Quattrocentomila euro per innovazione scientifica, sport inclusivo e assistenza sociale: a Roma la cerimonia dei bandi con il Ministro Locatelli
La disabilità attraversa ambiti sanitari, sociali, culturali ed economici, e per la nostra società la capacità di sostenere progetti innovativi rappresenta un indicatore di maturità collettiva. L’inclusione passa anche attraverso investimenti mirati, capaci di trasformare idee in servizi, ricerca in cura, partecipazione in autonomia. È un percorso che richiede un’alleanza stabile tra istituzioni, terzo settore e comunità scientifica. In questo scenario, le iniziative del Terzo Settore assumono un ruolo strategico, contribuendo a colmare lacune, accelerare sperimentazioni e valorizzare competenze diffuse sul territorio. La cerimonia annuale della Fondazione Giovan Battista Baroni si inserisce esattamente in questa visione d’insieme, un osservatorio privilegiato sulle energie che animano il mondo della disabilità in Italia.
Al Circolo Canottieri Aniene di Roma, nel corso di una cerimonia particolarmente toccante, i vertici della Fondazione hanno assegnato i riconoscimenti legati ai bandi lanciati l’anno scorso, selezionati tra 262 candidature, con uno stanziamento complessivo di 400 mila euro: 150 mila destinati alla ricerca scientifica, 125 mila allo sport inclusivo e altri 125 mila all’assistenza sociale. Dodici i progetti premiati, a testimonianza di un ecosistema progettuale in costante crescita. Alla cerimonia, condotta da Greta Mauro, hanno partecipato tra gli altri il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, il presidente del CONI Giovanni Malagò, il Direttore Generale della RAI Roberto Sergio, il regista Paolo Virzì, l’attrice Claudia Gerini e il giovane campione mondiale di sciabola a squadre, Edoardo Giordan, testimonial della Fondazione.
L’asse portante dei bandi è rappresentato da tre progetti che puntano a ridisegnare la riabilitazione. AMPLIMOV, sviluppato dall’IRCCS San Raffaele di Roma, sperimenta un protocollo di stimolazione transcutanea cervicale per restituire forza e destrezza all’arto superiore nei pazienti colpiti da ictus. Il Progetto SiMS dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù applica la musicoterapia secondo il Metodo Euterpe ai disturbi di coscienza in età pediatrica e adolescenziale, con un approccio personalizzato che restituisce dignità al percorso di cura dei più giovani. L’Università di Roma “Foro Italico” propone infine un nuovo protocollo di test da sforzo cardiopolmonare per soggetti con lesione midollare toracica: un percorso di venti settimane che trasforma l’esame diagnostico in una guida concreta alla cura domiciliare.
Sul fronte dello sport inclusivo, cinque progetti offrono modelli replicabili e radicati nei bisogni reali. ZenZazionale!, della cooperativa Maratonda, propone percorsi di yoga strutturati per ragazzi con disturbo dello spettro autistico, coinvolgendo attivamente le famiglie. Bike and Hike Italia porta in bicicletta i ragazzi autistici in ambienti protetti, mentre l’ASD Campus Bio-Medico lavora sullo sviluppo neuro-motorio dei bambini ciechi e ipovedenti attraverso il movimento. La FISDIR ha sviluppato un programma di nove mesi al Centro di Preparazione Paralimpica per giovani con disabilità intellettiva. Sitting Together, di Sports Land ASD, costruisce invece squadre miste di sitting volley nelle scuole romane, con l’obiettivo di partecipare al campionato nazionale.
Nell’area assistenza e solidarietà, i quattro progetti vincitori puntano sull’autonomia e sulla partecipazione sociale. La Fattoria dei Sogni di Palombara Sabina trasforma il lavoro agricolo in un percorso educativo per giovani autistici. Fuori Contesto APS ridefinisce il ruolo dell’artista con disabilità come autore e non solo come fruitore. “Roma è diversa!” forma persone neurodivergenti come educatori culturali nei siti storico-artistici della Capitale. Divertitempo Onlus accompagna gli adolescenti con disabilità fuori dalle mura scolastiche, dentro il tessuto vivo del quartiere, favorendo relazioni e competenze sociali.
Durante la serata è stato assegnato anche il Premio Fondazione Baroni al Giornalismo Inclusivo, giunto alla seconda edizione, conferito a Paola Severini Melograni per il suo impegno nel racconto rigoroso dei temi sociali e della disabilità. Un riconoscimento che sottolinea il ruolo dell’informazione nel costruire una narrazione capace di incidere sull’agenda pubblica e di restituire complessità alle storie delle persone.
«In Italia vivono più di tre milioni di persone con gravi disabilità. Dove non arrivano le famiglie nell’assistenza quotidiana arriviamo noi del terzo settore», ha dichiarato il presidente della Fondazione, Giuseppe Signoriello. «Investire nel sociale non è assistenzialismo: ogni euro investito genera almeno tre euro di PIL nel medio periodo». Fondata nel 1972, la Fondazione Baroni ha destinato complessivamente oltre otto milioni di euro a iniziative sociali e scientifiche, confermandosi un attore stabile e strategico nel panorama nazionale.
La cerimonia di quest’anno (foto sotto) non è stata solo un momento celebrativo, ma la fotografia di un’Italia che innova, sperimenta e costruisce inclusione attraverso la collaborazione tra scienza, sport, cultura e comunità. Un mosaico di esperienze che, messe insieme, raccontano una visione chiara: la disabilità non è un limite, ma un ambito in cui investire per generare valore sociale, economico e umano.





