Dopo le feste natalizie e le inevitabili deviazione dalla retta via della Salute come deve ripartire un paziente diabetico? il nuovo anno è un’occasione per cambiare ma è errato cercare di recuperare tutto in una volta. Piccoli cambiamenti possono portare a grandi risultati nel lungo periodo
Niente “reset punitivi”, la ripresa deve essere graduale, realistica e scientifica suggeriscono gli esperti della Società Italiana di Diabetologia. Bisogna insomma iniziare l’anno col piede giusto e integrare i buoni propositi salutari nella vita di ogni giorno
Per ottenere risultati duraturi è fondamentale evitare picchi glicemici che possono essere ottenuti anche anticipando ad ogni pasto il consumo delle verdure inserendole come antipasto.
Gennaio del resto, per diabetici, pazienti affetti da sindrome metabolica, pazienti col colesterolo alto o con quadri lipidici alterati e malattie cardiovascolari che pongono fattori di rischio di base, è da sempre il mese dei buoni propositi: le agende cartacee o elettroniche che siano fioriscono di annotazioni, appunti, indicazioni apprese dal curante ma troppo spesso anche da dottor google fuorviando dal percorso di cura che, invece, deve sempre seguire le indicazioni e le prescrizioni dello specialista. Di buone intenzioni è lastricato l’inferno diceva un vecchio adagio. Non esistono infatti diete miracolose, non sono utili e forse sono dannose le sedute di palestra a oltranza, i percorsi detox e le ripartenze col turbo. Il tentativo di annullare o solo di esorcizzare, gli eccessi delle feste può essere peggiore del male. Per chi convive con il diabete – o è a rischio di svilupparlo – questi propositi possono trasformarsi facilmente in false partenze o in vere trappole. A lanciare un avvertimento deciso è la Società Italiana di Diabetologia: non è il momento delle soluzioni drastiche insomma ma dei cambiamenti ragionevoli e graduali che funzionano davvero, perché possono arrivare fino al prossimo dicembre.
Cominciare con piccoli cambiamenti nella vita quotidiana, evitare le bevande dolci, cucinare più spesso a casa, muoversi un po’ di più ogni giorno, non esagerare con l’attività fisica ma incorporare la camminata nella routine quotidiana le principali regole di buona salute consigliate dagli specialisti. Bisogna anche ridurre il consumo di alcol e optare per alternative analcoliche e non colpevolizzarsi per ciò che si è mangiato durante le feste. Fondamentale infine l’aderenza alle terapie assumendo correttamente i farmaci e rispettando i tempi e le modalità prescritte dal medico diabetologo o internista e non sospendere mai le cure di propria iniziativa.
Infine pori sempre obiettivi realistici, ragionevoli e raggiungibili costruendo passo dopo passo un equilibrio possibile e realistico nella vita quotidiana.
“Le diete lampo, i digiuni improvvisati e i programmi tutto o niente non solo sono difficili da seguire, ma possono risultare controproducenti, se non pericolosi, per il controllo della glicemia. Dopo le vacanze natalizie – spiega la professoressa Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia – il corpo non ha bisogno di punizioni, ma di ritrovare il suo equilibrio. L’obiettivo non è tanto quello di ‘rimediare’ agli eccessi in pochi giorni, ma di tornare gradualmente ad una routine sostenibile, fatta di pasti regolari, scelte alimentari consapevoli e movimento quotidiano”. Uno dei falsi miti più diffusi di inizio anno è che sia necessario stravolgere tutto e adottare soluzioni drastiche e punitive per ottenere risultati clamorosi. “In realtà – prosegue l’esperta – piccoli cambiamenti ripetuti nel tempo – come evitare le bevande dolci, cucinare più spesso a casa, muoversi un po’ di più ogni giorno – hanno un impatto molto più consistente sul controllo glicemico, rispetto a qualsiasi dieta drastica.
Anche l’attività fisica va incorporata nella routine quotidiana senza esagerare: non è necessario iscriversi subito in palestra e seguire a tappeto tutte le lezioni per una settimana per poi mollare dopo pochi giorni; può essere molto più utile nel lungo periodo imporsi di camminare di più e stare meno seduti ogni giorno”. Gennaio è anche il momento giusto per ripensare il rapporto con l’alcol. “Dopo settimane di brindisi è arrivato il momento di ridurre il consumo, virando su alternative analcoliche. Evitare l’alcol, oltre a far bene alla salute in generale – spiega la professoressa Buzzetti – aiuta a migliorare il controllo glicemico, riduce il rischio di ipoglicemie e aumenta la sicurezza, soprattutto in chi assume farmaci o insulina. Vediamola in positivo: non si tratta di una rinuncia, ma della scelta di proteggerci”.
Un altro grande classico del down dopo-vacanziero, è quello dei sensi di colpa, che a gennaio colpiscono soprattutto a tavola. “Colpevolizzarsi per ciò che si è mangiato durante le feste – spiega la professoressa Buzzetti – non aiuta né la salute fisica né tanto meno quella mentale. Al contrario, un approccio più gentile verso noi stessi (anche non necessariamente ‘indulgente’) e porsi obiettivi realistici favorisce l’aderenza alle terapie, migliora il nostro rapporto con il cibo e rende più facile mantenere le buone abitudini nel lungo periodo”.
Tra i buoni propositi per il nuovo anno, ce n’è uno davvero fondamentale: l’aderenza alle terapie. “Assumere correttamente i farmaci, rispettare i tempi e le modalità prescritte dal medico e non sospendere mai le cure di propria iniziativa ha un impatto sulla salute decisamente maggiore di qualsiasi dieta alla moda – sottolinea la Presidente SID -. È un obiettivo da mettere in agenda a gennaio”.
Il nuovo anno, insomma, al netto dei buoni propositi, può essere davvero un’occasione di cambiamento, ma solo se si abbandona la logica del ‘tutto e subito’. “Per chi convive con il diabete (e non solo) – conclude la professoressa Buzzetti – il miglior buon proposito non è inseguire la perfezione, ma costruire giorno dopo giorno un equilibrio possibile e realistico, basato su scelte concrete, suggerite dal proprio medico, ponendosi obiettivi ragionevoli. Le scorciatoie non funzionano e, in alcuni casi, possono rivelarsi pericolose”.




