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Dialisi a domicilio, svolta sostenibile nella malattia renale cronica

Le novità dal congresso nazionale della SIN, Società Italiana di Nefrologia

Riflettori puntati sulla salute dei nostri reni. Al 66° congresso nazionale della Società Italiana di Nefrologia (SIN), in corso a Riccione fino al 24 ottobre, vengono presentate le più recenti scoperte scientifiche e le strategie che promettono di rivoluzionare la prevenzione e il trattamento delle nefropatie in Italia. Tra le innovazioni più significative, spicca la dialisi domiciliare, che si conferma non solo più efficace e gradita per i pazienti, ma anche più sostenibile per il sistema sanitario.

Dialisi peritoneale domiciliare: più qualità, meno costi

Il nuovo report HTA Altems ha acceso i riflettori su una pratica ancora sottoutilizzata: la dialisi peritoneale domiciliare. I dati parlano chiaro: rispetto all’emodialisi ospedaliera, questa modalità consente una riduzione del 43% dei costi annuali per paziente, migliora la qualità della vita, riduce il rischio di infezioni nosocomiali e permette una maggiore autonomia. In un contesto in cui 50.000 italiani sono in trattamento dialitico, e 6.000 sono in attesa di trapianto, la dialisi a casa rappresenta una svolta concreta per alleggerire il carico ospedaliero e restituire dignità ai pazienti. La possibilità di gestire la terapia in ambiente domestico, con il supporto di personale formato e tecnologie sempre più intuitive, apre scenari di cura personalizzata e meno invasiva, soprattutto per pazienti anziani o con difficoltà di mobilità.

Obesità e Malattia Renale Cronica: nuove molecole in campo

L’obesità è oggi uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo della Malattia Renale Cronica (MRC). Le nuove terapie farmacologiche, come gli inibitori SGLT2 e gli agonisti GLP-1, mostrano risultati promettenti: possono rallentare la progressione della nefropatia fino al 30% dei pazienti obesi. Questi farmaci, già noti per il trattamento del diabete, stanno ridefinendo il paradigma terapeutico anche in nefrologia, con benefici clinici e impatti positivi sulla sostenibilità del sistema sanitario. Il loro utilizzo consente di intervenire precocemente, riducendo il rischio di complicanze cardiovascolari e renali, e migliorando l’aderenza terapeutica grazie a formulazioni più tollerabili.

Nefrologia pediatrica: speranze per i più piccoli

Dopo oltre vent’anni senza novità rilevanti, ora sappiamo che anche i bambini affetti da patologie renali potrebbero beneficiare degli SGLT2-inibitori. Studi in corso indicano che questi farmaci potrebbero proteggere la funzione renale già in età infantile, rallentando l’evoluzione della malattia e migliorando la qualità di vita dei piccoli pazienti. La possibilità di intervenire precocemente, prima che la malattia comprometta in modo irreversibile la funzione renale, rappresenta una svolta per la nefrologia pediatrica, che finora ha avuto a disposizione opzioni terapeutiche limitate e spesso invasive.

Gravidanza e rischio renale: la prevenzione al femminile

Le complicanze ostetriche — come preeclampsia, diabete gestazionale e ipertensione — aumentano fino a quattro volte il rischio di sviluppare MRC negli anni successivi alla gravidanza. Le nuove evidenze scientifiche presentate al congresso spingono verso protocolli di sorveglianza post-partum e strategie preventive dedicate alle donne, con l’obiettivo di intercettare precocemente i segnali di rischio e intervenire prima che la malattia si manifesti. La medicina di genere diventa così un pilastro della prevenzione nefrologica, con percorsi di monitoraggio personalizzati e multidisciplinari.

Medicina di prossimità: il progetto PREMIO SIN–SIMG

La diagnosi precoce della MRC è cruciale per rallentarne la progressione. Il progetto PREMIO SIN–SIMG, nato dalla collaborazione tra la Società Italiana di Nefrologia e i Medici di Medicina Generale, punta a formare i professionisti del territorio per riconoscere i primi segnali della malattia. L’obiettivo è anticipare l’intervento, favorire l’accesso a terapie efficaci come la dialisi peritoneale e promuovere il trapianto da vivente. Il progetto prevede anche strumenti digitali per la stratificazione del rischio e la condivisione dei dati clinici, in un’ottica di medicina integrata e centrata sul paziente.

