che si è tenuto a Firenze Careggi il 17 novembre scorso, un percorso che intreccia divulgazione scientifica e medicina narrativa nel solco delle iniziative promosse da AIL, Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma. Conclusa la campagna nazionale “Le Stelle di Natale dell’AIL”, il nuovo anno 2026 si apre nel segno della solidarietà. Anche nei giorni delle feste i volontari dell’Associazione hanno offerto il consueto supporto ai pazienti e alle loro famiglie, rispondendo alle richieste che arrivano da tutta Italia e, talvolta, anche dall’estero (tutti i canali di contatto si possono consultare sul sito www.ail.it). Accanto all’impegno socio‑assistenziale, la presidenza AIL sta portando avanti, come si vede, un fitto calendario di eventi formativi e divulgativi dedicati alle nuove frontiere della cura, contribuendo a diffondere conoscenza e consapevolezza su terapie che stanno cambiando la storia delle malattie ematologiche.
(7.continua – le prossime uscite sono in programma nei giorni 5-6 gennaio)
Link alle puntate precedenti:
L’evoluzione dei trattamenti per il mieloma multiplo, di Elisabetta Antonioli
Sara Galimberti: sostenibilità, equo accesso e nuove frontiere della ricerca
Giuseppe Toro: il ruolo delle associazioni, sempre al fianco dei pazienti
Dagli anticorpi monoclonali alle terapie cellulari, di Monica Bocchia
La ricerca traslazionale entra nel vivo. Lezione di Francesco Annunziato
CAR‑T, il futuro è già qui. La prolusione di Alessandro Maria Vannucchi




