Puntare su genetica, genomica, biomica e diagnostica avanzata significa investire in una sanità capace non solo di curare, ma soprattutto di prevenire. È questa la direzione indicata da chi sostiene la necessità di rafforzare l’attenzione delle istituzioni verso strumenti in grado di accompagnare il sistema sanitario verso una medicina sempre più predittiva e personalizzata.
La chiave di questa evoluzione è nei dati. Analizzare DNA e RNA dei pazienti consente infatti di raccogliere informazioni preziose per comprendere meglio i profili individuali di rischio e predire in modo più strutturato l’insorgenza di alcune malattie. In questo scenario, lo screening genetico e genomico della popolazione assume un ruolo centrale, perché permette di costruire basi informative solide su cui orientare prevenzione, diagnosi e percorsi terapeutici.
A rendere realmente utile questa enorme quantità di informazioni è l’intelligenza artificiale. L’AI, infatti, può supportare l’acquisizione, l’elaborazione e la pulizia dei dati, trasformandoli in contenuti leggibili e utilizzabili per la pratica clinica e per la ricerca. In questo modo il dato sanitario diventa un asset strategico per migliorare la capacità di leggere la complessità del paziente e sviluppare risposte sempre più mirate.
Di questo si è parlato nel convegno organizzato da Motore Sanità su iniziativa dell’intergruppo parlamentare Genetica & Genomica ‘STATI GENERALI DELLA GENETICA E GENOMICA: DELLA RADIOMICA E RUOLO DELLA DIAGNOSTICA IN PREVENZIONE’, articolato in un evento Nazionale, un evento Nord Italia e Sud Italia, realizzato grazie al contributo incondizionato di BRACCO, CDI – Centro Diagnostico Italiano e Bayer, e che ha visto la partecipazione dei massimi nel panorama sanitario nazionale.
Proprio per valorizzare il ruolo del dato sanitario, è stato richiamato anche l’intervento sul decreto legislativo dedicato all’intelligenza artificiale, con un emendamento volto a sottolineare l’importanza di mettere queste informazioni a disposizione di ospedali pubblici, strutture private e IRCCS impegnati nella ricerca. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di terapie innovative, in particolare in ambiti come l’oncologia e le malattie rare, accelerando il passaggio verso una medicina realmente personalizzata.
Accanto al beneficio clinico, resta centrale anche quello economico. Investire in screening e prevenzione consente infatti di ridurre i costi che il sistema sanitario si trova a sostenere quando una patologia viene affrontata in fase avanzata o արդեն sistemica. In altre parole, prevenire non è solo meglio che curare: è anche una scelta strategica per garantire sostenibilità al servizio sanitario nel lungo periodo.
L’impegno della politica raccontato da Elena Murelli, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare di Genomica & Genetica e Carlo Borghetti, Componente III Commissione Sanità, Regione Lombardia




