Medicina, iscrizioni senza test: Si parte. Attese oltre 70 mila domande fino al 25 luglio

Sono partire oggi e termineranno il 25 luglio le iscrizioni a Medicina con il nuovo sistema di accesso che supera i test e che pone lo sbarramento dopo il primo semestre e il superamento di tre esami. Le adesioni previste
Sono oltre 70 mila rispetto ai 60 mila candidati che lo scorso anno fecero richiesta per il test di ammissione a Medicina e Odontoiatria. Di questi circa 54 mila sostennero effettivamente la prova con un numero di posti disponibili in tutte le regioni di circa 20.867, mentre per Odontoiatria erano circa 1.000. Quest’anno si prevede un incremento di circa il 10 per cento dei posti disponibili. Ma come funzionerà con le nuove regole di accesso previste dal decreto del governo (n. 418 del 30 maggio) attuativo del Decreto legislativo 71/2025 e la legge delega 26 del 2025 finanziata lo scorso anno con circa 50 milioni di euro. Quali difficoltà organizzative ci saranno per gli Atenei e si riuscirà a selezionare i medici che servono per ripopolare corsie e unità operative di aree critiche oggi sguarnite?
Le iscrizioni possono essere effettuate accedendo al sito Universitaly. Sullo stesso sito Internet saranno disponibili i «Syllabi», ossia i programmi di studio delle tre materie del semestre aperto Fisica, Chimica e Biologia. Dal 1 settembre al 30 novembre la frequenza ai corsi delle tre discipline sarà obbligatoria indicando la sede del semestre filtro e 10 o più preferenze di sedi in cui proseguire i corsi principali e affini. Chimica e propedeutica biochimica, Fisica medica e Biologia gli esami del semestre filtro. Gli esami si svolgeranno negli stessi tempi e con le stesse modalità e due appelli per ciascuna materia in due date a distanza di 15 giorni. Ogni esame prevede 31 domande e 45 minuti per ciascuna prova, 15 a risposta multipla e 16 a risposta aperta ma univoca. Ogni studente che non superasse il semestre filtro può iscriversi per un massimo di tre volte nel corso degli anni anche non consecutivamente. I test saranno identici in tutti gli Atenei. Regole che non valgono per i corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria in inglese che continueranno ad avere una prova di ingresso come anche le università private”.
I corsi affini sono Biotecnologie, Biologia, Scienze Biologiche, Scienze Zootecniche, Farmacia e Professioni Sanitarie. In alcuni corsi delle professioni sanitarie con un fabbisogno formativo non soddisfatto chi non supera lo sbarramento potrà comunque accedere fino al 20% dei posti disponibili non assegnati. L’iscrizione al primo semestre di uno dei corsi di studio affini è gratuita e non comporta per lo studente il rispetto degli obblighi di frequenza. Chi non supera il semestre filtro può accedere al secondo semestre del corso affine (con riconoscimento dei CFU), iscriversi ad altro corso (con riconoscimento eventualmente parziale). Chi è già iscritto a un corso medico o affine, anche in atenei non statali, dovrà iscriversi al semestre filtro per accedere ai nuovi corsi”.
Il semestre filtro è previsto per Medicina, Odontoiatria e Medicina Veterinaria e riguarda anche gli studenti e prevede l’iscrizione anche a un corso affine, dunque in deroga al divieto di doppia iscrizione. L’obbligo di frequenza non si applica al corso affine.
La valutazione in trentesimi e soglia minima è quella canonica di 18/30 per ciascun esame. Il punteggio massimo complessivo sarà di 93 punti. Le date degli appelli saranno fissate dal Ministero, con la prima prova prevista il 20 novembre e la seconda il 10 dicembre. Solo chi supera tutti e tre gli esami con votazione sufficiente verrà inserito in una graduatoria nazionale che determinerà l’accesso al secondo semestre. Chi resta fuori potrà proseguire nel corso affine prescelto, con riconoscimento dei crediti maturati (18 CFU). La selezione finale sarà dunque basata sui risultati di questi tre esami. Le lezioni saranno erogate in modalità ibrida, non essendoci spazi sufficienti per tutti.
La Conferenza dei Rettori bussa a euro: «Servono fondi aggiuntivi strutturali altrimenti le Università non reggeranno l’onda d’urto di 60 mila iscritti in più». E i 50 milioni di euro stanziati per il primo anno, ma i rettori chiedono garanzie a lungo termine. Senza contare le incognite per chi non supererà il semestre filtro perché si parte tutti ma non si entra tutti e chi resterà fuori dai giochi si ritroverà obbligato a seguire le discipline affini ma con la strada sbarrata per un accesso ad altri corsi di laurea.
Senza contare gli interrogativi sulla capacità della riforma voluta dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini a ripopolare le corsie nei prossimi anni.

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