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Donne in sanità. Roberta Siliquini, prima presidente donna della Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica.

Roberta Siliquini è il nuovo presidente della Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI). La prima presidente donna della SItI. <<Ultimamente, in tutti gli ambiti del nostro Paese, il genere femminile ha preso più coraggio e sono ovviamente lieta che in molte posizioni apicali professionali e scientifiche sia maggiormente rappresentato. Ma c’è ancora molto da fare nella lotta a pregiudizi e preconcetti e nel cambiamento dell’approccio culturale dello stesso genere femminile>>. Si racconta a Mondosanità.

Ordinario di igiene all’Università degli Studi di Torino, la professoressa Roberta Siliquini è stata eletta presidente della Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) al termine del consiglio della giunta esecutiva. Succede al presidente uscente Antonio Ferro. 

Come si sente ad essere la prima presidente donna di SItI?

“Non mi sento diversa da prima: non credo che il genere faccia parte del curriculum o del cursus honorum di un professionista, è semplicemente genetica. Sono tuttavia molto felice che la mia Società scientifica abbia riconosciuto nella mia persona, in questo momento storico molto complicato, un punto di riferimento, tenendo in considerazione, mi auguro più del genere, il mio percorso trentennale nell’igiene e nella sanità pubblica. Oltre all’onore sento ovviamente il peso di questa responsabilità, il peso di dover rappresentare al meglio i 3.000 soci, con storie e ruoli professionali e scientifici diversi. 

Tuttavia, è vero che ultimamente, in tutti gli ambiti del nostro Paese, il genere femminile ha preso più coraggio e sono ovviamente lieta che in molte posizioni apicali professionali e scientifiche esso sia maggiormente rappresentato. D’altra parte, ritengo che ci sia ancora molto da fare, non solo nella lotta a pregiudizi e preconcetti, ma nel cambiamento dell’approccio culturale dello stesso genere femminile. Dobbiamo imparare ad avere maggiore autostima, a proporci, ad alzare la mano e a non pretendere da noi la perfezione: gli uomini non lo fanno”.

Quali sono le sfide che la attendono?

“Malgrado la visione positiva che tutti dobbiamo avere ad ogni inizio di anno, non si possono nascondere le difficoltà del momento storico che il mondo tutto sta vivendo. Stiamo assistendo ad un drammatico assommarsi di eventi negativi: pandemia, crisi economica, inflazione, disastri naturali, riscaldamento globale e, molto vicino a noi, guerre e durissima lotta ai più basilari diritti civili. Tutti elementi che, in modo diretto o indiretto, sono determinanti distali o prossimali di malattia, tutti elementi che devono essere sull’agenda di chi si occupa di sanità pubblica: ci avviamo verso anni molto difficili, con scarse risorse per rispondere ai bisogni di salute che sono destinati, per le suddette ragioni, ad aumentare in maniera disuguale nella nostra popolazione ed in quelle a noi vicine. 

A queste problematiche si aggiunge un momento particolarmente difficile per il nostro servizio sanitario nazionale dovuto a scarsi investimenti, storici e attuali, e a carenza di personale, a fronte di un aumento sensibile dei casi di patologie croniche, per non parlare delle patologie infettive e dell’antimicrobico resistenza. Purtroppo, l’esperienza ci insegna che, proprio quando ci sarebbe maggior bisogno di prevenzione per ridurre bisogni di salute che faticano ad essere presi in carico, questa è la prima a subire le conseguenze dei tagli di risorse. Ritengo che su tutti questi temi la nostra Società scientifica debba e possa essere interlocutore privilegiato per le istituzioni, fornendo ai decisori politici evidenze scientifiche e proposte operative per favorire il benessere della popolazione. La salute è la risultante di moltissimi fattori: stili di vita, prevenzione primaria e secondaria, ambiente salubre, organizzazione sanitaria ospedaliera e territoriale: tutte tematiche che sono competenze specifiche degli igienisti e che si incontrano nel concetto di one health”.

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