Malattie rare: terapie mirate per la nefropatia da IgA

La Nefropatia da IgA è una patologia rara che può condurre oltre il 50% dei pazienti all’insufficienza renale terminale. Le nuove terapie — budesonide, atrasentan, sparsentan — e le linee guida KDIGO aggiornate promettono di modificare radicalmente il decorso della malattia. Per la prima volta, si intravede la possibilità di cambiare la storia naturale di una patologia finora considerata inesorabile. Le terapie mirate agiscono sui meccanismi immunologici alla base della malattia, riducendo l’infiammazione e la proteinuria, e offrendo una prospettiva di stabilizzazione a lungo termine.

Trapianto di rene: aggiornato il Documento di Indirizzo

In Italia, il tempo medio di attesa per un trapianto renale è di tre anni. La mortalità annuale tra i pazienti in dialisi è del 17%, contro il 4% tra i trapiantati. Il nuovo Documento di Indirizzo, promosso dal presidente SIN Luca De Nicola, mira a ottimizzare il percorso del trapianto, incentivare la donazione da vivente e ridurre i tempi di attesa. Un passo fondamentale per migliorare gli esiti clinici e ridurre la pressione sul sistema dialitico. Il documento propone anche una revisione dei criteri di allocazione degli organi, una maggiore trasparenza nei registri di attesa e campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione.

Il congresso nazionale SIN 2025 si conferma un crocevia di innovazione e visione strategica, dove la medicina del rene si apre a nuove prospettive terapeutiche, organizzative e sociali. La dialisi domiciliare, in particolare, emerge come simbolo di una sanità più umana, efficace e sostenibile. Un cambiamento che non riguarda solo i pazienti, ma l’intero sistema salute.

Decalogo per mantenere in salute i nostri reni

Ecco un promemoria diffuso dagli specialisti della SIN per la salute dei nostri reni. Privilegiare l’alimentazione mediterranea, gloria e vanto dell’Italia, ma spesso dimenticata a favore di regimi alimentari meno salutari. Mantenere una adeguata idratazione: quando le urine sono concentrate, di colore “giallo oro”, il rene sta chiedendo di bere più acqua per funzionare al meglio. Evitare un consumo eccessivo di proteine e grassi animali. Evitare un eccessivo introito di sale: il consumo medio in Italia è il doppio di quanto raccomandato dalle Linee Guida. Evitare condizioni di sovrappeso ed obesità. Evitare l’assunzione di farmaci potenzialmente nefrotossici, come gli antinfiammatori non steroidei in quantità e per periodi prolungati, se non strettamente necessari, secondo il giudizio del medico. Evitare l’assunzione di prodotti difficilmente identificabili per la loro potenziale tossicità, come integratori o preparati di erboristeria miscelati in maniera grossolana e privi di indicazione dei contenuti titolati. Astenersi in maniera assoluta dal fumo. Consumo moderato di alcol. Mantenere per tutta la vita una adeguata attività fisica, commisurata all’età e alle condizioni cliniche.

I segni premonitori della Malattia Renale Cronica

La Malattia Renale Cronica può decorrere senza manifestare sintomi specifici fino alle fasi più avanzate. Non dobbiamo attendere che questi si manifestino. Alcuni campanelli di allarme devono far scattare il sospetto e richiedono una valutazione del medico di medicina generale e, se necessario, del nefrologo. Fra i segnali più comuni ricordiamo: • Edema (gonfiore) alle gambe e al volto, specie al mattino appena svegli • Stanchezza inusuale • Riduzione dell’appetito, nausea e vomito • Alterazioni del sonno • Alterazioni delle caratteristiche delle urine

Per quanto questi sintomi non siano specificamente forieri di una malattia renale, quando non attribuibili ad altre patologie devono portare all’effettuazione almeno di una creatininemia (con elaborazione del GFR stimato) e di un esame urine.

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