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Meningite, vietato abbassare la guardia

Dopo i casi in Campania i pediatri lanciano l’allarme
La profilassi B non è ancora inserita nel programma nazionale
Troppe differenze nella copertura tra le regioni

Meningite, vietato abbassare la guardia: la meningite non è una malattia del passato e può colpire soprattutto bambini e giovani. A Napoli dopo i casi registrati a fine anno non ci sono nuovi ricoveri al polo infettivologico Cotugno: qui dei tre pazienti accolti tra Capodanno e la prima settimana del 2026 uno (una ragazza) è stata dimessa, un altro (un cinquantenne) è prossimo alle dimissioni e un terzo paziente (un’altra giovane donna) sta completando il suo percorso di guarigione dopo la terapia intensiva e il successivo trasferimento in degenza ordinaria. Anche un piccolo paziente colpito dal meningococco e ricoverato alla pediatria del Policlinico Federico II è a casa e sta bene. Qui l’unità operativa diretta dal professor Alfredo Guarino sta gestendo un altro caso in cui la diagnosi è molto probabile ma non ancora confermata da esami microbiologici.
In Campania nonostante l’offerta gratuita del vaccino, sia per i bambini sia per gli adolescenti, in alcuni casi andando anche oltre quanto previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, sono troppo basse le coperture vaccinali. Nei bambini si attestano intorno al 50% per il meningococco B (il più diffuso) e al 60% per gli altri ceppi ACWY più diffusi alle nostre latitudini contro cui esiste la vaccinazione tetravalente. Bambini, adolescenti, chi soggiorna spesso in luoghi affollati e viaggia per studio o lavoro è da considerare a rischio per un’infezione che sconta ancora una elevata letalità (circa il 10%) e che si diffonde per contagi da persone spesso portatrici inconsapevoli del batterio.
“Tre dei quattro casi di meningite registrati nell’ultimo mese a Napoli – avverte Antonio D’Avino pediatra di base, presidente della Fimp (Federazione nazionale di categoria) sono ragazzi giovani tra under 25enni. Fortunatamente sembrano tutti fuori pericolo e in fase di dimissione dall’ospedale. Casi dovuti al meningococco di tipo B, confermando che questo è il ceppo più diffuso sia in Europa che in Italia. Purtroppo, nessuno dei soggetti era stato vaccinato contro il meningococco. Il dipartimento di prevenzione della Asl, temendo un focolaio, ha inviato comunicazioni a medici di medicina generale e pediatri, raccomandando cautela e attenzione ai sintomi compatibili con la meningite. Va detto a chiare lettere – aggiunge D’Avino – che la meningite è una malattia molto grave che può portare alla morte o a sequele importanti talvolta invalidanti. Può essere sia virale che batterica e vari batteri possono causarla, tra cui pneumococco, haemophilus e meningococco. Sebbene non sia una malattia molto frequente, casi come questi ci ricordano che può colpire anche vicino a noi e non deve essere sottovalutata. La vaccinazione – conclude il pediatra – è l’unico strumento efficace per prevenirla. Pensare che almeno tre di questi casi avrebbero potuto essere evitati con la vaccinazione è davvero frustrante. Abbiamo a disposizione vaccini specifici per il meningococco B e per i sierotipi ACWY, che sono stati studiati e disponibili da molti anni”.
A livello nazionale, la vaccinazione contro la meningite è prevista per bambini e adolescenti con il vaccino contro il meningococco B e ACWY. Tuttavia, il vaccino contro il meningococco B non è ancora incluso nel Piano nazionale nonostante sia quello con la maggiore incidenza. La FIMP e le principali Società scientifiche del Calendario Per la Vita sottolineano da anni l’importanza di vaccinare gli adolescenti contro la meningite B, incluso chi è già stato vaccinato da piccolo. Fortunatamente, molte regioni, tra cui la Campania, hanno autonomamente provveduto a offrire questa vaccinazione agli adolescenti a fronte di una forte disomogeneità tra regioni. “L’esistenza di regioni – aggiunge Lorenzo Latella di CittadinanzAttiva – che offrono la vaccinazione e altre che non lo fanno non garantisce equità per gli adolescenti italiani. Per questo, è opportuno l’inserimento nel Piano Nazionale, che garantirebbe equità, sostegno economico alle regioni e definirebbe gli obiettivi di copertura da raggiungere”.
A cosa è dovuta la sottovalutazione del rischio meningiti? “Le ragioni sono varie: – continua D’Avino – la malattia è vista come rara e per questo c’è minore attenzione nelle famiglie. Eppure le sepsi che questa infezione può provocare possono diventare letali anche in maniera rapida e irreversibile. E’ poi una vaccinazione fortemente consigliata ma non obbligatoria e questo non aiuta ad avere consapevolezza del rischio. Per la B inoltre la piena immunità viene data dal completamento del ciclo di quattro dosi e l’ultima è prevista nel secondo anno di vita e a volte viene persa”.
Oltre a sensibilizzare la popolazione i pediatri di famiglia lavorano al fianco dei centri vaccinali nel counseling, nella verifica dello stato vaccinale e nel potenziale contributo alla somministrazione, come già avviene per molti pediatri campani e nelle alttre regioni.
“Abbiamo la fortuna di avere vaccini molto studiati che hanno dimostrato negli anni una comprovata efficacia e sicurezza. I vaccini contro la meningite sono inattivati, non contengono il meningococco ma solo frammenti delle proteine del batterio, che aiutano a preparare le difese immunitarie evitando malattia e contagi. Se un genitore potesse avere consapevolezza della gravità della malattia che si rischia quando non si è protetti dal vaccino non esiterebbero. E’ per questo che bisogna agire sulla leva dell’informazione. Le mamme devono parlare col pediatra e anche i ragazzi più grandi se non vaccinati sapere che si può e si deve ricorrere alla profilassi per essere al sicuro”.
“La Regione Campania è comunque virtuosa dal punto di vista dell’offerta vaccinale – aggiunge Lorenzo Latella in quanto mette a disposizione gratuitamente i vaccini contro la meningite sia per i bambini sia per gli adolescenti, in alcuni casi andando anche oltre quanto previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale. Il vero problema, però, sono le coperture: oggi circa un bambino su due non è vaccinato e anche tra gli adolescenti i numeri restano insufficienti. La scarsa informazione e il periodo del Covid hanno generato ulteriore confusione e dubbi, persino su vaccinazioni consolidate e fondamentali come quelle contro la meningite. È un segnale che non possiamo ignorare.
È necessario investire molto di più sull’informazione e sulla fiducia. Le famiglie devono sapere che la meningite è una malattia grave ma prevenibile e che i vaccini disponibili sono sicuri ed efficaci. Come Cittadinanzattiva chiediamo campagne informative chiare e continue, nelle scuole, nei consultori, negli studi dei medici di base e dei pediatri. Allo stesso tempo bisogna rendere più semplice l’accesso alle vaccinazioni, potenziando i punti vaccinali, ampliando gli orari e attivando un richiamo attivo per chi non ha completato il ciclo. Serve un’alleanza concreta tra istituzioni sanitarie, scuola e associazioni civiche per contrastare la disinformazione e riportare la prevenzione al centro delle politiche sanitarie”.
La prevenzione è una responsabilità individuale ma anche collettiva: vaccinarsi significa proteggere sé stessi e gli altri. Non aspettiamo il prossimo caso per intervenire. Informarsi e vaccinarsi oggi è il modo migliore per evitare nuove emergenze domani.

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