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Rinite allergica, un volto racconta una storia. La campagna di primavera degli immunologi

A Milano “Scatti di Rinite: le smorfie che non fanno ridere”. Arte e informazione scientifica in una mostra che illustra l’impatto reale della rinite allergica nella vita quotidiana

La primavera è tradizionalmente associata alla rinascita, ai colori e all’aria più mite. Eppure, per milioni di persone, coincide con l’inizio di settimane complesse, fatte di occhi arrossati, starnuti continui e notti difficili. Le allergie respiratorie rappresentano una delle condizioni croniche più diffuse, ma spesso restano confinate in un immaginario di “fastidio passeggero”, lontano dalla reale complessità clinica ed emotiva che comportano. In questo scenario, iniziative culturali e divulgative possono diventare strumenti preziosi per accendere i riflettori su una patologia che, pur essendo comune, rimane poco compresa. A Milano, dal 17 al 20 marzo, la Cascina Cuccagna ospita la mostra fotografica “Scatti di Rinite: le smorfie che non fanno ridere”, cuore di una campagna di sensibilizzazione promossa da AAIITO – Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri – in collaborazione con l’associazione pazienti Respiriamo Insieme APS e con il contributo non condizionante di F.I.R.M.A., azienda del Gruppo Menarini. L’obiettivo è chiaro: raccontare la rinite allergica attraverso i volti di chi la vive ogni giorno, restituendo dignità e profondità a una condizione troppo spesso banalizzata.

Il progetto si affida allo sguardo del fotografo Giorgio Galimberti, che ha scelto di immortalare non solo i sintomi più evidenti – il naso che cola, gli occhi lucidi, le smorfie di disagio – ma anche ciò che solitamente resta invisibile: l’impatto emotivo, la frustrazione, la vulnerabilità. Ogni scatto diventa così un frammento di vita, un racconto intimo che mostra come dietro un semplice starnuto possa nascondersi un percorso complesso. “Questo progetto ha avuto un impatto su di me perché ogni scatto non è solo una fotografia: è una storia, una sfida, un sorriso o una smorfia che racconta molto di più di quanto le parole possano dire”, spiega Galimberti. “Ho cercato di catturare non solo i sintomi visibili della rinite allergica, ma soprattutto l’anima, la forza e la vulnerabilità di chi ne soffre, ogni giorno”.

La rinite allergica riguarda circa il 25% della popolazione italiana, una reazione infiammatoria scatenata da allergeni comuni come pollini, acari, epiteli animali o muffe. Nonostante la sua diffusione, la patologia non sempre viene riconosciuta tempestivamente e gestita in modo adeguato. Lo conferma una survey condotta da AAIITO nel 2025, che evidenzia ritardi diagnostici e la necessità di rafforzare la formazione dei medici di medicina generale. “Dalla nostra survey condotta sui medici di medicina generale, emergono ancora ritardi diagnostici”, sottolinea Francesco Murzilli, Presidente AAIITO. “Risulta prioritario rafforzare la formazione per garantire il riconoscimento precoce della patologia e una più stretta sinergia tra medico di medicina generale e specialista. Progetti di questo tipo, che uniscono l’arte visiva all’informazione scientifica, sono essenziali per arrivare al grande pubblico e far comprendere la reale portata di questa patologia”.

I dati internazionali confermano una tendenza in crescita. Secondo ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma), negli ultimi cinque anni la prevalenza della rinite allergica è aumentata del 10% tra i giovani adulti e del 15% tra i bambini. Un incremento che trova spiegazione anche nell’aumento degli inquinanti atmosferici e nei cambiamenti climatici, fattori che prolungano la stagione pollinica e intensificano i sintomi. L’impatto non è solo clinico, ma anche economico e sociale. “La patologia può avere un impatto significativo anche sulla qualità della vita, sulla produttività e sul benessere generale delle persone”, ricorda Riccardo Asero, Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica e già Presidente AAIITO. “Secondo gli ultimi dati ARIA, in Europa i costi diretti della patologia vanno da circa 190 a 550 euro all’anno per paziente, mentre i costi indiretti, per i non trattati, possono superare i 2.400 euro. Un impatto che non è solo economico, ma anche sociale, umano”.

La mostra milanese vuole proprio dare voce a questo vissuto quotidiano, spesso silenzioso. “Ogni starnuto, ogni notte insonne, racconta una storia di vulnerabilità e tenacia”, afferma Simona Barbaglia, Presidente dell’associazione Respiriamo Insieme APS. “Il nostro impegno quotidiano è affiancare i pazienti affinché non si sentano soli, promuovendo azioni sinergiche con gli specialisti che puntino al miglioramento della loro qualità di vita. Con questa campagna, vogliamo rompere il silenzio e mostrare come dietro ogni ‘smorfia’ ci sia una persona, con la sua qualità di vita compromessa”.

Accanto alla parte espositiva, la campagna prevede anche un sito dedicato, (www.scattidirinite.it). I medici di famiglia saranno coinvolti attraverso la distribuzione di materiale informativo nei loro studi, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza e un accesso più tempestivo alle cure. “Scatti di Rinite” è un invito a guardare oltre l’apparenza, a riconoscere la complessità di una patologia che condiziona la quotidianità di milioni di persone. Un progetto che unisce arte, scienza e testimonianze reali per raccontare ciò che spesso resta nascosto dietro una smorfia.

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