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Cancro e stili di vita: con YouGoody nasce lo studio italiano che riscrive le regole della prevenzione


Al via all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano un progetto innovativo su cancro e stili di vita: coinvolti 100.000 cittadini italiani, compresi i donatori di sangue. L’obiettivo? Capire davvero l’impatto di dieta, fumo e nuove abitudini sulla salute.

Cancro e stili di vita: due concetti sempre più intrecciati, eppure ancora spesso confusi tra miti e verità. Può la dieta yo-yo aumentare il rischio di tumore? Le sigarette elettroniche sono davvero più sicure? E i nuovi prodotti plant-based sono sempre più salutari? A rispondere sarà YouGoody, un progetto di ricerca pionieristico promosso dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano. Lo studio, presentato il 18 giugno 2025 presso l’Aula Magna G. Bonadonna dell’INT, coinvolgerà 100.000 cittadini italiani e rappresenta una nuova frontiera nella prevenzione oncologica basata sui dati. L’obiettivo è ambizioso: aggiornare, ogni due anni, le informazioni su dieta, fumo, attività fisica e altri comportamenti, per costruire strategie di salute pubblica capaci di adattarsi alla società contemporanea.

Stili di vita, cancro e prevenzione: un nuovo approccio

YouGoody nasce per rispondere a domande urgenti, in un mondo dove gli stili di vita cambiano rapidamente e le evidenze scientifiche faticano a tenere il passo. A oltre trent’anni dallo storico studio EPIC, che per primo dimostrò il legame tra alimentazione e tumori, l’INT rilancia con una nuova sfida: monitorare in modo dinamico i comportamenti reali delle persone e il loro impatto sul rischio di sviluppare cancro o altre malattie croniche. Il progetto, avviato nel 2023 e attivo fino al 2026 per le iscrizioni, aggiornerà ogni due anni i dati raccolti tramite un questionario online accessibile da qualsiasi dispositivo. L’approccio è semplice ma scientificamente rigoroso: raccogliere dati aggiornati su ciò che le persone mangiano, bevono, fumano e fanno ogni giorno, per poi metterli in relazione con gli indicatori di salute nel tempo.

Cosa sappiamo (e cosa no) su stili di vita e cancro

Alcuni dei temi su cui YouGoody potrà fare chiarezza nei prossimi anni riguardano aspetti controversi della prevenzione oncologica. Ad esempio:

  • dieta yo-yo – perdere e riprendere peso in modo ciclico è solo un problema estetico o comporta un rischio per il cancro? La scienza ancora non ha una risposta definitiva, e YouGoody punta a fornirla;
  • sigaretta elettronica – “Molti la considerano meno dannosa, ma i dati sono ancora limitati e contrastanti“, spiega la Dottoressa Sabina Sieri, responsabile dello studio e direttrice della Struttura Complessa di Epidemiologia e Prevenzione dell’INT. “Stiamo cercando di capire l’effetto reale a lungo termine, soprattutto tra i giovani”;
  • alimentazione plant-based e snack proteici: il boom di alimenti alternativi, spesso percepiti come salutari, non sempre corrisponde a reali benefici per la salute. “Monitoriamo attentamente consumi e impatti per fornire indicazioni scientifiche“, aggiunge la ricercatrice.

I donatori di sangue al centro dello studio

Una delle novità più interessanti di YouGoody è l’inclusione, per la prima volta, dei donatori di sangue tra i partecipanti. Grazie alla collaborazione con AVIS e ADSINT, lo studio analizzerà questo gruppo particolarmente virtuoso per capire se il loro stile di vita si traduce davvero in un minore rischio di cancro e altre malattie croniche. “Studiare persone sane, attive e generose come i donatori è un’occasione unica – spiega Sieri –. Potremmo finalmente quantificare se uno stile di vita sano corrisponde davvero a un beneficio tangibile in termini di prevenzione”.

Come partecipare allo studio YouGoody

Tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia (o italiani all’estero) possono partecipare allo studio. Per aderire basta andare sul sito ufficiale www.yougoody.it e cliccare su “ISCRIVITI ORA” o “INIZIA SUBITO”. Il questionario richiede circa un’ora, suddivisibile in più momenti. Ogni due anni, i partecipanti riceveranno una richiesta di aggiornamento. Più persone partecipano, più affidabili saranno le evidenze scientifiche. E soprattutto, più vicina sarà la possibilità di costruire una prevenzione oncologica realmente personalizzata, basata sui dati, e finalmente al passo con i tempi.

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