La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199 del 30 dicembre del 2025) assegna alla sanità 142,9 mld di euro per il 2026 (+ 6,3 mld di euro rispetto al 2025) da utilizzare prioritariamente per riassorbire le liste d’attesa, assumere personale, potenziare la prevenzione e potenziare i servisi post PNRR.
“Dal 2022 al 2026 le risorse destinate alla Sanità – sottolinea Antonio Salvatore, coordinatore del dipartimento Salute, Sanità e Assistenza di prossimità di ANCI Campania – sono aumentate di 17,7 mld di euro (+ 14,1%). Il Fondo Sanitario nazionale crescerà ulteriormente nel biennio 2027-2028: + 2.631 mln di euro nel 2027 e + 2.633 mln di euro nel 2028 e nei successivi. Gli enti dei servizi sanitari regionali potranno assumere personale a tempo indeterminato in deroga agli attuali vincoli legislativi in materia. Inoltre, le Regioni potranno aumentare i fondi da destinare ai premi e alle indennità per chi lavora ai pronto soccorso. Previste indennità di specificità per i medici, i veterinari, gli infermieri e gli operatori socio sanitari. Estesa agli infermieri delle strutture private accreditate la tassazione agevolata del 5% sugli straordinari. Cambiamo anche i tetti di spesa per la farmaceutica (per gli acquisti diretti e per la spesa convenzionata) e viene introdotto un nuovo limite di spesa per l’acquisto di dispositivi medici, essendo aumentato il loro fabbisogno a causa dell’innovazione tecnologica e dell’esigenza di rinnovare il parco tecnologico delle strutture sanitarie pubbliche.
Stanziati ulteriori 100 mln di euro per l’adeguamento delle tariffe ambulatoriali e di 1 mld di euro per la revisione delle tariffe di ricovero e di riabilitazione. Previsti infine interventi mirati per la prevenzione (potenziamento degli screening mammografico per il tumore della mammella, dello screening per il tumore del colon-retto, estensione dei test genomici, screening neonatali e da inquinamento ambientale), la medicina di precisione, la salute mentale e le cure palliative”.
FONDO SANITARIO NAZIONALE
2022 2023 2024
2025
2026
∆ 2026-2022 ∆ in %
125,2 128,0 133,0
136,5
142,9
17,7 14,1%
Per rendere maggiormente efficiente l’utilizzo delle risorse del SSN e per ridurre gli sprechi, entro il 31 marzo 2026, con decreto del Ministero della Salute di concerto col MEF, saranno individuate le nuove regole di riparto delle risorse del FSN, prevedendo la verifica dell’utilizzo delle stesse per le finalità assistenziali previste. Le farmacie pubbliche e private convenzionate sono riconosciute a tutti gli effetti come strutture che erogano prestazioni sanitarie per il SSN ma non mancano prese di posizione contrarie come quella di Confesercenti Salute che reclamano, sentenze di Cassazione alla mano, che vengano rispettati i requisiti di accreditamento al cui rispetto sono tenuti tutti i centri della specialistica ambulatoriale che erogano prestazioni in nome e per conto del Servizio sanitario nazionale o anche solo privati che assolvono ai criteri di autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio dell’attività sanitaria. Le farmacie per ora sono in un limbo da questo punto di vista in quanto potranno erogare prestazioni assistenziali in base a criteri che saranno definiti in seguito dal Ministero della Salute, variabili in base alla ubicazione delle stesse e con particolare riguardo a quelle operanti in aree rurali, decentrate o di disagio.
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ogni anno dovrà aggiornate il PTN – l’elenco dei farmaci che possono essere erogati o rimborsati dal Ssn.
