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Il futuro delle cure oncologiche: la donazione di sangue come risorsa strategica per i pazienti

Oscar Bianchi (Avis Nazionale) alla MidSummer School 2025: “Il dono del sangue è parte attiva della cura e della ricerca oncologica”.

Durante la prima giornata della MidSummer School 2025, organizzata da Motore Sanità con il titolo “Il futuro delle cure oncologiche si incontra a Milano”, si è tenuto a Palazzo Lombardia un confronto ad alto livello tra istituzioni, associazioni e attori del mondo della sanità. Tra gli interventi di rilievo, quello di Oscar Bianchi, Presidente Nazionale di Avis, che ha sottolineato il ruolo spesso sottovalutato della donazione di sangue nel contesto delle cure oncologiche.

La donazione di sangue – ha dichiarato Bianchi a Mondosanità – sembra apparentemente scollegata dai malati oncologici, ma è in realtà fondamentale per supportarli. Questi pazienti, infatti, presentano barriere immunitarie ridotte e necessitano di supporto ematico costante. Avis si impegna anche in questo: contribuire concretamente alla salute dei pazienti oncologici”.

Ma l’apporto della donazione non si limita al sostegno clinico immediato: secondo Bianchi, esiste un potenziale enorme anche in chiave scientifica e preventiva.

Abbiamo a disposizione un grande patrimonio: quello dei dati ematici dei nostri donatori. Se utilizzati in modo strutturato e con finalità di ricerca, possono contribuire a indagare le cause scatenanti di alcune malattie, comprese quelle oncologiche. Un patrimonio utile per anticipare le diagnosi e orientare meglio gli interventi terapeutici”.

L’importanza della popolazione donatrice, composta da oltre 1,3 milioni di persone in Italia, può diventare una risorsa chiave per studi e sperimentazioni mirate, soprattutto su soggetti considerati “sani”. Avis, sottolinea Bianchi, mira a un approccio integrato che tenga insieme prevenzione, stile di vita sano e cultura della solidarietà.

Promuovere la donazione di sangue è già parte integrante del percorso di cura. Educare a corretti stili di vita significa anticipare la malattia, evitando che essa diventi degenerativa e irreversibile. In questo senso, Avis ha anche un compito sociale: creare cultura, consapevolezza e attenzione al benessere preventivo”.

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