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Farmaci equivalenti, dall’Umbria azioni e progetti virtuosi per diffonderne conoscenza e vantaggi, soprattutto tra le fasce più deboli

In regione Umbria gli stakeholder hanno discusso azioni concrete per aumentare l’uso dei farmaci equivalenti, riducendo i costi per i cittadini e migliorando l’accesso alle cure. Corretta informazione ai cittadini da parte del medico di famiglia e del farmacista, convincimento “scientifico” dei medici prescrittori basato sulla formazione e sulla discussione nei luoghi appropriati e campagne di sensibilizzazione per sciogliere dubbi e resistenze sull’uso dei farmaci equivalenti: queste alcune delle principali chiamate all’azione per diffonderne la conoscenza e i vantaggi, soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione, che sono emerse nell’evento dedicato al farmaco equivalente promosso a Perugia da Motore Sanità

Tra le iniziative che la Regione Umbria ha messo in campo per favorire la prescrizione di farmaci equivalenti è di fornire periodicamente ai medici prescrittori tabelle di confronto con i costi/terapia dei vari farmaci appartenenti alla stessa classe terapeutica. “L’obiettivo è orientare la prescrizione verso i farmaci che, a parità di efficacia e sicurezza, hanno un costo/terapia più vantaggioso per il Ssr” come ha spiegato Luca Coletto, Assessore alla Salute e Politiche Sociali di Regione Umbria, che ha rimarcato la necessità di “fare formazione presso i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i farmacisti che sono in prima linea in questo importante percorso di educazione della cittadinanza”.

I cittadini umbri spendono in più per i farmaci “di marca” circa 15 milioni di euro l’anno

La regione e l’Usl Umbria 1, per quanto riguarda il consumo dei farmaci equivalenti, si posizionano nella zona mediana, rispecchiando il quadro nazionale che vede il centro Italia messo meglio del Sud, ma non ai livelli del Nord” questo il qudro presentato da Andrea Caprodossi, Responsabile del Servizio Farmaceutico dell’Usl Umbria 1, ricordando che i cittadini umbri spendono in più per i farmaci di marca circa 15 milioni di euro l’anno. Sensibilizzare, informare e fare conoscere sono le azioni per ampliare la penetrazione del farmaco equivalente nel mercato. L’Usl Umbria 1 ha inviato a febbraio una circolare al fine di sensibilizzare i medici prescrittori e direttori di distretto sulla problematica”. 

Le chiamate all’azione di FIMMG Perugia 

Realizzare campagne di sensibilizzazione per informare i pazienti sull’efficacia, la sicurezza e i benefici economici dei farmaci equivalenti; organizzare corsi di aggiornamento e workshop per medici, farmacisti e altri professionisti sanitari, per aggiornarli sulle evidenze scientifiche relative ai farmaci equivalenti e incoraggiarli a prescriverli e raccomandarli; integrare le linee guida cliniche con raccomandazioni specifiche sull’uso di farmaci equivalenti, promuovendo la loro prescrizione come prima scelta nei casi appropriati e stabilire politiche che favoriscano la rimborsabilità degli equivalenti e incentivare economicamente i pazienti ad optare per questi farmaci, ad esempio attraverso la riduzione del co-pagamento. Secondo Chiara Calzoni, Vice Segretario FIMMG Perugia “implementando queste azioni in modo coordinato, è possibile aumentare significativamente la penetrazione dei farmaci equivalenti nel mercato, contribuendo a ridurre i costi sanitari e a garantire un accesso più ampio ai trattamenti per i pazienti”.

SIMG Umbria: dare informazioni chiare per aumentare la consapevolezza decisionale del paziente

Secondo Luca Tedeschi, Vice Segretario regionale SIMG, Regione Umbria, “il farmaco equivalente è una risorsa importante per garantire migliori cure. È necessaria, pertanto, una politica di sostegno culturale, centrata sulla corretta informazione ai cittadini, oltre che di convincimento “scientifico” dei medici prescrittori basato sulla formazione e sulla discussione nei luoghi appropriati”. 

Azioni chiave della farmacia dei servizi per la promozione degli equivalenti  

Corretta comunicazione, erogazione di servizi e monitoraggio dell’aderenza alle terapie: queste sono le azioni chiave della farmacia dei servizi per la promozione degli equivalenti, secondo Filiberto Orlacchio, Presidente FOFI, Provincia di Perugia. “Per legge il farmacista deve informare il cittadino che il farmaco equivalente garantisce la stessa qualità e sicurezza dei farmaci originator. Inoltre, stiamo monitorando l’aderenza farmacologica delle principali tre patologie e un recente accordo promuove il deplistering, ossia la preparazione di confezioni personalizzate sulla base della terapia di ogni paziente e siamo l’unica regione che porta avanti questo tipo di attività, facilitando di molto l’uso degli equivalenti. Per quanto riguarda il convincimento del paziente, serve un lavoro di relazione più marcato per i soggetti più difficili, che passi dalla presa in carico del paziente e dal suo monitoraggio dei suoi valori clinici, così che anche il necessario switch farmacologico non sia motivo di mancata aderenza alla terapia e renda il paziente più motivato e convinto che l’equivalente ha la stessa efficacia dell’originator”.

E punta sul valore della comunicazione anche Giulio Lattanzi, Consigliere di Federfarma Perugia. “Per favorire la diffusione dei farmaci equivalenti occorre che istituzioni e protagonisti del mondo sanitario non si concentrino solamente sugli aspetti normativi, ma puntino decisamente sulla comunicazione offrendo un’informazione mirata e rivolte non solo ai pazienti, ma anche a soggetti prescrittori e farmacisti. “Federfarma desidera ricordare ai farmacisti l’importanza di sostenere i farmaci equivalenti, continuando a consigliarli al cittadino, evidenziandone i vantaggi. I farmacisti saranno sempre a proporre agli assistiti la possibilità di accedere ai farmaci di riferimento come previsto sin dal 2001. In questo modo, il farmacista ha l’occasione di ribadire al cittadino che può avere il medicinale di cui ha bisogno senza dover pagare la differenza di prezzo e con la garanzia, al contempo, della stessa efficacia terapeutica. Queste azioni contribuiscono a diffondere la conoscenza sugli equivalenti, specie nelle fasce sociali culturalmente meno consapevoli ed economicamente più deboli”.

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