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Sulla neve in sicurezza, entusiasmo per l’arrivo del Circo Bianco. Ma lo spirito di emulazione gioca brutti scherzi

Cresce l’attesa in vista dell’apertura dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. Le raccomandazioni degli ortopedici, rivolte a tutti, finalizzate alla prevenzione degli infortuni nelle piste da sci e durante le escursioni in montagna

L’avvicinarsi della data di inizio dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo, sta accendendo l’entusiasmo per gli sport sulla neve. L’effetto emulazione, fisiologico quando l’attenzione mediatica si concentra sulle imprese degli atleti, può trasformarsi in un potente stimolo alla pratica sportiva. Ma può anche spingere sciatori poco esperti a mettersi alla prova oltre le proprie capacità. Per questo, promuovere una cultura della salute e della sicurezza diventa un obiettivo centrale, soprattutto in una stagione che richiama sulle piste migliaia di appassionati, occasionali e non.

Preparazione, prudenza e consapevolezza

La montagna d’inverno è un ambiente affascinante, ma richiede rispetto e preparazione. Le discipline come sci, snowboard e pattinaggio offrono benefici fisici e psicologici, ma comportano anche rischi che aumentano quando si affrontano le piste senza adeguata tecnica o allenamento. È per questo che i medici specialisti della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) hanno rilanciato, poco prima di Natale, una serie di raccomandazioni ai tanti visitatori e appassionati, raccomandazioni che appaiono di particolare attualità per scongiurare gli infortuni sulle piste, ricordando che la prevenzione comincia molto prima di agganciare gli attacchi degli sci.

“Se si arriva preparati, gli sport invernali come sci, pattinaggio e snowboard possono essere svolti in tutta sicurezza a tutte le età” ha scritto Pietro Simone Randelli, Presidente SIOT, Direttore scientifico della Clinica Ortopedica dell’Istituto Gaetano Pini e professore ordinario di ortopedia all’Università di Milano. “Viceversa, chi conduce una vita sedentaria tende a subire infortuni anche gravi all’apparato muscoloscheletrico. Prepararsi all’incontro con la montagna e il ghiaccio è una mossa vincente, così come lo è essere prudenti quando il meteo è meno favorevole”.

Infortuni in aumento: le fasce più colpite

L’ultima indagine dell’Istituto di Statistica della Provincia Autonoma di Bolzano fotografa una stagione 2024/25 caratterizzata da un incremento degli incidenti: 11.905 infortuni sulle 98 piste dell’Alto Adige, con un aumento del 7,1% rispetto all’anno precedente. Un dato che coinvolge in modo quasi paritario donne (50,7%) e uomini (49,3%).

La dinamica più frequente resta la caduta autonoma, responsabile del 75,7% degli episodi. Crescono però anche le collisioni con altre persone, che rappresentano il 14,3% degli incidenti, segno di piste sempre più affollate e di comportamenti talvolta poco prudenti.

Il ginocchio si conferma la sede più colpita: distorsioni, stiramenti e contusioni costituiscono il 35,9% dei traumi, con picchi nelle fasce 51–60 anni (22%) e 41–50 (19,7%), e una netta prevalenza femminile (68,7%). Seguono i traumi alla spalla (13%), più frequenti negli uomini (67,8%) e nella fascia 51–60 anni (23,7%). Stabili i traumi alla testa (8,6%), un dato che rimane sotto controllo anche grazie alla diffusione del casco, nonostante un 4,3% di sciatori che ancora non lo indossa.

Proprio sul tema della protezione del capo e del collo, quindi anche la faccia e le vertebre cervicali, gli specialisti insistono da anni. L’adozione del casco, aggiungiamo noi, non solo riduce in modo significativo il rischio di contusioni e traumi cranici, ma contribuisce anche a limitare gli accessi in emergenza al pronto soccorso, spesso legati a cadute banali che diventano di pertinenza della neurochirurgia proprio per l’assenza di protezioni adeguate.

“Uomini e donne sono esposti a differenti lesioni per infortunio sugli sci” osserva il professor Randelli. “Le donne tendono a subire più spesso traumi distorsivi alle ginocchia, mentre gli uomini cadono prevalentemente sulle braccia, cercando di proteggersi utilizzando la parte superiore del corpo. Anche gli snowboarder presentano più frequentemente traumi a polso, gomito e spalla e meno al ginocchio”.

Piste rischiose, giovani più coinvolti

Il livello di difficoltà delle piste gioca un ruolo chiave: il 50,8% degli incidenti avviene sulle piste rosse, il 40,4% su quelle azzurre – incluse le aree delle scuole di sci – e solo l’8,8% sulle piste nere. Un dato che conferma come il rischio non sia legato solo alla difficoltà tecnica, ma anche al volume di sciatori e alla percezione, spesso errata, di sentirsi al sicuro su piste considerate “facili”.

La fascia più colpita è quella degli 11–20 anni (22,3%), seguita dagli adulti tra 51 e 60 anni (18,8%), con una prevalenza femminile in quest’ultimo gruppo. Un quadro che richiama l’importanza dell’esperienza e della formazione tecnica.

Tecnica, attrezzatura e responsabilità

L’esperienza, sottolineano gli ortopedici, è un fattore determinante. Per i principianti o gli sciatori occasionali, affidarsi a maestri certificati è fondamentale per apprendere correttamente le basi tecniche e ridurre il rischio di cadute. “Le piste hanno colori diversi per permettere a tutti di affrontare difficoltà alla propria portata, evitando rischi inutili e sapendo che non si deve affrontare una discesa a tutti i costi” ricorda il professor Randelli. “La prevenzione passa anche dalla responsabilità comune: ogni sciatore è parte attiva della sicurezza sulle piste”.


Cinque buone pratiche

Arrivare preparati fisicamente. Allenare forza, stabilità ed equilibrio tutto l’anno, evitando sovraccarichi e ascoltando i segnali del corpo. Per le donne è utile potenziare quadricipiti, glutei e addominali, migliorando il controllo neuromuscolare; per gli uomini è importante rinforzare la muscolatura scapolare e lavorare sulla reattività nelle cadute.

Indossare sempre i dispositivi di protezione. Casco obbligatorio, guanti rinforzati e paraschiena possono prevenire traumi gravi.

Utilizzare attrezzature adeguate e ben mantenute. Sci e snowboard devono essere regolati su peso, altezza e abilità, con lame e attacchi controllati da centri specializzati.

Riscaldamento prima della prima discesa. Stretching dinamico e attivazione muscolare riducono rigidità e rischio di torsioni improvvise.

Agire con prudenza. Valutare meteo, visibilità, affollamento e condizioni della neve. Evitare fuoripista senza esperienza o guide qualificate. Prestare attenzione dopo pasti abbondanti o consumo di alcol, che riducono riflessi ed equilibrio.


Milano Cortina 2026: educare alla sicurezza

L’avvicinarsi della data di inizio delle olimpiadi invernali rappresenta un’opportunità unica per diffondere una cultura della prevenzione e della consapevolezza. Lo spirito di emulazione potrebbe giocare brutti scherzi, ma può essere un motore positivo, purché accompagnato da responsabilità e preparazione. La montagna offre scenari straordinari e sport affascinanti, ma richiede rispetto, tecnica e prudenza. Promuovere la sicurezza oggi significa arrivare ai Giochi di Milano Cortina con una comunità di appassionati più consapevole, più preparata e più attenta alla propria salute. Una sfida che riguarda tutti: atleti, principianti, famiglie e professionisti della montagna.

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