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Sicurezza alimentare: Asl in prima linea nei controlli durante le feste

Occhio al botulino e al pesce crudo, festività e alta affluenza turistica, si intensifica la vigilanza.

Natale, sicurezza alimentare. Maria Triassi: «Lo street food un patrimonio della nostra cultura, bene i controlli serrati per evitare rischi».
 «È fondamentale il lavoro che le autorità sanitarie fanno ogni giorno, e ancor più nel periodo natalizio, per garantire ai tantissimi turisti e ai cittadini che le attività di street food nelle aree più frequentate di Napoli e della provincia lavorino rispettando le regole». Maria Triassi, professoressa di Igiene e Medicina Preventiva e Referente CRIPAT commenta con favore i controlli organizzati dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro attraverso le sue articolazioni : Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN Direttore Alfredo Savarese), Servizi Veterinari Igiene degli Alimenti di origine Animale (SVET B Direttore Luciano Nettuno) e il Centro di Riferimento Regionale per la Sicurezza Alimentare nella ristorazione Pubblica e collettiva e nelle produzioni Agroalimentari tradizionali (CRIPAT Direttore Giovanni Battista Varcasia). La Triassi ricorda che lo street food è parte della cultura partenopea ma può essere molto pericoloso se non sono rispettate rigorosamente le norme igieniche. Un tema centrale ancor più a ridosso delle festività, quando il centro storico, i Decumani e il lungomare si riempiono di turisti e cittadini in coda davanti a bancarelle e chioschi. Tra i dati emersi nel corso del summit partenopeo quelli relativi all’attività del Comando Carabinieri NAS, che ha intensificato i controlli su food truck, sagre e manifestazioni di street food in tutta Italia, con sequestri di alimenti non conformi e strutture irregolari per centinaia di migliaia di euro. A Napoli, già nel 2024 erano state sequestrate tre tonnellate di carne destinate allo street food, in un impianto abusivo in condizioni igieniche del tutto inadeguate. «Ad oggi non ci sono ragioni di allarme, anzi il centro storico è uno dei luoghi più controllati da questo punto di vista, ma non si può mai abbassare la guardia». Proprio perché lo street food è un patrimonio prezioso «non possiamo permetterci zone grigie sulla sicurezza alimentare». «I fatti di quest’estate dimostrano che il rischio non è teorico: un’inadeguata formazione degli operatori del settore alimentare, una cattiva gestione della catena del freddo, preparazioni improvvisate, locali abusivi e prodotti senza tracciabilità possono trasformare un momento di convivialità in un’emergenza sanitaria», sottolinea ancora Triassi. «Il botulino è raro, ma quando si presenta può avere conseguenze gravissime. Non è la sola tossinfezione alimentare temibile e non è neanche la più frequente. I germi in causa sono molti ed ecco perché il rispetto delle norme igieniche in tutte le fasi della preparazione e distribuzione degli alimenti diventa cruciale». Da qui il richiamo alla responsabilità condivisa. «La sicurezza alimentare è una garanzia di qualità e competitività – aggiunge Triassi –. Investire nella formazione degli operatori del settore alimentare è un guadagno e non una perdita».
In concomitanza con l’intensificarsi delle attività di vigilanza sanitaria legate al periodo delle festività natalizie e all’elevata affluenza turistica che interessa Napoli e le altre province campane, anche l’Ordine interprovinciale delle Professioni sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione ribadisce l’impegno dei Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro nella tutela della salute pubblica. «I Tecnici della Prevenzione – dichiara Franco Ascolese, presidente dell’Ordine – sono professionisti sanitari del Servizio sanitario nazionale pienamente impegnati, attraverso le ASL, nelle attività di controllo ufficiale in materia di sicurezza alimentare, igiene degli alimenti, prevenzione ambientale e sicurezza nei luoghi di lavoro. In questi giorni sono operativi su tutto il territorio campano, dalle attività di ristorazione tradizionale allo street food, fino alla distribuzione all’ingrosso e al dettaglio». Aggiunge il presidente dell’Albo