Iniziative AIOM AIRC e Fondazione Veronesi per la Giornata Mondiale Contro il Cancro. Obiettivo: 50mila firme a corredo della proposta di legge che punta a colpire i consumi di tabacco per poi investire in prevenzione
La prevenzione in oncologia è il punto chiave della Giornata Mondiale Contro il Cancro che si celebra oggi. Mentre l’incidenza dei tumori cresce e i sistemi sanitari affrontano costi sempre più elevati per garantire terapie innovative, la comunità scientifica ribadisce con forza che è fondamentale scongiurare i fattori di rischio modificabili. Tra questi, il fumo di tabacco continua a occupare il primo posto, nonostante decenni di campagne informative e norme restrittive. In questa ottica, iniziative legislative dal basso si stanno rivelando validi strumenti per incidere sui comportamenti individuali e, allo stesso tempo, reperire risorse aggiuntive da destinare al Servizio Sanitario Nazionale.
È in questo contesto che si inserisce la campagna “Cinque euro contro il fumo”. La mobilitazione vede i medici oncologi in prima fila in veste di promotori. Prende forma, così, la prima proposta di legge di iniziativa popolare in Italia che mira ad aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. In poco più di dieci giorni sono già state raccolte 18mila firme, pari al 35% delle 50mila necessarie per presentare il testo in Parlamento. Tutti i cittadini maggiorenni possono aderire attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando SPID, CIE o CNS. L’iniziativa, promossa da AIOM, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, è stata rilanciata oggi a Roma in occasione della Giornata Mondiale Contro il Cancro, con un appello a raggiungere rapidamente la soglia prevista.
L’obiettivo principale è ormai noto a tutti: contrastare il tabagismo, responsabile (secondo gli epidemiologi) di più di centomila casi di cancro ogni anno in Italia. Ma la campagna punta anche a generare nuove risorse, in un momento in cui la sostenibilità del sistema sanitario dipende sempre più dalla capacità di investire in prevenzione. Oggi oltre il 40% dei decessi in oncologia è attribuibile a fattori modificabili come fumo, abuso di alcol, dieta scorretta, sovrappeso, sedentarietà e obesità. Nel 2023 l’Italia ha destinato alla prevenzione solo il 4,6% della spesa sanitaria complessiva, meno di Regno Unito, Olanda e Germania.
“La campagna ‘5 euro contro il fumo’ è in linea con le finalità della Giornata Mondiale Contro il Cancro, tra cui rientra proprio l’informazione sui fattori di rischio”, spiega Massimo Di Maio, Presidente AIOM. “In pochi giorni migliaia di cittadini hanno firmato. Circa 30 società scientifiche e oltre 15 associazioni di pazienti e fondazioni hanno aderito. Siamo soddisfatti, ma serve un ulteriore sforzo per arrivare alle 50.000 firme necessarie”. Di Maio ricorda che “il fumo di tabacco è il principale fattore di rischio oncologico”, ma sottolinea anche il peso degli altri stili di vita: “Il consumo di alcol è correlato a 7 tipi di carcinoma e il grave eccesso ponderale a 12. Nonostante queste evidenze, in Italia il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso, il 10% è obeso, il 58% consuma alcol e il 27% è sedentario”.

Il Presidente AIOM richiama inoltre il tema della sostenibilità: “La prevenzione rappresenta lo strumento per ridurre il numero dei casi di tumore e per sostenere l’incremento delle uscite per le cure innovative. Nel 2024 la spesa pubblica per i farmaci anti-cancro ha raggiunto 5,4 miliardi di euro, in aumento del 13,8% rispetto al 2023. L’innovazione non è solo un costo, ma si traduce in vite salvate”. I dati confermano la tendenza: nel 2026, rispetto al periodo 2020-2021, in Italia è attesa una riduzione della mortalità oncologica del 17,3% negli uomini e dell’8,2% nelle donne, valori migliori della media europea. “Il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi e almeno un paziente su quattro può considerarsi guarito”, aggiunge Di Maio. Ma avverte: “La transizione verso trattamenti innovativi ad alta complessità pone questioni legate alla sostenibilità del SSN e richiede linee guida specifiche per stabilire la corretta sequenza dei farmaci”.
Il tema del World Cancer Day 2026, “United by Unique”, richiama l’attenzione sull’unicità di ogni persona colpita dal cancro e sulla necessità di una presa in carico che includa dimensioni emotive, psicologiche e sociali. AIOM e Fondazione AIOM, che oggi hanno organizzato a Roma il Convegno Nazionale dedicato alla ricorrenza, ricordano che il peso globale del cancro è in costante crescita: dal 1990 i nuovi casi sono più che raddoppiati, raggiungendo 18,5 milioni nel 2023, mentre i decessi sono aumentati del 74%. In Italia, però, persistono criticità strutturali. “In 10 anni sono stati tagliati 1.091 posti letto pubblici in Oncologia Medica”, denuncia Di Maio. “Nel 30% dei centri manca l’assistenza domiciliare oncologica e oltre la metà delle strutture è priva dei coordinatori di ricerca clinica. Anche psicologia clinica e nutrizione clinica restano subottimali. Servono più medici e infermieri, e vanno completate le Reti Oncologiche Regionali, oggi attive solo in metà delle Regioni”.
Sul fronte epidemiologico, Rossana Berardi, Presidente eletto AIOM, ricorda che “nel 2025 sono stati stimati circa 390.000 nuovi casi di cancro, con una sostanziale stabilità rispetto al 2024. Fortunatamente aumentano le persone vive dopo la diagnosi, ma questo risultato determina un impatto crescente su chi si prende cura di loro”. Berardi sottolinea che “gli oncologi dedicano oltre metà del loro tempo ad attività burocratiche, sottraendo energie alla relazione e alla qualità della visita. Fino a 8 giovani oncologi su 10 sono colpiti da burnout”. E aggiunge: “Dobbiamo riconoscere in modo strutturale il ruolo dei caregiver familiari, circa 7 milioni in Italia. Il disegno di legge sul caregiver, ora in discussione parlamentare, deve arrivare rapidamente a tutele concrete”.
Il cancro incide anche sulla salute mentale e sulla produttività. Il 20% dei pazienti soffre di depressione, il 10% di ansia e oltre il 50% di disagio psicologico. A livello europeo, almeno 1,1 milioni di persone non partecipano al mondo del lavoro a causa della malattia. “Le difficoltà finanziarie dopo la diagnosi possono influenzare negativamente la salute mentale, la qualità di vita e la sopravvivenza”, osserva Francesco Perrone, Presidente di Fondazione AIOM. “La mancanza di un’occupazione o la riduzione del reddito può portare all’isolamento sociale. Gli effetti collaterali delle terapie influenzano la capacità lavorativa e condizionano progressione di carriera e reddito. Un approccio a 360 gradi alla cura del cancro deve considerare anche questi aspetti”.
La campagna “5 euro contro il fumo” si inserisce dunque in un quadro complesso, in cui prevenzione, sostenibilità e qualità dell’assistenza sono elementi inscindibili. Le firme raccolte finora indicano una crescente consapevolezza pubblica. La sfida ora è trasformare questa mobilitazione in un cambiamento concreto, capace di ridurre l’incidenza dei tumori e rafforzare un sistema sanitario che, per continuare a garantire cure innovative, ha bisogno di investire prima di tutto nella salute dei cittadini.




