
Tagliati i ponti con la stagione emilianista, il nuovo esecutivo unisce esperienza e innovazione. Pentassuglia alla Sanità, Di Sciascio allo Sviluppo economico. Emiliano ai margini. Il Pd rumoreggia.
Donato Pentassuglia è dunque il nuovo Assessore alla Sanità della Regione Puglia. Per prima cosa dovrà occuparsi delle liste d’attesa: alla prima convocazione di Giunta arriva in ritardo. Il Presidente Antonio De Caro, ci scherza su, è lui a farlo notare a tutti e dice che è colpa sua che l’ha convocato «all’ultimo momento». La scena, leggera ma rivelatrice, suggerisce già il tono con cui Antonio Decaro ha presentato ieri pomeriggio la nuova Giunta regionale pugliese nell’Agorà del Consiglio regionale: un misto di familiarità e determinazione, ma anche di messaggi politici chiari e non banali per l’avvio di un percorso di governo che durerà cinque anni.
Con 72 ore di anticipo sulla scadenza statutaria, Decaro ha ufficializzato la sua squadra esecutiva, esercitando in pieno — e con decisione — le prerogative che la Costituzione e lo Statuto regionale gli assegnano in materia di nomina degli assessori. Una scelta di autonomia che rivela la volontà del neo‑governatore di imprimere una discontinuità — organizzativa e di prassi, più che di area — rispetto alla precedente legislatura.
In questo quadro si inserisce la nomina di Michele Emiliano a consigliere giuridico della Presidenza, anziché assessore. Scelta che ha alimentato discussioni politiche e malumori interni al Pd, soprattutto per l’esclusione dell’ex governatore dalla compagine di governo, pur affidandogli un ruolo di consulenza. La decisione — motivata dallo stesso Decaro con riferimento alla competenza giuridica di Emiliano e alle necessità di distinguere i ruoli — allontana l’ex presidente dalle decisioni politiche quotidiane pur mantenendo un legame istituzionale.
La nuova Giunta comprende dieci componenti, sei uomini e quattro donne, un equilibrio di genere che non ha soddisfatto tutte le aspettative dei dirigenti dem, ma che riflette la visione di Decaro di un governo con competenze trasversali.
Tra i più attesi c’era certamente Donato Pentassuglia, chiamato a guidare la Sanità regionale in un momento complesso, segnato da temi pressanti come la riduzione delle liste d’attesa, la carenza di personale e la necessità di una governance efficiente dell’emergenza territoriale. Pentassuglia, originario di Martina Franca e figura di lungo corso politico, ha sottolineato l’importanza di un’analisi rigorosa del sistema sanitario pugliese prima di assumere impegni troppo generici, indicando un approccio metodico al tema.
Per il Pd, oltre a Pentassuglia, entrano in Giunta anche Debora Ciliento all’Ambiente e Clima, Raffaele Piemontese alle Infrastrutture e Mobilità, mentre Francesco Paolicelli assume la delega all’Agricoltura e Toni Matarrelli — altro nome dem di peso — ottiene la Presidenza del Consiglio regionale.
Decaro ha mantenuto per sé deleghe strategiche: alla Programmazione economico‑finanziaria, agli Enti locali, alla Comunicazione istituzionale e al Contenzioso. Al suo fianco, nel ruolo di Vicepresidente, figura Cristian Casili del Movimento 5 Stelle, con deleghe al Welfare e allo Sport: una novità significativa nella storia amministrativa pugliese, perché rappresenta la prima volta che il M5S occupa la vicepresidenza nella Regione.
Altri due assessori esterni portano professionalità non direttamente legate alla politica: Eugenio Di Sciascio allo Sviluppo Economico e Lavoro — scelto anche per il suo ruolo nella promozione dell’innovazione tecnologica in area barese — e Marina Leuzzi all’Urbanistica e Casa. Le consigliere Graziamaria Starace e Silvia Miglietta completano l’esecutivo, rispettivamente con deleghe al Turismo e alla Cultura, Conoscenza e Legalità.
Una figura di lunga esperienza come Sebastiano Leo — presente ininterrottamente in Giunta da dieci anni — è stata riconfermata con la responsabilità del Bilancio e del Personale, consolidando così un elemento di continuità amministrativa.
Nel presentare la squadra, Decaro non ha evitato di toccare temi sensibili e di indirizzo: ha ribadito l’impegno a lavorare “tutti i giorni dell’anno”, per tutta la Puglia, superando campanilismi e logiche di collegio elettorale, e ha richiamato la necessità di ridurre i privilegi politici, pur difendendo il ruolo pubblico come servizio alla comunità.
La reazione politica non è stata univoca: se il campo largo del centrosinistra ha espresso auguri di buon lavoro — dal Movimento 5 Stelle soprattutto —, dall’opposizione di centrodestra sono arrivate critiche su scelte e priorità dell’esecutivo. All’interno del Pd, inoltre, permangono malumori per alcune esclusioni e l’interpretazione delle quote di genere, così come per la mancata nomina di taluni consiglieri regionali di peso.
In conclusione, la nuova Giunta regionale pugliese guidata da Antonio Decaro si profila come un esecutivo con una forte impronta personale del presidente: capace di combinare esperienza e innovazione, radicamento politico e competenze tecniche, ma anche segnato da scelte che lasciano spazio a interpretazioni politiche diverse. Le prossime settimane saranno decisive per capire come questa squadra affronterà le grandi sfide che attendono la Puglia, dalla sanità all’economia, dall’ambiente al lavoro, nel solco di una discontinuità perseguita da Decaro con chiarezza e determinazione.
firma
Daniele Amoruso