Cresce il limite di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie dai privati accreditati: dal 2026, viene ulteriormente aumentato dell’1% il tetto previsto dalla Spending review e cambiano i relativi criteri. Per favorire lo sviluppo della sanità digitale europea saranno realizzate infrastrutture informatiche per lo scambio transfrontaliero di dati sanitari in ambito UE (ricette elettroniche, profili sanitari, referti, SDO ecc.). L’infrastruttura sarà realizzata da SOGEI e sarà interconnessa col Sistema Tessera Sanitaria (STS). Per potenziare i servizi di Telemedicina e garantirne l’omogeneità a livello nazionale, AGENAS implementerà procedure finalizzate a dotare i professionisti sanitari di dispositivi idonei a garantire l’adeguato monitoraggio dei pazienti nonché a favore i percorsi di Telemedicina.
Aumentato il fondo destinati ai bambini affetti da patologie oncologiche e da epilessia.Allo scopo di ridurre le complicanze postoperatorie e le ospedalizzazioni evitabili, i pazienti cronici complessi sono destinati prioritariamente ad assistenza domiciliare integrata che prevede, tra l’altro, le attività di tele-monitoraggio. Entro 12 mesi, il Ministero della Salute emanerà linee guida per la gestione delle dimissioni protette, allo scopo di renderle uniforme a livello nazionale. Potenziate le misure in materia di dipendenze patologiche (tossicodipendente, ecc.).
Allo scopo di contenere i costi energetici delle strutture sanitarie sarà costituito un tavolo tecnico (a titolo gratuito) che studierà ed individuerà soluzioni (tecnologiche, strutturali o gestionali).
MILLEPROROGHE
Per quel che concerne il “Mille-proroghe”, queste le misure maggiormente significative: esteso al 31 dicembre 2026 lo “scudo penale” per limitare la responsabilità penale degli esercenti le professioni sanitarie ai soli casi di colpa grave.
Ulteriormente prorogato il limite di età di 68 anni per la nomina dei direttori generali di Asl ed Enti del Servisio sanitario nazionale nonché per l’accesso nell’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di manager.
Fino al 31 d 2026 non si applicheranno le incompatibilità per alcune professioni sanitarie: infermieri, ostetriche, professionisti della riabilitazione, tecnici-sanitari e della prevenzione.Allo scopo di recuperare le liste d’attesa, gli enti del SSN potranno continuare per tutto il 2026 a conferire incarichi semestrali di lavoro autonomo a medici specializzandi e incarichi a tempo determinato al personale delle professioni sanitarie, agli operatori socio-sanitari nonché ai medici specializzandi iscritti all’ultimo e penultimo anno di corso della scuola di specializzazione.
“Infine giova ricordare – sottolinea Antonio Salvatore – che il D.Lgs n. 81 del 2025 reca l’esonero permanente dall’obbligo di emissione della fatturazione elettronica per gli operatori sanitari che effettuano prestazioni sanitarie nei confronti delle persone fisiche. Pertanto, a differenza del passato (dal 2019 al 2025), il Milleproroghe non reca alcun disposizione poiché, come già evidenziato, l’esonero è divenuto strutturale”.
La manovra sul fronte del governo della Salute per quanto articolata incassa forti critiche dal fronte formato da alcuni dei principali sindacati medici in particolare Anaao Assomed e Cimo Fesmed (dirigenza medica), Fimmg (medicina generale), Fimp (Pediatri di famiglia), Sumai (Specialistica ambulatoriale), che all’unisono bocciano la manovra 2026 considerandola addirittura“Un disastro per il Ssn e i professionisti”. In soldono il dito è puntato contro il Mef che di fatto avrebbe commissariato il Governo e il ministero della Salute ribaltando una situazione favorevole alla categoria.
“Questa manovra economica si è consumata sulla pelle dei medici, dipendenti e convenzionati, e dei dirigenti sanitari – si legge in una nota – è chiaro a tutti ora come non solo il Ministero della salute sia “ostaggio” del Mef, ma cosa ancor più grave, che lo sia l’intero Governo. E le conseguenze di questo braccio di ferro sono estremamente offensive per tutti coloro che quotidianamente lavorano per garantire la salute dei cittadini.” Insomma una bocciatura senza appello quella che arriva da Anaao Assomed, Cimo-Fesmed, Fimmg, Fimp e Sumai in rappresentanza dei medici dipendenti e convenzionati e dei dirigenti sanitari.
