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Veneto, malattia oculare tiroidea (TED): patologia ancora troppo poco conosciuta e alla ricerca di una gestione ottimale per i pazienti

Sulla base del tasso di prevalenza riportato in letteratura di 8,97 ogni 10,000 abitanti (fonte Perros et al 2017), circa 4,300 pazienti risultano affetti dalla malattia oculare tiroidea in Regione Veneto

Padova, 5 giugno 2025 – La malattia oculare tiroidea (TED -Thyroid eye disease)è una patologia complessa, autoimmune, che colpisce in modo prevalente le donne e può manifestarsi in concomitanza o indipendentemente da disfunzioni tiroidee. Con l’obiettivo di fare il punto su ricerca, innovazione scientifica, organizzazione dei centri di cura territoriali, diagnosi precoce e presa in carico del paziente a livello regionale, Motore Sanità ha organizzato, con il contributo incondizionato di Amgen, global leader nelle biotecnologie farmaceutiche, una serie di appuntamenti dal titolo “Ricerca ed innovazione scientifica che spingono all’innovazione organizzativa: l’esempio della Thyroid Eye Disease”, che ha visto la partecipazione di importanti esponenti del comparto salute.

In Veneto, la quarta tappa di una serie di incontri in programma nei prossimi mesi in varie regioni italiane, con lo scopo di mettere in luce i bisogni dei pazienti e generare risposte efficaci ai nodi irrisolti che emergono dai vari territori.

“Costruire percorsi di cura multidisciplinari è fondamentale per un approccio più efficace e tempestivo nella gestione della Thyroid Eye Disease (TED) – ha dichiarato Elisabetta Cavedon, UOC Endocrinologia, Azienda Ospedale Università di Padova -. Infatti, ciascuno degli specialisti coinvolti nel trattamento di tale patologia (endocrinologi, oftalmologi, radiologi, radioterapisti, chirurghi e psicologi) contribuisce a gestire aspetti diversi della malattia, come il controllo ormonale, l’infiammazione oculare e le sequele oculari passibili di un approccio chirurgico mirato, permettendo un monitoraggio attento, bilanciando i rischi dei trattamenti e prevenendo i danni permanenti. In sintesi, il team multidisciplinare permette di definire un piano terapeutico personalizzato per ciascun individuo, calato nelle diverse fasi di malattia, migliorando così gli outcome clinici e la qualità di vita del paziente”.

Patologia di difficile diagnosi, diventa quindi fondamentale l’approccio multiprofessionale, integrando competenze specialistiche diverse all’interno di reti assistenziali strutturate e coordinate.

“L’U.O.C. Clinica Oculistica dell’Azienda Ospedale Università Padova, diretta dal Prof. Edoardo Midena, è centro di riferimento per la diagnosi e la terapia dell’orbitopatia distiroidea (malattia oculare tiroidea) – ha spiegato Raffaele Parrozzani, UOC Clinica Oculistica, Azienda Ospedaliera Università di Padova -. La presa in carico di questi pazienti da parte di personale altamente specializzato è fondamentale per garantire un trattamento precoce e personalizzato, atto a prevenire danni talvolta gravi alla funzione visiva. Il Centro garantisce ai pazienti un’équipe dedicata, che eroga più di 1.000 prestazioni diagnostico/terapeutiche all’anno, occupandosi della presa in carico e della gestione multidisciplinare medica e chirurgica del paziente”.

“La TED – ha proseguito Parrozzani – è una patologia gravata da problematiche sociali significative, principalmente a causa dell’impatto estetico e funzionale secondario allo sviluppo di strabismo, retrazione palpebrale ed esoftalmo (occhio sporgente). Questo può portare a isolamento sociale, oltre a possibili disturbi psicologici come ansia e depressione. Pertanto, la proposta terapeutica è finalizzata anche a minimizzare questi risvolti, offrendo approcci chirurgici riabilitativi mirati. Investire in formazione medica e sensibilizzazione pubblica è pertanto cruciale per migliorare la gestione clinica e ridurre i costi sanitari a lungo termine di una patologia ‘ad alto impatto sociale”.

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