Aumentano i casi, soprattutto tra i più giovani, di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione o disordini del comportamento alimentare, che includono anche molti soggetti che richiedono cure per obesità. Secondo gli esperti i disturbi del comportamento alimentare sono uno tra i disagi sociali più diffusi rappresentando lo specchio di malesseri profondi.
Secondo gli esperti anoressia, bulimia, ortoressia, Bing Eating Disorder, obesità e le evoluzioni fenotipiche, hanno bisogno di competenze tipicamente multidisciplinari (psichiatri, psicologhi, psicoterapeuti, medici internisti ed endocrinologi, dietisti e nutrizionisti, educatori e terapisti), occorre dunque una reale sensibilità del mondo politico ed economico rispetto alle esigenze e richieste di pazienti così delicati e complessi e delle loro famiglie”.
Giovanni Gravina, insigne clinico, specialista endocrinologo e attualmente direttore sanitario della Casa di Cura San Rossore di Pisa, di recente eletto come prossimo presidente della Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca) spiega che “l’elevata incidenza di comportamenti patologici nell’ambito dell’alimentazione, soprattutto tra i giovani, è solo la punta dell’iceberg di disagi ben più profondi e complessi. I numerosi fattori che emergono tra i pazienti, divenuti ancora più vulnerabili dopo la pandemia e anche nell’attualità complessa di guerre, conflitti e immagini violente – servite quotidianamente dai media e dai social nella loro totale crudezza senza valutarne le conseguenze tra i più giovani e fragili -, il disagio in famiglia, a scuola, nella società in generale – dal bullismo alla dipendenza dal web – mostrano una comunità attraversata da comportamenti alimentari disfunzionali che sono lo specchio di malesseri profondi”.
Secondo il professore Gravina, la prevenzione e la cura dei pazienti è divenuta difficile. “Troppo spesso i pazienti arrivano allo specialista dopo due anni dall’inizio del disturbo, un tempo lunghissimo se si considera che i disagi alimentari sono forme patologiche di lunga o lunghissima durata, ci vogliono anni per risolverle e soprattutto richiedono un approccio multidisciplinare. Oggi l’errore di lettura dietro un comportamento alimentare disfunzionale è il vero problema“.
La Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca) ha eletto il prossimo presidente il professore Giovanni Gravina, insigne clinico, specialista endocrinologo e attualmente direttore sanitario della Casa di Cura San Rossore di Pisa.
Le votazioni si sono tenute durante l’ultimo congresso nazionale a Roma, aperto dalla Magnifica Rettrice dell’Università la Sapienza, Antonella Polimeni, dal dottor Roberto Copparoni e dalla dottoressa Denise Giacomini, del Ministero della Salute, e a cui hanno partecipato gli oltre trecento specialisti che compongono l’associazione e che hanno votato la fiducia al Prof. Gravina, eletto all’unanimità dal nuovo Consiglio direttivo di Sisdca. Giovanni Gravina affiancherà il presidente attualmente in carica, Patrizia Todisco, per la durata del suo mandato e assumerà l’incarico nel triennio successivo.
A fianco del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, istituzioni cui è chiamata a partecipare ai tavoli e agli studi specifici in materia, la Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare è la più antica società scientifica italiana che si occupa delle patologie dell’alimentazione ed è stata la prima società al mondo a scegliere come focus della propria mission la multidisciplinarietà, includendo tra i suoi membri medici psichiatri e internisti, psicologi e psicoterapeuti, dietisti e nutrizionisti.