Infezione o profilassi Covid: la vaccinazione protegge dai tumori al seno, fegato, colon e melanoma.

A dimostrarlo uno studio tutto dell’Istituto dei tumori di Napoli, accettato dalla prestigiosa rivista “Frontiers in Immunology”

Per la prima volta viene proposto il meccanismo secondo il quale questo fenomeno, definito “mimetismo molecolare”, avrebbe un ruolo nei tumori. In pratica la risposta immunologica indotta dal virus SARS-CoV-2 e, di conseguenza, la memoria immunitaria che si è venuta a stabilire, può rappresentare una protezione nei confronti dello sviluppo di un tumore. Uno studio tutto dell’Istituto dei tumori di Napoli, accettato dalla prestigiosa rivista “Frontiers in Immunology” https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2024.1398002/abstract ha dimostrato, per la prima volta, che il Sars-Cov-2 ha molecole (antigeni) simili a quelle tumorali. Soggetti vaccinati o che hanno contratto l’infezione da Coronavirus mostrano una risposta immune crociata. Di conseguenza, l’esposizione agli antigeni del virus potrebbe rappresentare una “vaccinazione preventiva” per tumori suprattutto del seno, fegato, colon e melanoma.

Il lavoro accettato per la pubblicazione (primi nomi co-autori Concetta Ragone e Angela Mauriello, ultimi nomi co-autori, Mariella Tagliamonte e Luigi Buonaguro) descrive per la prima volta che il virus SARS-CoV-2 presenta nelle sue proteine, frammenti (antigeni) che condividono una elevata omologia di sequenze e di conformazione con antigeni espressi dalle cellule tumorali. In particolare, questi antigeni tumorali sono specificamente espressi dalla cellule del tumore al seno, al fegato, al colon e del melanoma. Inoltre, viene dimostrato che cellule del sistema immunitario (linfociti T), da soggetti vaccinati o che hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2, sono in grado di cross-reagire con gli antigeni virali e tumorali. Questo fenomeno, definito “mimetismo molecolare” (molecular mimicry), suggerisce che la risposta immunologica indotta dagli antigeni virali e, di conseguenza, la memoria immunitaria che si è venuta a stabilire, può rappresentare una protezione nei confronti dello sviluppo di un tumore.

“Questo risultato, ottenuto anche con il supporto dell’Unità del Laboratorio di Patologia Clinica dell’Istituto Pascale, diretto da Ernesta Cavalcanti – dice Luigi Buonaguro, direttore del Laboratorio di Modelli Immunologici Innovativi, coordinatore dello studio – ha una potenziale ricaduta di notevole rilevanza medica a livello globale. In precedenza, sono stati riportati casi aneddotici di regressione tumorale in soggetti affetti da COVID-19, incluso nel nostro Istituto. Ma questa è la prima volta che viene dimostrato il meccanismo secondo il quale questo fenomeno avverrebbe. Infatti, grazie alla notevole esperienza acquisita dal nostro gruppo di ricerca nel settore specifico del mimetismo molecolare, è la prima volta che non solo vengono descritte in dettaglio le similitudini tra molecole del virus SARS-CoV-2 e quelle tumorali ma anche la capacità delle cellule del sistema immunitario di cross-reagire con tali molecole.

 Ovviamente, i dati epidemiologici dei mesi/anni futuri dovranno confermare il reale impatto di tale mimetismo molecolare sulla incidenza (numero di nuovi casi) dei tumori al seno, al fegato, al colon e del melanoma. Se questo effetto sarà avvalorato, la pandemia avrà avuto anche una ricaduta positiva sulla popolazione mondiale, fornendo uno “scudo protettivo” nei confronti di patologie  tumorali con grande impatto sociale.

Lo definisce “uno studio di grande interesse” il direttore scientifico dell’Irccs partenopeo, Alfredo Budillon  che conferma, come d’altra parte già dimostrato in altre pubblicazioni del gruppo di Luigi Buonaguro, “il mimetismo molecolare può essere sfruttato per il disegno di vaccini terapeutici antitumorali personalizzati su cui in Istituto stiamo da tempo lavorando”.

“Sono estremamente orgoglioso –  sottolinea il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi –  di questo risultato, frutto di un progetto disegnato e condotto interamente all’interno del nostro Istituto, che potrà avere un possibile impatto di straordinaria portata sulla salute della popolazione mondiale.

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