Intelligenza artificiale in medicina, il futuro passa dalla formazione

Un percorso lanciato da Johnson & Johnson con Microsoft Italia punta a rafforzare le competenze digitali di 50mila operatori sanitari


La trasformazione digitale ridisegna il volto della sanità in tutto il mondo. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e la pressione crescente sui sistemi di cura impongono un ripensamento dei modelli organizzativi e delle competenze richieste ai professionisti. In questo scenario, l’intelligenza artificiale emerge come una leva strategica, capace di migliorare l’efficienza dei processi e la qualità dell’assistenza, ma solo se accompagnata da un utilizzo consapevole, guidato dall’etica. La formazione diventa quindi un passaggio obbligato per garantire che l’innovazione sia al servizio della collettività.

È con questa visione che Johnson & Johnson, in collaborazione con Microsoft Italia, ha presentato a Roma, presso il Centro Studi Americani (foto sotto), il progetto denominato “Il Futuro della Cura”, un programma formativo rivolto ai professionisti della salute. L’iniziativa, sviluppata insieme a Fondazione Mondo Digitale ETS, con il patrocinio di Farmindustria e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, punta a rafforzare le competenze di 50mila operatori sanitari in tutta Italia. Carenza di personale, aumento della domanda di assistenza, sostenibilità economica e crescente complessità dei bisogni dei pazienti sono solo alcune delle pressioni che richiedono un investimento deciso sulle competenze.

Roma, Centro Studi Americani, conferenza Johnson & Johnson Innovative Medicine e Microsoft Italia

“Investire nelle competenze significa contribuire a costruire un sistema più resiliente, capace di rispondere alle emergenze e alle sfide future, più inclusivo ed equo”, ha affermato Jacopo Murzi, Managing Director di Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia. Un impegno che, secondo Murzi, riflette la volontà di valorizzare le professioni centrali per il funzionamento del sistema salute e di contribuire allo sviluppo di un ecosistema sanitario più solido e sostenibile. Sulla stessa linea Vincenzo Esposito, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, che ha sottolineato come “l’intelligenza artificiale abbia il potenziale per trasformare profondamente il settore sanitario”, ma che per coglierne appieno le opportunità sia indispensabile investire nelle competenze. “La nostra ambizione è trasformare le innovazioni in opportunità concrete per la crescita del Paese”, ha dichiarato Esposito, ricordando che il progetto si inserisce nel programma globale Microsoft Elevate.

Secondo le evidenze raccolte dai promotori, i cittadini si aspettano che i professionisti della salute siano preparati anche sul fronte digitale, mentre gli operatori manifestano un forte interesse verso la trasformazione tecnologica, pur riconoscendo la necessità di percorsi formativi strutturati. Da qui la scelta di un modello ibrido che combina sessioni in presenza e online, una piattaforma digitale dedicata, moduli video, approfondimenti con esperti, eventi nazionali e iniziative territoriali. Un approccio pensato per adattarsi alle diverse realtà regionali e ai molteplici contesti sanitari.

Un ruolo chiave nella realizzazione del percorso formativo è affidato a Fondazione Mondo Digitale ETS. La direttrice generale Mirta Michilli ha evidenziato che “le nuove tecnologie rappresentano un’opportunità straordinaria per migliorare efficienza, tempi di risposta e accesso alle cure”, ma che questa trasformazione richiede un aggiornamento continuo delle competenze. “‘Il Futuro della Cura’ nasce per accompagnare il personale sanitario verso un utilizzo consapevole dell’AI”, ha spiegato Michilli, sottolineando l’importanza di un sistema di cura più equo e resiliente.

Il programma si concentra su tre competenze chiave: l’alfabetizzazione digitale, per comprendere l’AI e gli strumenti di sanità digitale; la capacità critica, necessaria per valutare gli output dei sistemi intelligenti e garantire decisioni cliniche informate; e la competenza operativa, che permette di integrare le soluzioni di AI nei flussi di lavoro quotidiani. Centrale è anche l’attenzione all’uso etico e responsabile dell’intelligenza artificiale, con particolare riguardo alla supervisione umana, alla protezione dei dati, alla qualità degli algoritmi, ai possibili bias e alla tracciabilità delle decisioni.

Questo progetto ha raccolto il sostegno delle istituzioni. Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali alla Camera, ha ricordato che “l’innovazione digitale deve essere un alleato dei professionisti”, mentre Carlo Riccini, direttore generale Farmindustria, ha richiamato l’impatto dell’AI sulla ricerca farmaceutica, con una crescita fino al +300% delle molecole in sviluppo e una riduzione dei tempi di ricerca preclinica fino al -40%. “Investire nelle persone significa investire nell’Italia”, ha affermato Riccini, sottolineando il valore di un approccio condiviso tra pubblico e privato. Anche la senatrice Beatrice Lorenzin ha rimarcato il potenziale dell’intelligenza artificiale “dalla prevenzione alla diagnosi precoce fino alla gestione delle cronicità”, ricordando però la necessità di competenze solide e sicurezza nella gestione dei dati. Infine, Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento del Ministero della Salute, ha evidenziato che l’AI può rafforzare sostenibilità ed efficienza del SSN, ma solo con una governance chiara e basata su evidenze. “Il valore dell’innovazione nasce quando la tecnologia supporta il lavoro dei professionisti”, ha affermato, annunciando l’impegno del Ministero nel definire linee guida appropriate.

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