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Medicina predittiva, ruolo dei big data e dell’intelligenza artificiale

La Fondazione Heal Italia lancia un programma pilota in 11 punti e una rete nazionale di centri digitali


La medicina sta attraversando una fase di profonda trasformazione: dall’approccio tradizionale centrato sull’organo malato, che ha dominato per decenni, si passa a un modello di cura guidata da dati biologici, ambientali e digitali, capace di leggere le differenze individuali e anticipare le mosse. In questo scenario, l’Italia si propone come laboratorio per prevenire le malattie e ritardare l’insorgenza delle cronicità, passando da un approccio ‘uguale per tutti’ a cure personalizzate, attraverso il coinvolgimento dei migliori ricercatori, e la valorizzazione della collaborazione globale. Questi i temi al centro dei comunicati diffusi dall’ufficio stampa della Fondazione Heal Italia in occasione di un convegno che si è tenuto a Roma. Nascono ufficialmente le Officine per la medicina di precisione, un programma di accelerazione che persegue l’obiettivo di passare dalla medicina ‘per tutti’ alla medicina ‘per ciascuno’. Le decisioni cliniche saranno guidate dallo studio del profilo del paziente, attraverso l’integrazione di dati omici, ambientali e digitali, ha spiegato Laura Leonardis, direttore generale della Fondazione Heal Italia. In questo senso sono stati avviati 11 programmi pilota che spaziano dalla diagnostica avanzata alla genomica computazionale, dalla chirurgia mini-invasiva ai servizi di medicina interna per le malattie rare, fino alla medicina di genere e alla medicina di precisione per il diabete e le patologie metaboliche. “La personalizzazione delle cure non è solo un traguardo scientifico, ma rientra nella trasformazione culturale che stiamo portando avanti: una sanità capace di leggere le differenze, anticipare i bisogni e accompagnare ogni persona con percorsi adeguati”, si legge nel messaggio del ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Le Officine per la medicina di precisione si configurano come infrastrutture nazionali integrate, fisiche e digitali, a supporto di università, ospedali, Irccs e centri di ricerca, nella transizione verso un modello predittivo centrato sui dati. “L’oncologia è stato uno dei focus maggiori del lavoro di questi anni, ma non l’unico, perché abbiamo anche importanti risultati in ambito cardiometabolico, per esempio nel diabete”, ha ricordato Mauro Piacentini, direttore scientifico della Fondazione Heal Italia. Massimo Midiri, presidente della Fondazione, pone l’accento da parte sua sulla necessità di guardare oltre il PNRR. Un concetto ripreso anche dalla senatrice Beatrice Lorenzin, che ha definito questo progetto “il più grande mai visto in Italia sulla medicina personalizzata”.

L’idea di curare ogni paziente sulla base del profilo biologico individuale si accompagna alla necessità di formare nuove generazioni di professionisti della sanità e di avviare programmi di prevenzione capaci di anticipare il rischio di malattia. In questo senso, la Fondazione Heal Italia ha annunciato la nascita dell’Accademia nazionale di intelligenza artificiale per la medicina di precisione e l’avvio di una campagna di medicina predittiva in ambito oncologico e cardiovascolare, con particolare attenzione alla medicina di genere. “L’Accademia nazionale di intelligenza artificiale per la medicina di precisione offrirà percorsi formativi avanzati per ricercatori e tecnici, con focus su genomica, biologia molecolare e applicazioni IA, con un accordo quadro Italia-Cina”, ha annunciato Laura Leonardis durante il summit intitolato “Le Officine per la medicina di precisione progettano la sanità intelligente e personalizzata del futuro – Programma pilota per la rete dei Centri digitali di medicina di precisione”. L’Accademia nasce anche sulla base di accordi di collaborazione internazionali. Sarà sviluppata con modalità interattive digitali, ma anche con lezioni in presenza e moduli itineranti che coinvolgeranno laboratori tecnologici in diverse città italiane.

In parallelo, la Fondazione Heal Italia ha annunciato l’avvio di un programma nazionale per la medicina di genere. “Si tratta di una campagna di medicina predittiva, che vuole dare la possibilità di prevedere, con largo anticipo su soggetti sani, quelle caratteristiche che potrebbero portare, se trascurate, a un rischio di insorgenza di patologie, con particolare riguardo alla sfera oncologica, cardiovascolare, e delle malattie rare. Per le donne, la campagna si concentrerà sulla medicina predittiva del tumore al seno e del tumore all’ovaio, grazie a protocolli innovativi che prevedono test genetici. L’iniziativa prenderà il via nelle prossime settimane in Sicilia e nel Lazio, con la collaborazione tra l’Irccs Regina Elena e l’Università di Tor Vergata. Contestualmente sarà avviato un programma relativo al tumore al polmone. “Lavoriamo affinché i risultati della ricerca possano arrivare nei contesti giusti, in primis negli ospedali”, ha sottolineato Leonardi. Con l’Accademia, i Centri di medicina di precisione e le campagne di medicina predittiva, la Fondazione Heal Italia intende ritagliarsi un ruolo da protagonista nel campo dell’innovazione in Italia.

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