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Epatite A: segnali di miglioramento della curva epidemica

Funzionano i dispositivi di prevenzione e i consigli di igiene e profilassi diramati a più riprese, nell’ultima settimana, dalla Regione Campania e dal dipartimento di igiene della Asl Napoli 1. Dopo aver raggiunto un picco di oltre 15 casi in 24 ore, registrati al Cotugno per un paio di giorni consecutivi, ieri c’è stata una prima significativa flessione degli accessi di pazienti con i tipici sintomi dell’infezione, ossia ittero, nausea, febbre, alti livelli di transaminasi agli esami ematochimici. “Abbiamo avuto altri otto accessi – spiega il primario del pronto soccorso del Polo infettivologico collinare Vincenzo Di Sarno in un info-point realizzato ieri mattina all’esterno dell’ospedale – ma per molti di essi, alcuni già inquadrati nei giorni scorsi, ai controlli è emerso un quadro di graduale miglioramento e pertanto li abbiamo rimandati alle cure a domicilio sotto il controllo dei medici di famiglia. Sebbene nei fine settimana il filtro dei curanti si interrompe gli accessi allo stato risultano dimezzati. Abbiamo 53 ricoverati ma per la stragrande maggioranza la situazione clinica è soddisfacente e non presentano aspetti di criticità. Confidiamo in un ulteriore miglioramento della curva epidemica al superamento di quello che potrebbe essere stato un picco legato ai consumi di frutti di mare crudi nel corso delle festività di fine anno e di Carnevale. La cottura corretta dei mitili (ad 85 gradi per almeno un minuto o in pentola a pressione).

L’INFETTIVOLOGO
“In Campania il picco attuale – spiega Alessandro Perrella direttore Uoc Malattie infettive emergenti ad alta contagiosità – è verosimilmente l’effetto di un trend nazionale in crescita che si è “accumulato” in un contesto locale particolarmente favorevole alla trasmissione alimentare, con un evento (o più eventi) legato ai molluschi che ha fatto da amplificatore.Infatti A livello nazionale i casi di HAV aumentano dal 2023, ma finora erano concentrati soprattutto in regioni del Centro‑Nord (Lombardia, Toscana, Emilia‑Romagna, Lazio) e associati a shellfish, frutti di bosco, viaggi e MSM. In Campania si è sommata a questo trend una forte esposizione locale a molluschi bivalvi crudi o poco cotti (cozze, vongole, ostriche), consumati regolarmente per nostra cultura culinaria ed in modo massivo nel periodo festivo/carnevale. Il sospetto pertanto che vi sia stata una di contaminazione in specifiche aree di raccolta o successivamente è plausibile e ciò spiega perché, in pochi mesi del 2026, la regione abbia già registrato un numero di casi cosi consistente. Tutta ia sono state intraprese già azioni sinergiche da parte autorità istituzionali per far fronte al problema. l’ipotesi principale resta un evento (o pochi eventi) alimentare/i legato/i ai molluschi, con secondaria trasmissione intra‑familiare/comunitaria, e se i controlli sulla filiera + il calo dei consumi di crudo vengono mantenuti, il picco clinico che vedi ora dovrebbe riflettere esposizioni di fine febbraio e tendere a “smussarsi” nelle prossime 4–8 settimane. Sempre premesso che non vi siano altri contagi”

L’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO
Intanto proseguono i controlli sugli impianti di produzione di mitili e frutti di mare dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno attivamente impegnato nella gestione dell’allerta Epatite A che interessa la Campania. In risposta all’emergenza l’Istituto ha rafforzato la propria capacità diagnostica – è la dichiarazione del Direttore Generale professor Giuseppe Iovane – incrementando la processazione dei campioni biologici e attivando un servizio di pronta disponibilità tecnico-scientifica operativo anche nei giorni festivi». L’Istituto lavora in stretta collaborazione con la Regione Campania e i Dipartimenti di Prevenzione delle Asl per garantire il controllo sistematico lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi — cozze, vongole e ostriche — principali vettori alimentari del virus HAV. Sotto controllo anche vegetali e le acque di superficie e marine. “Il monitoraggio epidemiologico proseguirà con continuità a tutela dei consumatori e della salubrità delle produzioni ittiche regionali e dei vegetali”. Gli impianti di produzione proseguono in tutte le aree risultate indenni mentre sono sotto controllo e sospesi gli impianti in cui si sono registrati puntuali casi positivi (Varcaturo, Nisida e Bacoli).
Anche i Carabinieri del Nas sono mobilitati e hanno sequestrato alcune derrate di frutti di mare privi di tracciabilità. Le rivendite e le pescherie continuano a vendere nell’alveo della legalità frutti di mare e mitili con cartellino di tracciabilità e conservati in reti senza immersione in acqua di mare. Secondo l’ordinanza sindacale è consentita la vendita ma vietato il consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi e consigliato vivamente di evitare il consumo crudo anche a domicilio.

