











Con un investimento complessivo di 2,8 mln di euro di cui l’82% a valere sui fondi di sviluppo e coesione e il 18% di fondi propri dell’azienda ospedaliera il Cardarelli di Napoli completa dopo 15 anni di stallo, e in soli nove mesi di lavori, la ristrutturazione conservativa del Padiglione storico e monumentale di ingresso. La richiesta di finanziamento originario al FSC per 2 mln di euro risale al 2006, nel 2011 l’affidamento dell’appalto integrato, nel 2015 la risoluzione contrattuale per poi giungere con un balzo di quasi due lustri al 2024 quando c’è stato il recupero del finanziamento ex FSC 2000-2006 ed integrazione con i fondi del PSC (Piano di Sviluppo e Coesione) . Quindi ad aprile il progetto esecutivo e l’indizione della gara aggiudicazione lavori e avvio cantiere del cantiere che è stato concluso a dicembre. Oggi dunque l’inaugurazione di interventi concordati e guidati tutti dalla Soprintendenza archeologia e Belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli) in un evento di restituzione alla comunità del restaurato Padiglione monumentale dell’ospedale Cardarelli al patrimonio della città. A partire dalle ore 10 di oggi presso lo scalone principale, è in corso dapprima la cerimonia di svelamento della scultura realizzata dall’artista Lello Esposito (un busto in pietra lavica di Antonio Cardarelli in cui spiccano gli occhi a ricordare la capacità clinica di un Maestro indiscusso della medicina nazionale, a cui segue l’inaugurazione del nuovo spazio di accoglienza al piano terra con 14 metri di spazi e strutture multimediali con il desk deputato all’informazione, l’orientamento e la presa in carico dell’utenza e la presentazione del progetto di comunicazione visiva alle pareti. Al secondo piano, nel rinnovato Salone Moriello, oggetto di restauro conservativo e rifinito con allestimenti ed impianti moderni, l’incontro dal titolo “Ospedale Cardarelli, al cuore della Comunità”.
In primo piano il progetto di comunicazione visiva allestito alle pareti dedicato ai grandi maestri del Cardarelli a partire dal 1946, ai primari in carica, ai direttori generali susseguitisi negli anni alla guida dell’ospedale e ai pazienti che con i loro volti hanno scelto di rendere testimonianza della propria esperienza di cura in una ricerca storica che ha coinvolto le famiglie per recuperare fotografie e altro materiale confluito in ritratti stilizzati per ognuno. C’è posto tra gli altri per Giulio Palermo, pneumologo che dà il nome al padiglione, nonno della giornalista Myrta Merlino presente all’incontro. Saverio Pescatore storico primario di Chirurgia generale, Francesco Castellano caposcuola di Neurochirurgia, Giuseppe Sabella primario di Urologia. E poi il Sovrintendente sanitario Renato Pagnozzi che da igienista diede la prima impronta all’organizzazione delle corsie, Valerio Ventruto primo primario di Genetica medica e ancora Vittorio Monteleone caposcuola di Ortopedia per giungere a chi pur in pensione è da annoverare tra i contemporanei come Fulvio Calise e Oreste Cuomo padri del trapianto di fegato in Campania, Maria Carolina Mayer per decenni a capo della Medicina interna, Annamaria Nicchia Farmacista ospedaliera. E infine Felicetto Ferrara primario di Ematologia, Fausto De Michele tra gli eredi della scuola di Pneumologia del Cardarelli, Gerardo De Michele tisiologo ma anche sindaco di Napoli ai tempi del colera che sarà ricordato dal nipote Fausto ex capodipartimento toraco-polmonare. Uno spazio in cui con strumenti multimediali ci sarà posto anche il volto di tutti gli attuali primari
Il Cardarelli dunque cuore di Napoli e della comunità con i suoi tesori e la sua storia. Ad aprire i lavori è il direttore del Mattino Vincenzo di Vincenzo nel salone Moriello, ricordando le tante eccellenze che hanno scandito la storia dell’ospedale. I lavori sono condotti da Antonello Perillo, condirettore nazionale Tgr Rai. Nel corso del convegno sarà presentato il nuovo video istituzionale dell’ospedale Cardarelli realizzato con lo scrittore Maurizio De Giovanni e verrà proiettata una testimonianza della giornalista Myrta Merlino su suo nonno Giulio Palermo, insigne pneumologo a cui è intitolato l’omonimo padiglione. In conclusione i saluti istituzionali del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e del presidente della Regione Roberto Fico e del presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi. Presenti autorità civili, militari e religiose della città di Napoli e della Campania, rappresentanti del mondo della sanità, dell’accademia, dell’editoria, delle professioni, dell’imprenditoria e le associazioni dei pazienti.
Il progetto ha previsto il recupero conservativo e restauro mosaici pavimentazione atrio ed ingressi laterali, l’installazione si vetrate alte 11 mt a protezione degli spazi dedicati all’accoglienza, il desk info point lungo 14 mt con pavimento riscaldato per addetti all’accoglienza, orientamento e presa in carico del pubblico, l’installazione di pannelli e schermi per progetti di informazione e comunicazione visiva (domotica illuminazione atrio, allestimento arredi, tinteggiatura ambienti, nuova segnaletica
Per il Salone “Salvatore Moriello”, al secondo piano l’intervento è consistito nella manutenzione e recupero conservativo dei mosaici e della pavimentazione dei corridoi, il recupero conservativo degli infissi sia interni che esterni, il recupero dei lampadari originari e la realizzazione della controsoffittatura del salone previa ricognizione del motivo storico. A completare l’opera i nuovi impianti elettrici e speciali, con predisposizione di punti rete sia via cavo che wi-fi. Non mancano la domotica per l’illuminazione del salone, gli allestimenti del salone con arredi, sedute, tavoli, schermi per proiezione, impianto audio-video e l’installazione di pannelli per il progetto di comunicazione visiva e la tinteggiatura degli ambienti.
