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Giornata del Malato, la missione dei medici: “La cura nasce dalla compassione”

Filippo Anelli (Fnomceo): “La relazione medico‑paziente è un incontro speciale. Serve un sistema capace di rispondere, nonostante le difficoltà organizzative”

In un’epoca in cui i sistemi sanitari di tutto il mondo affrontano pressioni crescenti, la riflessione sul senso profondo della cura torna al centro del dibattito pubblico. La Giornata Mondiale del Malato, istituita nel 1992 da Giovanni Paolo II e legata al messaggio della Madonna di Lourdes, invita ogni anno a guardare alla malattia non solo come condizione clinica, ma come esperienza umana che coinvolge pazienti, famiglie, professionisti e comunità. È un momento dedicato alla gratitudine verso chi assiste, alla vicinanza verso chi soffre e alla richiesta di una sanità più umana, capace di non lasciare indietro nessuno.

In occasione della XXXIV edizione della ricorrenza, che si è celebrata oggi 11 febbraio con il tema “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”, Filippo Anelli, presidente Fnomceo, Federazione degli Ordini dei Medici, ha diffuso un videomessaggio che richiama il valore etico e professionale della cura. Anelli riprende le parole di Papa Leone XIV, che attraverso la parabola del Buon Samaritano ha ricordato “l’impegno di tutti i medici nel prendersi cura di chi soffre, portando quasi su di sé il dolore, la sofferenza del malato”. Un’immagine rassicurante che, secondo il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, descrive con precisione la natura profonda della professione sanitaria.

Anelli sottolinea come anche il Servizio sanitario nazionale si fondi su questo principio di presa in carico, “per non rifiutare mai una prestazione”, perché nell’incontro tra medico e paziente “il bisogno, la sofferenza diventa un imperativo a cui dare sempre una risposta”. È un richiamo alla missione originaria del Ssn, nato per garantire universalità, equità e accesso alle cure indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali. Ma il presidente della Fnomceo non nasconde le difficoltà che oggi attraversano il sistema. “L’auspicio è che il nostro Servizio sanitario nazionale sia sempre uno strumento per prendersi cura della gente, per trovare sempre una soluzione di fronte a un’inappropriatezza organizzativa che è sempre più diffusa”, afferma. Una criticità che, secondo Anelli, mette in difficoltà gli operatori sanitari proprio nei momenti in cui le prestazioni diventano necessarie e la risposta del sistema si fa “sempre più lenta e obsoleta”. Occorre dunque recuperare quello “spirito di solidarietà” che ha reso il Ssn un modello riconosciuto a livello internazionale, “una realtà unica in tutto il mondo, invidiata dai più, perché in questo Paese solo per essere persona umana si detiene il diritto alla tutela della salute”. Una frase che riassume la visione di un sistema che non è solo infrastruttura, ma espressione di un patto sociale fondato sulla dignità della persona.

La Giornata Mondiale del Malato, ricorda il presidente Anelli, è anche un momento per ringraziare medici, infermieri, operatori sanitari, volontari e familiari per la loro dedizione quotidiana. È un invito a non dimenticare che dietro ogni percorso di cura c’è un intreccio di professionalità e umanità, e che la qualità dell’assistenza dipende tanto dalle competenze quanto dalla capacità di ascoltare, accompagnare, condividere. In un tempo segnato da sfide organizzative e da una crescente domanda di salute, il messaggio della Fnomceo invita a rimettere al centro la relazione di cura, la compassione e la responsabilità collettiva. Perché un sistema sanitario resta davvero universale solo se continua a riconoscere, in ogni persona malata, un valore che merita attenzione, rispetto e risposta.

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