Lo psicologo Raggi: Utile iniziativa ma parliamo di gravi disturbi, lo stile di vita non c’entra nulla
Una psicosi nel corpo, una grave alterazione della percezione del proprio schema corporeo, un trasferimento del proprio disagio profondo nel comportamento alimentare: sono tati i modi in cui vengono definiti l’anoressia e la bulimia.
Il 15 marzo è la Giornata nazionale del cosiddetto “Fiocchetto Lilla”, dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare. Una iniziativa nata nel 2012 per ricordare Giulia Tavilla, una ragazza di 17 anni che perse la vita a causa della bulimia.
I disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia, la bulimia e il disturbo da alimentazione incontrollata, colpiscono oltre 3 milioni di persone in Italia, soprattutto le donne, con un’incidenza fino a nove volte superiore rispetto agli uomini che comunque fanno registrare un’incidenza in crescita. Una grave psicosi con cui si può imparare a convivere con un profilo di normalità ma da cui, nel profondo dell’anima, come insegnano tanti esempi di persone famose che hanno rivelato la loro malattia, non si guarisce mai pienamente. Una condizione di disagio che si manifesta soprattutto durante l’adolescenza: cambiamenti improvvisi nel peso, isolamento sociale, commenti negativi sull’aspetto fisico, diete restrittive, esercizio fisico eccessivo possono essere i primi campanelli di allarme aspecifici da approfondire attraverso un supporto psicologico e consulti multidisciplinari che sono sempre più offerti dalla Sanità pubblica e anche privata in maniera completa e articolata.
In occasione della giornata del 15 marzo il Ministero della Salute ha lanciato una campagna nazionale di sensibilizzazione contro stigma e pregiudizi denominata “Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso”. La campagna, realizzata dalla Direzione generale dei corretti stili di vita in collaborazione con la Direzione generale della comunicazione, è stata presentata nei giorni scorsi a Firenze nell’ambito della manifestazione Didacta Italia, evento dedicato all’innovazione nella scuola, dove è intervenuto Alessio Nardini, direttore della Direzione generale dei corretti stili di vita del Ministero della Salute.
I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono un problema di Salute pubblica globale che coinvolge, in Italia, più di tre milioni di persone con un impatto rilevante sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.
Per celebrare al meglio la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla e sensibilizzare il più ampio numero di persone, il Ministero della Salute ha organizzato una serie di eventi sul territorio e una maratona televisiva, che si è snodata attraverso appuntamenti sportivi del 14 e 15 marzo colorati di lilla. I messaggi della campagna sono diretti a contrastare stigma e pregiudizi e a ricordare che i disturbi della nutrizione sono patologie complesse, che richiedono ascolto, cura e supporto professionale.
Come ogni anno il Fiocchetto Lilla è il simbolo per dare visibilità e riconoscibilità alle iniziative e rappresentare l’impegno nella prevenzione, nell’informazione e nel sostegno alle persone che vivono queste difficoltà e alle loro famiglie. In ottemperanza alle norme sul buio elettorale, lo spot tv e il radio comunicato della campagna con la firma del Ministero, saranno diffusi nel periodo successivo al referendum.
Chiunque nelle famiglie e nelle comunità sospetti che qualcuno abbia un disturbo del comportamento alimentare è importante che chieda aiuto a un professionista della salute.
“Per fortuna da qualche anno in occasione del 15 marzo le istituzioni iniziano a promuovere delle piccole ma importanti campagna di comunicazione, cosa che prima era lasciata alla buona volontà degli operatori e delle associazioni dei pazienti, genitori e famiglie tra cui anche la nostra – sottolinea Alessandro Raggi Psicologo Psicoterapeuta, esperto della materia e vicepresidente della fondazione Ananke di Villa Miralago, realtà di eccellenza nazionale nella cura dei disturbi del comportamento alimentare che per tutta la settimana organizza iniziative di sensibilizzazione e conoscenza – questa campagna del ministero mi sembra dunque assolutamente importante soprattutto perché tiene conto e accende i fari sullo stigma e sul pregiudizio che sono elementi che impediscono a chi soffre di chiedere aiuto. Ancora oggi avere un disturbo dell’alimentazione incontrollata – o un problema di anoressia che si correla con la carenza dell’apporto di nutrienti adeguati e il rifiuto dell’alimentazione – viene considerato un problema di volomntà. Una cosa assolutamente da superare. Un pregiudizio uno stigma. Pensare che una ragazza o un ragazzo che soffrono di anoressia non voglia mangiare o non abbia il desiderio di mangiare per una scelta deliberata e quindi spingerla a mangiare è una cosa che la fa ammalare ancora di più. E’ un approccio errato e gravissimo. E lo stesso criterio vale per chi soffre di alimentazione in controllata che poi va incontro ad obesità. C’è sempre l’idea – conclude l’esperto – che queste persone siano ingorde e quindi vanno stigmatizzate. Una concezione che va assolutamente superata proprio attraverso l’informazione e la corretta comunicazione di questo importante problema di salute pubblica che colpisce tantissime famiglie. Sono per questo assolutamente favorevole all’iniziativa del ministero della Salute di riempire di contenuti questa giornata simbolica. Allo stesso modo va sottolineato che i disturbi del comportamento alimentare con i corretti stili di vita, non c’entrano assolutamente nulla e questo va ben chiarito in quanto c’è il rischio che si torni a battere sul tasto della volontà. Parliamo invece di un chiaro disturbo psichiatrico che deve pertanto essere inquadrato all’interno di percorsi di diagnosi, presa in carico e cura delle reti dei dipartimenti di Salute mentale. Così come ad una persona depressa non possiamo dire che un corretto stile di vita si traduce nella riduzione della sofferenza così in questo caso lo stile di vita e la corretta alimentazione non hanno nulla a che vedere con il disturbo che viene manifestato da una persona nell’ambito del comportamento alimentare”.




