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Ictus, che fare. Fibrinolitici per l’intervento in fase acuta e percorsi di recupero dedicati

L’ictus è una delle patologie più gravi e insidiose che colpiscono la popolazione, con circa 120.000 nuovi casi ogni anno in Italia. La sua incidenza è in costante aumento e l’età media dei pazienti si sta abbassando, rendendo il tema della prevenzione e della cura sempre più urgente. Durante la conferenza stampa di apertura dell’11° Congresso Nazionale ISA-AII sull’ictus cerebrale, esperti del settore hanno discusso le novità nel trattamento acuto dell’ictus e l’importanza di percorsi di recupero dedicati per i pazienti colpiti.

Una delle notizie oggetto di valutazione riguardo al trattamento dell’ictus concerne le applicazioni della tenecteplase, una molecola conosciuta e collaudata in cardiologia appartenente alla classe dei fibrinolitici, una proteina ricombinante somministrata endovena che attiva il plasminogeno, e che promette di rivoluzionare la terapia dell’ictus in fase acuta. A differenza dei trattamenti che richiedono un’ora di infusione, la tenecteplase può essere somministrata in pochi secondi tramite iniezione. Questo cambiamento, secondo gli autori intervenuti in conferenza, riduce il rischio di emorragie e aumenta le possibilità di ricanalizzazione nei casi di occlusione di grosso vaso.

Paola Santalucia, Presidente ISA-AII (Italian Stroke Association, Associazione Italiana Ictus), ha sottolineato l’importanza di questa innovazione: “Un intervento tempestivo ed efficace può fare la differenza e scongiurare deficit motori e cognitivi”. Attualmente, circa 45.000 pazienti sopravvivono a un ictus, ma il 40% di loro affronta problemi motori e oltre il 50% problemi cognitivi. La necessità di un rapido inserimento nei percorsi riabilitativi è quindi fondamentale.

Percorsi riabilitativi: la sfida del post-ictus
La fase post-ictus è critica e richiede un approccio multidisciplinare. Gli esperti hanno evidenziato che non tutti i pazienti necessitano dello stesso tipo di riabilitazione; alcuni soggetti necessitano di trattamenti intensivi in strutture specializzate, mentre altre possono beneficiare di supporti ambulatoriali o domiciliari. Mauro Silvestrini, Past President ISA-AII, ha dichiarato: “È cruciale garantire a tutti i pazienti un trattamento adeguato delle complicanze, che possono manifestarsi in vari modi, da spasticità muscolare a movimenti incontrollati”.

La tossina botulinica si è affermata come terapia efficace per molti di questi sintomi, ma è essenziale che venga accompagnata da un percorso di prevenzione secondaria. Inoltre, le nuove tecnologie offrono opportunità senza precedenti: programmi di riabilitazione personalizzati possono essere seguiti anche a domicilio, grazie a software e dispositivi innovativi, permettendo un monitoraggio costante da parte degli specialisti.

Disturbi cognitivi: una dimensione spesso trascurata
Oltre ai deficit motori, i disturbi cognitivi sono un esito frequente dell’ictus, colpiscono più del 50% dei pazienti. Questi disturbi, che possono includere problemi di linguaggio, memoria e attenzione, sono spesso poco riconosciuti e diagnosticati. Leonardo Pantoni, Presidente Eletto ISA-AII, ha messo in evidenza l’importanza di una diagnosi precoce e di interventi terapeutico-riabilitativi adeguati: “La scarsa diagnosi significa poco intervento e mancate strategie terapeutiche”.

La mancanza di strutture dedicate alla riabilitazione cognitiva sul territorio rappresenta un ulteriore problema. La soluzione proposta prevede l’implementazione di percorsi riabilitativi da remoto, sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale per migliorare la qualità della cura.

Importanza della comunicazione nel processo di cura
La fase riabilitativa è un momento delicato, non solo per il paziente, ma anche per i caregiver. Massimo Del Sette, Presidente dell’11° Congresso ISA-AII, ha parlato del progetto ICare, avviato con l’Istituto Superiore di Sanità, che mira a migliorare la comunicazione tra pazienti, caregiver e operatori sanitari. Un manuale recentemente pubblicato fornisce strumenti per valutare la qualità della comunicazione nelle diverse fasi di cura, dalla fase acuta alla riabilitazione.

Nicoletta Reale, Past President A.L.I.Ce. Italia Odv, ha evidenziato da parte sua l’importanza di garantire percorsi di riabilitazione in tutto il territorio nazionale: “La scarsità di posti letto nelle strutture – ha affermato – è un problema ancora irrisolto. È consigliabile mappare i centri che offrono questi servizi per supportare i pazienti e le loro famiglie”.

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