LA REGIONE
La Regione nelle ultime settimane ha consolidato la risposta alla epidemia di epatite A caratterizzata da più controlli, più sorveglianza e prevenzione vaccinale rafforzando tutte le principali leve di sanità pubblica necessarie a contenere l’attuale incremento dei casi di epatite A. Sorveglianza epidemiologica, gestione tempestiva dei casi e dei contatti, controlli ufficiali sulla filiera alimentare, approfondimenti molecolari e, da ultimo, potenziamento dell’offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti-HAV per Ie persone più a rischio o fragili stanno dando i frutti attesi. “L’azione regionale si fonda su evidenze tecniche convergenti – spiegano da Palazzo Santa Lucia – che passano per le indagini epidemiologiche e di laboratorio, i campionamenti sui molluschi bivalvi, il monitoraggio ambientale e gli approfondimenti condotti con il supporto della rete tecnico-scientifica”.

In questa fase, la Regione ha disposto anche il potenziamento e l’ampliamento dell’offerta vaccinale gratuita anti-epatite A, per i soggetti più a rischio: personale sanitario e sociosanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili e popolazione pediatrica in relazione al rischio epidemiologico e di esposizione. Resta garantita inoltre l’offerta vaccinale gratuita alle persone che sono state a contatto con I soggetti infetti. “La Regione continuerà a monitorare costantemente l’andamento epidemiologico e l’efficacia delle misure adottate lungo tutta la filiera e nei contesti a maggiore rischio”. L’obiettivo è proteggere la popolazione e garantire una risposta uniforme, rigorosa e tempestiva su tutto il territorio campano.

LA PREVENZIONE
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV. Si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni. I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l’infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti. Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco. Occorre dunque lavare accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare, prima di mangiare, dopo l’uso del bagno, dopo il cambio del pannolino e dopo aver assistito una persona malata; separare alimenti crudi e cotti, usando utensili e taglieri diversi oppure lavandoli accuratamente tra un uso e l’altro; pulire e sanificare piani di lavoro, coltelli, lavelli e superfici dopo la manipolazione di alimenti crudi; lavare bene frutta e verdura da consumare crude sotto acqua corrente; bere solo acqua sicura e non utilizzare acqua di provenienza non controllata per bere, lavare alimenti o preparare ghiaccio; non preparare cibo per altre persone se si hanno sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica.

I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate; per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato. Va evitato il consumo di molluschi crudi o appena scottati. Per cozze, vongole e altri molluschi bivalvi, la sola apertura delle valve non deve essere considerata una garanzia sufficiente di sicurezza: la cottura deve proseguire fino a quando il prodotto risulta ben cotto in modo uniforme. In altre parole, non vanno consumati molluschi appena aperti, tiepidi o solo parzialmente cotti. È inoltre fondamentale acquistare soltanto da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura, provenienza e corrette modalità di conservazione, ed evitare in modo assoluto prodotti di dubbia provenienza o venduti fuori dai canali ufficiali. Per i frutti di bosco occorre distinguere tra freschi e surgelati: quelli freschi vanno lavati accuratamente sotto acqua corrente potabile subito prima del consumo, quelli congelati o surgelati, invece, devono essere consumati solo dopo cottura (la raccomandazione riportata dall’Istituto Superiore di Sanità è di portarli a ebollizione a 100° C per almeno 2 minuti. Non devono quindi essere usati crudi per guarnire dolci, yogurt, semifreddi o macedonie).

rivolgersi al medico in presenza di sintomi come nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare o colorazione gialla della pelle e degli occhi. 

Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può essere più impegnativo negli adulti più anziani e nelle persone con patologie epatiche preesistenti. Informazione corretta, diagnosi precoce, igiene accurata e comportamenti alimentari prudenti sono gli strumenti più efficaci per contenere la diffusione dell’infezione.
L’aumento dei casi di epatite A osservato in questi giorni a Napoli si inserisce in una tendenza già in crescita a livello nazionale ed europeo, dopo alcuni anni di relativa stabilità.
• La situazione attuale in Campania riflette la particolare vulnerabilità legata al consumo tradizionale di molluschi crudi o poco cotti, che possono concentrarre il virus se l’acqua è contaminata.
• Nonostante il numero dei casi sia significativo, nella grande maggioranza dei pazienti l’epatite A decorre come infezione autolimitante, con forme gravi o fulminanti che restano rare e più frequenti in anziani e persone con epatopatia preesistente.
• La misura più importante per contenere il focolaio è evitare frutti di mare crudi o poco cotti, curare scrupolosamente l’igiene delle mani e utilizzare acqua e alimenti sicuri, soprattutto nelle aree interessate dall’aumento dei casi.

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