Cosimo De Marco: “I Tecnici operano su mandato delle Autorità sanitarie competenti nell’ambito dei Dipartimenti di Prevenzione, svolgendo funzioni di vigilanza, ispezione, verifica della conformità normativa, campionamento ufficiale e gestione del rischio sanitario, oltre ad attività di formazione e informazione agli Operatori del Settore alimentare, secondo norme nazionali ed europee in materia”. In questa fase dell’anno i Tecnici della Prevenzione sono impegnati in controlli mirati alla prevenzione di gravi rischi microbiologici tra cui il botulismo alimentare, patologia rara ma potenzialmente letale, storicamente correlata a errate pratiche di conservazione, preparazioni casalinghe, conserve, sottoli, prodotti sottovuoto e alimenti a lunga shelf-life, che nel periodo natalizio registrano un incremento significativo. Particolare attenzione è rivolta anche alla filiera dei prodotti ittici, tracciabilità del pescato, il rispetto della catena del freddo, le corrette modalità di conservazione ed esposizione, nonché la verifica dei requisiti igienico-sanitari delle strutture e delle attrezzature. Un focus specifico è dedicato al consumo di pesce crudo e alle preparazioni a base di sushi, sashimi e marinati, sempre più diffusi anche durante le festività.
«In questi casi – sottolinea De Marco – i Tecnici della Prevenzione verificano l’applicazione delle procedure di bonifica preventiva mediante abbattimento termico, previste dalla normativa europea per l’eliminazione del rischio parassitario, oltre al rispetto dei piani di autocontrollo HACCP e alla corretta informazione al consumatore».
Le attività di vigilanza sono coordinate dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL., attraverso il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN), il Servizio Veterinario – Igiene degli Alimenti di Origine Animale (SVET B) e il Centro di Riferimento Regionale per la Sicurezza Alimentare nella Ristorazione Pubblica e Collettiva e nelle Produzioni Agroalimentari Tradizionali (CRIPAT), in sinergia con le altre autorità di controllo, inclusi i Carabinieri del NAS, che hanno ulteriormente intensificato i controlli su sagre, food truck e manifestazioni temporanee.
Accanto alla sicurezza alimentare, i Tecnici della Prevenzione svolgono un ruolo altrettanto cruciale nella sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, ambito nel quale rappresentano la principale figura sanitaria deputata alla prevenzione primaria degli infortuni e delle malattie professionali.
«Quello della sicurezza sul lavoro – dichiara Franco Ascolese – è ormai una vera e propria emergenza sociale, come dimostrano i continui e drammatici episodi di cronaca che interessano anche il territorio campano. Morti e gravi infortuni sul lavoro non possono più essere considerati eventi imprevedibili, ma il risultato di carenze strutturali nei sistemi di prevenzione e controllo. I Tecnici della Prevenzione operano quotidianamente nei cantieri, nelle aziende e nei contesti produttivi più complessi, verificando il rispetto della normativa, valutando i rischi, controllando l’adeguatezza delle misure di prevenzione e promuovendo la cultura della sicurezza. Il loro intervento consente di agire a monte del rischio, evitando che le violazioni si traducano in incidenti, spesso mortali. Nonostante ciò, le dotazioni organiche dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL campane risultano largamente insufficienti rispetto all’estensione del territorio e alla complessità delle attività produttive».
«Queste attività – concludono Ascolese e De Marco – dimostrano come i Tecnici della Prevenzione rappresentino una professionalità sanitaria dotata di competenze distintive e altamente specialistiche in materia di analisi del rischio, vigilanza, controllo e prevenzione primaria. Per tali motivi è indispensabile puntare sulla valorizzazione concreta di questa professione, attraverso un adeguato riconoscimento istituzionale, il potenziamento degli organici e politiche di reclutamento mirate, affinché il sistema di prevenzione possa rispondere in modo efficace alle esigenze di sicurezza alimentare, tutela dei lavoratori e protezione della salute dei cittadini».

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