Nuovi dati real‑world sull’efficacia del vaccino anti‑RSV, con riduzioni significative di ricoveri, eventi cardiovascolari e gravi riacutizzazioni di Bpco e asma
Le infezioni respiratorie rappresentano uno dei principali inconvenienti legati alla stagione fredda, quando virus altamente diffusi possono aggravare condizioni di sofferenza cronica e aumentare il rischio di complicanze severe. Tra questi, il virus respiratorio sinciziale (RSV) è storicamente associato ai bambini piccoli, ma negli ultimi anni l’attenzione della comunità scientifica si è spostata anche sugli adulti, in particolare sugli anziani e su chi convive con patologie respiratorie o cardiovascolari. La prevenzione, oggi più che mai, è considerata un tassello fondamentale per ridurre ricoveri, riacutizzazioni e mortalità. Una importante occasione di confronto sulla prevenzione delle complicanze da virus respiratorio sinciziale (RSV) si è avuta a Roma durante il congresso internazionale ReSViNET. Qui si è ribadita l’urgenza di rendere disponibile la vaccinazione anti‑RSV in Italia, con l’obiettivo di portare la prevenzione nell’adulto un passo avanti e proteggere un numero sempre maggiore di persone.
“Prevenire l’infezione da RSV vuol dire evitare che l’evento acuto si scateni”, ha spiegato Alberto Papi, professore di Malattie dell’Apparato Respiratorio e direttore dell’Unità Respiratoria del Dipartimento Cardio‑Respiratorio dell’Ospedale Sant’Anna di Ferrara. Il riferimento è ai nuovi dati real‑life sull’efficacia del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale nei pazienti con BPCO e asma severo, presentati proprio al congresso. “I dati sono sovrapponibili a quelli clinici e mostrano oltre il 70% di efficacia nel prevenire gli aspetti più gravi conseguenti all’infezione, in particolare quelle riacutizzazioni che rappresentano il peggioramento della patologia, spesso con esiti pesanti: ospedalizzazione, intubazione, morte anche, quando si tratta di pazienti ospedalizzati e intubati”, ha osservato Papi.
Il virus respiratorio sinciziale, insieme ad altri virus respiratori, resta infatti “fra le cause principali delle riacutizzazioni nelle patologie ostruttive” e può avere conseguenze non solo immediate. “Esiste un rischio a medio termine – spiega Papi – come l’aumento di mortalità cardiovascolare nel periodo della riacutizzazione e fino a un anno dopo, e un rischio a lungo termine perché ogni riacutizzazione accorcia la sopravvivenza di questi pazienti”. Da qui il valore della prevenzione vaccinale, che secondo il professore “rappresenta un aspetto fondamentale, ormai riconosciuto dalle linee guida come parte integrante del management della patologia. Non più un intervento aggiuntivo ma una componente strutturale del trattamento, tanto che il vaccino anti‑RSV è stato incluso con l’evidenza più alta, di tipo A, proprio per il suo ruolo di evitare il contagio che fa da trigger dell’evento acuto”.
Durante il congresso, GSK ha presentato i dati sull’efficacia del vaccino adiuvato ricombinante contro l’RSV, confermando la leadership dell’azienda nella ricerca e prevenzione del virus. L’azienda è presente a ReSViNET con 19 abstract e ne supporta altri tre, a testimonianza dell’impegno scientifico sul tema.
I ricoveri legati all’RSV rappresentano un peso significativo per i pazienti e per i sistemi sanitari, soprattutto nei mesi invernali. Per questo è stato condotto uno studio retrospettivo di coorte negli Stati Uniti, con l’obiettivo di valutare l’efficacia del vaccino nel prevenire i ricoveri negli adulti di età pari o superiore a 60 anni. I risultati hanno mostrato una riduzione dei ricoveri legati all’infezione, confermando il potenziale della vaccinazione nel mitigare l’impatto clinico del virus.
In uno studio separato condotto su scala nazionale in Danimarca su pazienti con BPCO di età superiore ai 60 anni, è stato osservato che il vaccino RSV di GSK era associato a un’efficacia del 100% nella prevenzione dei ricoveri legati al virus (gruppo non vaccinato: 115 su 89.376; gruppo vaccinato: 0 su 7.448; intervallo di confidenza al 95%: 71,1–100%). Sebbene la ricerca osservazionale non possa dimostrare un’associazione causale, questi risultati si aggiungono a un crescente corpus di evidenze che mostrano riduzioni del rischio in malattie cardiovascolari e respiratorie preesistenti. Tra gli esiti osservati, infatti, figurano riduzioni degli eventi cardiovascolari avversi maggiori negli adulti di età pari o superiore a 60 anni durante il ricovero, oltre a una diminuzione del rischio di gravi riacutizzazioni di BPCO e asma. Il vaccino RSV è indicato per la prevenzione della malattia delle basse vie respiratorie (LRTD) causata dal virus, un ambito in cui la prevenzione può fare la differenza nel ridurre complicanze e mortalità.
Il congresso ReSViNET ha dunque confermato un messaggio chiaro: l’RSV non è solo un virus attenzionato in età pediatrica, ma una minaccia rilevante anche per gli adulti fragili, in particolare per chi convive con patologie respiratorie croniche o condizioni cardiovascolari. Rendere disponibile la vaccinazione in Italia rappresenta un passo cruciale per proteggere le persone più vulnerabili e ridurre il peso della malattia sui sistemi sanitari. La prevenzione, ancora una volta, si conferma la strategia più efficace per anticipare il virus e limitare le sue conseguenze più gravi.




