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Emicrania, la profilassi con i monoclonali: preziosi alleati dei pazienti cefalalgici

La svolta è arrivata cinque anni fa con gli anticorpi anti‑CGRP: terapie innovative, ben tollerate e capaci di ridurre in modo significativo frequenza e intensità degli attacchi



L’emicrania non è un semplice mal di testa, e chi ne soffre lo sa bene. È una malattia neurologica cronica che può condizionare ogni aspetto della vita: lavoro, relazioni, tempo libero, perfino la capacità di programmare la giornata. In un mondo in cui le patologie croniche richiedono cure sempre più personalizzate, l’emicrania è diventata un vero banco di prova per capire quanto la medicina moderna sia capace di ascoltare i pazienti e rispondere ai loro bisogni reali. Negli ultimi cinque anni, però, qualcosa è cambiato. L’arrivo degli anticorpi monoclonali anti‑CGRP ha aperto una nuova era nella profilassi dell’emicrania, offrendo a molte persone la possibilità di riprendersi spazi di vita che la malattia aveva eroso per anni. Per molti pazienti cefalalgici questo significa meno giorni di disabilità e una qualità di vita finalmente più stabile.

L’emicrania è tuttora la seconda causa di disabilità al mondo e la prima tra le giovani donne. Colpisce circa il 12 per cento degli adulti, con una prevalenza tre volte maggiore nelle donne, e continua a essere sottovalutata, spesso liquidata come un disturbo passeggero. In realtà è una condizione complessa, che richiede diagnosi tempestive, percorsi di cura strutturati e un’attenzione costante al vissuto dei pazienti. Di questo si è parlato durante l’evento scientifico Give Me Five – A Journey Over Five Years, che ha riunito oltre 80 neurologi, rappresentanti delle società scientifiche e associazioni di pazienti. Un momento di confronto sui progressi raggiunti e sulle sfide ancora aperte: dalle liste d’attesa alla diagnosi precoce, dall’accesso alle terapie alla necessità di una presa in carico che consideri anche comorbidità, contesto familiare e impatto assistenziale. Tra i temi centrali, il ruolo dei caregiver, spesso invisibili ma indispensabili. A loro è dedicato lo studio MI‑DEAR, che sta analizzando carico assistenziale, qualità di vita e benessere psicologico di chi affianca ogni giorno una persona con emicrania. In questo percorso si inserisce anche l’impegno di Teva Italia, che ha sostenuto l’evento e che da anni investe in ricerca clinica, raccolta di dati di real life e dialogo con comunità scientifiche e associazioni. L’obiettivo è chiaro: rendere la gestione dell’emicrania più efficace, più informata e più centrata sui bisogni di pazienti e caregiver.

L’evento ha ribadito la necessità di un approccio olistico, capace di integrare terapie innovative e dati reali, affinché i progressi scientifici si traducano in benefici concreti. A cinque anni dall’introduzione dei monoclonali, la comunità scientifica traccia un bilancio molto positivo. “Si tratta di una vera rivoluzione per il trattamento dell’emicrania” ha dichiarato Marina De Tommaso, presidente della SISC, Società Italiana per lo Studio delle Cefalee. Gli studi real life, ha spiegato, “confermano la continuità dell’efficacia, la tollerabilità a lungo termine e ci aiutano a capire come gestire i pazienti, anche con associazioni farmacologiche”. Rimane però un nodo aperto: “Esiste ancora un ambito di resistenza terapeutica”. Proprio i pazienti resistenti rappresentano “la sfida da affrontare”, ma con strumenti già disponibili: “Dobbiamo agire con continuità e trovare strategie di associazione con altri farmaci nuovi e anche con trattamenti non farmacologici”.

Risultati incoraggianti arrivano anche per chi convive con ansia e depressione. “L’uso dei nuovi farmaci anti‑CGRP sta dando grandi vantaggi in soggetti che presentano ansia e depressione” ha spiegato Gerardo Casucci, presidente ANIRCEF, Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee. Questi farmaci, ha aggiunto, “sembrano non solo migliorare la componente d’ansia, ma possono addirittura migliorare quella depressiva”. Emicrania e disturbi psichiatrici, ha ricordato, “sono spesso presenti nello stesso individuo e possono peggiorarsi a vicenda”. Sul fronte imprenditoriale, Umberto Comberiati, amministratore delegato di Teva Italia, ha sottolineato l’impatto trasformativo dei monoclonali: “Hanno rivoluzionato la profilassi dell’emicrania per i pazienti in Italia”. Teva ha investito molto negli studi real life, definiti da Comberiati “un’occasione importante di diffusione scientifica e confronto su come l’innovazione possa aiutare i pazienti”. L’impegno dell’azienda è duplice: “Continuare a creare scienza e consapevolezza, e fare in modo che sempre più pazienti possano accedere a questi farmaci altamente innovativi”. Alessandra Sorrentino, Presidente di Alleanza Cefalalgici (AL.CE.), sottolinea che per le associazioni pazienti la criticità principale resta l’accesso alle cure e ricorda come “liste d’attesa lunghe, differenze territoriali e percorsi di presa in carico discontinui” continuino a ostacolare diagnosi e trattamenti tempestivi, aumentando il peso della malattia. Giulia Fiorentini, Presidente dell’Associazione Italiana per la lotta contro le Cefalee (AIC), evidenzia da parte sua come l’emicrania abbia un impatto “che va ben oltre il dolore”, influenzando benessere psicologico, vita sociale, lavoro e relazioni familiari. Ricorda anche il ruolo cruciale del caregiver, “una presenza costante e spesso silenziosa”, e invita a riconoscere il peso della malattia anche su questa figura per avere una visione più completa dell’emicrania.

Oggi, grazie ai dati real life, è possibile comprendere non solo i benefici clinici, ma anche l’impatto dell’emicrania sul contesto familiare e assistenziale, elementi ormai centrali nella valutazione complessiva della malattia. Cinque anni dopo l’arrivo dei monoclonali, il messaggio è chiaro: la terapia ha cambiato la traiettoria dell’emicrania, ma la strada non è finita. Servono percorsi più rapidi, accesso equo, integrazione tra clinica e dati reali e un’attenzione crescente al vissuto dei pazienti e di chi li accompagna. Solo così la scienza potrà continuare a restituire tempo, libertà e serenità a milioni di persone cefalalgiche nel mondo.

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