“Abbiamo assistito in questi giorni a un teatrino disonorevole, una lotta intestina che ha ribaltato una situazione fino ad allora finalmente favorevole per la categoria” commentano Pierino Di Silverio, Segretario nazionale Anaao Assomed, Guido Quici, presidente federazione Cimo-Fesmed, Silvestro Scotti, Segretario generale Fimmg, Antonio D’Avino Presidente Nazionale Fimp e Antonio Magi Segretario Nazionale Sumai.
“Il blitz notturno alla vigilia di Natale ha affondato l’emendamento che avrebbe reso disponibili le risorse extracontrattuali già stanziate per la dirigenza medica da ben due leggi di bilancio e soprattutto avrebbe colmato il ripetuto vulnus alla dignità dei dirigenti sanitari penalizzati da un gap economico ingiustificabile. Una dirigenza sanitaria esclusa, così come i medici convenzionati, dall’adeguamento delle prestazioni aggiuntive con cui a parole, ma non nei fatti si vorrebbe risolvere il problema delle liste d’attesa”.
“Ancora una volta completamente dimenticati – attacca il Sumai – i 20mila specialisti ambulatoriali convenzionati pubblici del territorio fondamentali e centrali per la presa in carico dei pazienti cronici, per l’abbattimento delle liste d’attesa e l’assistenza domiciliare così come prevedono il Pnrr e il Dm77”. Niente nemmeno sul fronte della Medicina Generale e Pediatria di Libera Scelta. La scarsa attrattività per i giovani medici e la continua riduzione del numero di medici di famiglia attivi con la conseguenza di avere milioni di italiani senza un medico o pediatra di fiducia scelto da loro, evidentemente non preoccupa il Mef e sembra che la parola convenzionati non appartenga al lessico delle leggi di Bilancio se non si tratti di Farmacie, eppure sarebbe bastato affrontare temi come la detassazione delle quote variabili connesse a obiettivi strategici nei nostri Accordi collettivi nazionali ma invece, per paradosso, i convenzionati restano i più tassati di tutti gli attori sanitari del pubblico. Considerando, che in molti casi hanno il costo dei fattori di produzione”.
“Come se non bastasse – proseguono i sindacati dei medici – abbiamo dovuto scongiurare, grazie alle interlocuzioni con i ministeri e con i parlamentari di buon senso, il taglio del riscatto di laurea che oltre ad essere incostituzionale era un vero proprio attacco a tutti i lavoratori che hanno investito tempo e soldi sperando di poter raggiungere la pensione in tempi ‘umani”. “Aver firmato i contratti prima della legge di Bilancio ha reso almeno disponibili quelle risorse che altrimenti sarebbero finite nel buco nero della svalutazione. In barba a chi cercava di strumentalizzare i contratti di lavoro”. “Sono stati invece risparmiati dal tritacarne gli emendamenti volti a sanare gli interessi delle Università perpetrando e accettandone l’invasione selvaggia a scapito degli ospedali”.
“Manca nel complesso ancora una volta un percorso di visione globale – lamentano i leader sindacali – in un mondo che appare sempre più concentrato sulla gestione delle emergenze economiche, politiche, finanziarie che sulla programmazione di provvedimenti per tutelare il diritto alla salute. È sempre più evidente come il concetto di stato sociale sia stato sostituito dal concetto di stato economico”. “Un disastro privo di logica, privo di programmazione, privo di gratitudine per chi nonostante tutto regge un servizio sanitario in crisi. Quando in uno stato diritto le logiche economiche sostituiscono il dibattito e le scelte politiche, si va diritti verso una pericolosa deriva di disgregamento dello stato sociale” concludono il loro intervento i camici bianchi tradendo rabbia, delusione ed amarezza e promettendo come corpi intermedi una forte opposizione “ai continui attacchi alla sanità e ai suoi professionisti cercando di proporre sempre miglioramenti utili alla salvaguardia del nostro bene più prezioso la salute. Prepariamoci ad un anno di barricate per la difesa dei professionisti, unici a reggere il Ssn”.