LA STORIA DELL’OSPEDALE
Il Cardarelli di Napoli con il suo pronto soccorso, approdo sicuro da tutto il Sud per qualunque specialità medica e chirurgica, con la sua vocazione all’emergenza e urgenza ma anche grazie alle tante eccellenze mediche e chirurgiche su cui i cittadini possono contare (centro trapianti di fegato, centro trapianti di Midollo e procedure Car-t in ematologia, l’urologia che attrae pazienti da tutta Italia, la Neurochirurgia, l’Ortopedia e il trauma center solo per citare alcune realtà cliniche ecc.), con i suoi padiglioni e i suoi viali riammodernati con le migliaia di camici bianchi che ogni giorno assicurano cure a chi ne ha bisogno è nei fatti la più grande fabbrica della salute del Sud. Una realtà cresciuta enormemente negli ultimi anni che oggi vanta primati anche nella ricerca clinica, nella formazione (qui vengono a formarsi chirurghi da tutta Italia e anche dall’estero) e gemellaggi con i migliori ospedali del Nord (Niguarda di Milano) oltre che con Paesi esteri. Giganti come la Cina che vengono ormai regolarmente a Napoli ad apprendere modelli organizzativi e clinici per mutuarne procedure ed esiti.
Un ospedale dalla storia antica il Cardarelli la cui costruzione fu iniziata nel 1927 sotto il tratto progettistico visionario e innovatore del giovane architetto Alessandro Rimini a cui è intitolato il viale centrale.
L’Ospedale fu costruito su una collina, in posizione pianeggiante. Al “Nuovo Ospedale Moderno di Napoli”, fu dato il nome di “23 Marzo” ed ebbe termine nel 1934. I vari padiglioni ad indirizzo specialistico e l’insieme delle altre infrastrutture furono completate negli anni 39-40. Negli anni della guerra fu requisito prima dai tedeschi e successivamente dalle Forze alleate di liberazione. Nel 1943 l’Ospedale fu intitolato ad Antonio Cardarelli, clinico ricercatissimo, maestro venerato, senatore del Regno. Del professore Cardarelli sono famosi gli studi sugli aneurismi dell’aorta, quelli sulle malattie Cardiache, le “Lezioni sulle malattie del fegato e delle vie biliari”. Oggi quella storia e quella tradizione si rinnovano con il busto di Cardarelli realizzato dal Maestro Lello Esposito all’ingresso dello scalone del padiglione monumentale in cui l’occhio clinico assume quasi il significato di un viatico di guarigione per cittadini e pazienti che varcano la soglia di quei grandi archi all’ingresso ristrutturati rispettando in maniera certosina e minuziosa la conservazione dei materiali. Una scelta di soluzioni progettuali legata alla storia pur in una rivisitazione in chiave moderna con le grandi vetrate che lasciano entrare la luce della città di cui in Cardarelli tesse ancora una volta un filo che unisce l’umanità sofferente e bisognosa di cure ospite dell’ospedale con quella eterna che popola le piazze le strade e i vicoli della città. Qui nel 1974 fu realizzato l’eliporto, preposto all’assistenza di pronto soccorso e con modalità d’intervento a carattere interregionale, che richiedevano una via aerea di trasporto. Negli anni ’80 con l’istituzione delle Unità Sanitarie Locali il Cardarelli divenne l’Ospedale più importante dell’U.S.L. 40 della Regione Campania. Nel 1988 fu completato il Nuovo Paglione di Ortopedia e Riabilitazione. Nel novembre del 1990 fu inaugurato, da Sua Santità Giovanni Paolo II, il Padiglione dell’Emergenza, sviluppato su cinque piani, che rappresenta tuttora una delle migliori strutture dipartimentali di Pronto soccorso in campo nazionale, per la modernità tecnologica, l’efficienza del personale e l’efficacia delle prestazioni erogate. L’assetto aziendale, tuttora vigente, con la nomenclatura di Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione “A. Cardarelli” è stato istituito con decorrenza dal 1° gennaio 1995. L’Azienda Ospedaliera A. Cardarelli è oggi un ospedale per acuti di Rilevanza nazionale che eroga prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione per un ampio bacino di utenza. E’ dotato di Unità operative complesse ad elevato grado di specializzazione, orientate a tre grandi campi di attività: assistenza, didattica e ricerca. Dal 2003, a seguito della istituzione di un Centro di biotecnologie, l’Azienda Cardarelli è parte fondante del Centro regionale di competenza “Bioteknet” con funzione di ricerca applicata preindustriale nel campo della post-genomica. Oggi con questo ulteriore traguardo che si unisce al lavoro silenzioso di operatori e medici si compie un altro pezzo di un percorso di integrazione della realtà assistenziale di questo ospedale con il destino di rinascita politica, culturale, economica e civile della città tornata ad essere capitale del Mediterraneo, porta e cerniera di collegamento tra i nord Europa e il Sud del Mondo .




