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Psoriasi: con i farmaci innovativi niente più placche

Per molti anni le terapie a disposizione per combattere la psoriasi potevano solo alleggerire gli effetti di questa patologia senza mai una remissione totale della stessa. Adesso, grazie alle terapie innovative, è possibile portare alla totale remissione della malattia mantenendo anche alti standard di sicurezza per il paziente.

Il nome di questa patologia ha origine già nella antica Grecia dove venne denominata psōríasis che si traduce letteralmente “condizione di prurito” e che ne descrive perfettamente uno dei principali, e più fastidiosi, sintomi. Di psoriasi in Italia ne soffrono in ben 2,5 milioni; la maggior parte di queste persone soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave. Questa patologia per quanto non gravosa per la vita o la salute del paziente è molto spesso accompagnata diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune.

Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Per molti anni le terapie a disposizione potevano solo alleggerire gli effetti di questa patologia senza mai una remissione totale della stessa. Adesso, grazie alle terapie innovative, è possibile portare alla totale remissione della malattia mantenendo anche alti standard di sicurezza per il paziente. Negli ultimi decenni sono state sviluppate diverse terapie target altamente efficaci, che hanno portato a un importante cambiamento di paradigma nel modo in cui viene gestita la malattia psoriasica. Nonostante ciò, una percentuale di pazienti continua a non rispondere o perde la risposta nel tempo.

Gli anticorpi bispecifici prendono di mira due diverse citochine contemporaneamente, offrendo potenzialmente un migliore controllo della malattia. L’interleuchina (IL)-17A e IL-17F condividono l’omologia strutturale e hanno una funzione biologica simile. L’IL-17A è classicamente considerata la più biologicamente attiva, ma studi recenti hanno dimostrato che l’IL-17F è anche aumentata nella pelle psoriasica e nelle cellule sinoviali nell’artrite psoriasica, supportando il razionale per prendere di mira sia IL-17A che IL-17F nella psoriasi patologia. Bimekizumab è il primo anticorpo monoclonale progettato per colpire contemporaneamente IL-17A e IL-17F.

Questo farmaco è stato già approvato da EMA e da AIFA ed è disponibile per la prescrizione. Per saperne di più chiedi informazioni al tuo medico curante.

PER SAPERNE DI PIU’: PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE?

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