Istituzioni metropolitane, aziende sanitarie e insegnanti uniscono le forze per avviare studenti tra i 14 e i 19 anni ai programmi di prevenzione delle cardiopatie
La prevenzione cardiovascolare passa sempre più attraverso la conoscenza e la capacità di intervenire tempestivamente. In un’epoca in cui le cardiopatie rappresentano una delle principali cause di morte improvvisa, soprattutto nei contesti sportivi e scolastici, educare i giovani al primo soccorso non è solo un investimento sanitario, ma un impegno sociale. Le scuole diventano così luoghi strategici per diffondere competenze salvavita e costruire comunità più consapevoli e protette.
È in questa prospettiva che nasce l’accordo siglato tra la Città metropolitana di Firenze, l’Azienda Usl Toscana Centro, l’Aou Careggi, l’Azienda ospedaliero‑universitaria Meyer e l’Ufficio scolastico regionale della Toscana. Una collaborazione triennale che punta a promuovere il soccorso “laico” e la prevenzione delle cardiopatie tra gli studenti delle scuole superiori del territorio metropolitano. Le risorse economiche necessarie saranno definite annualmente con successivi atti, a conferma di un impegno progressivo e strutturato.
Tra le priorità dell’intesa figurano programmi di educazione al soccorso rivolti ai ragazzi tra i 14 e i 19 anni, con l’obiettivo di arrivare a una popolazione scolastica cardioprotetta e, di conseguenza, aumentare la presenza di soccorritori laici sul territorio. Un traguardo ambizioso che mira a trasformare gli studenti in cittadini capaci di intervenire in situazioni critiche, contribuendo a ridurre i tempi di risposta in caso di arresto cardiaco.
“La Città metropolitana è attentissima a questa tematica, sia sul fronte della formazione sia su quello della dotazione di nuovi defibrillatori sul territorio metropolitano, così come su quello del sostegno alla ricerca per percorsi diagnostici sempre più efficaci”, ha sottolineato Nicola Armentano, consigliere metropolitano delegato alla sanità. Un impegno che si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento della rete di cardioprotezione urbana. Sulla stessa linea l’assessore al welfare del Comune di Firenze, Nicola Paulesu, che definisce l’accordo “un’importante tappa nel percorso verso una città cardioprotetta su cui siamo fortemente impegnati come amministrazione comunale”. L’idea è quella di costruire un modello di prevenzione diffuso, in cui scuole, istituzioni e sanità lavorino in sinergia.
Dal mondo della scuola arriva il sostegno convinto di Susanna Pizzuti, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Firenze, che parla di “dichiarazione d’intenti comune. Noi condividiamo l’obiettivo della diffusione della cultura della prevenzione: non solo sulle cardiopatie ma della prevenzione in generale”. Un approccio che mira a integrare la formazione sanitaria nei percorsi educativi, rendendola parte della crescita personale degli studenti. Sul piano clinico, l’importanza di formare i giovani al primo soccorso è ribadita da Marco Comeglio, direttore dell’area cardiovascolare dell’Asl Toscana Centro: “Insegnare ai giovani qual è il primo soccorso fa veramente la differenza”. Una differenza che, in caso di arresto cardiaco, può tradursi in vite salvate grazie a interventi immediati in attesa dei soccorsi professionali.
A ricordare la rilevanza del problema è anche Jacopo Olivotto, responsabile della cardiologia del Meyer, che sottolinea come in Italia “c’è una morte improvvisa giovanile ogni 100.000 abitanti per anno. Può sembrare un piccolo numero ma è una grande tragedia. Dietro un episodio ci sono molte persone che sono potenzialmente a rischio con malattie genetiche”. Un dato che evidenzia quanto sia fondamentale riconoscere precocemente i segnali di rischio e diffondere competenze di intervento rapido. L’intesa raggiunta nel capoluogo della regione Toscana rappresenta dunque un passo concreto verso una comunità più preparata e consapevole. Formare i giovani significa costruire un futuro in cui la prevenzione non sia un concetto astratto, ma una pratica quotidiana, condivisa e radicata nel tessuto sociale. Una città cardioprotetta nasce anche così: educando le nuove generazioni a prendersi cura degli altri e a intervenire quando ogni secondo conta.




