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Oncologia e donazione di sangue: ogni sacca conta, ogni donatore è vita


Giornata Mondiale del Donatore: l’appello dell’ADSINT dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano per garantire le cure ai pazienti oncologici.

Oncologia e donazione di sangue sono due mondi strettamente legati da un filo rosso, letteralmente vitale. In occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, che si celebra ogni anno il 14 giugno, l’Associazione ADSINT dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano lancia un appello forte e chiaro: “Ogni sacca conta. Ogni donatore è vita”. Un messaggio che è anche un grido d’allarme: il numero di donatori in Italia è in calo, mentre il bisogno di sangue resta alto e costante, soprattutto in oncologia, dove le trasfusioni sono parte fondamentale del percorso terapeutico.

Un’emergenza silenziosa: servono nuovi donatori

I dati del Centro Nazionale Sangue parlano chiaro: il numero medio di donazioni per ogni donatore attivo in Italia è appena 1,8 l’anno, quando potrebbe essere molto più elevato. L’età media dei donatori cresce, mentre diminuisce la loro frequenza. Le donne rappresentano solo il 33% dei donatori italiani, una percentuale ben distante da quella di altri Paesi europei: in Spagna, ad esempio, superano il 50%. Una crisi che rischia di colpire duramente chi ha più bisogno: i pazienti oncologici. In Italia, circa il 40% delle sacche raccolte è destinato a cure legate all’oncologia, mentre il 50% viene utilizzato in sala operatoria e il 10% per le emergenze. “Donare è un gesto semplice, ma può salvare vite – spiega Rocco Federico Cocchia, presidente di ADSINT –. Il sangue non si può produrre in laboratorio, e senza donatori regolari i pazienti oncologici rischiano di non ricevere trasfusioni essenziali”.

Il sangue è cura: oncologia e solidarietà vanno di pari passo

All’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, uno dei principali poli di riferimento in Europa per la ricerca e la cura in oncologia, il sangue è uno strumento di cura quotidiano. Le trasfusioni accompagnano la chirurgia oncologica, sostengono i pazienti sottoposti a chemioterapia, e spesso rappresentano l’unico mezzo per superare momenti critici. “Ogni sacca può fare la differenza tra la vita e la morte – sottolinea Giancarlo Marino, vicepresidente di ADSINT –. Donare è un atto di responsabilità e un gesto concreto di cittadinanza attiva. Chi dona sangue contribuisce alla salute di tutti e riceve in cambio un controllo medico gratuito e regolare. È prevenzione, è cura”.

Il presidio trasfusionale: garanzia di sicurezza per tutti

La raccolta e la distribuzione del sangue richiedono professionalità e rigore. All’interno dell’Istituto, il Servizio Immunotrasfusionale (SIMT) opera 24 ore su 24 per garantire compatibilità, tracciabilità e sicurezza. “Ogni trasfusione deve essere sicura per il paziente e per il donatore – afferma la dottoressa Annalisa Birolini, responsabile del Centro Donatori del SIMT e del Centro IBMDR per il midollo osseo –. Il nostro lavoro assicura un sistema efficiente, capace di supportare la complessità delle terapie oncologiche con un alto standard di qualità”.

60 anni di impegno, ora serve il tuo

Dal 1965, ADSINT è al fianco dell’Istituto dei Tumori nella promozione della cultura del dono. Nelle scuole, nelle aziende, online: l’associazione lavora ogni giorno per coinvolgere nuovi donatori. Oggi l’obiettivo è chiaro: raggiungere le nuove generazioni. “Abbiamo bisogno di giovani, di donne, di chiunque voglia dedicare un’ora del proprio tempo per salvare una vita – ribadisce Cocchia –. Donare sangue è un gesto piccolo ma potentissimo. E non possiamo permetterci il lusso dell’indifferenza”.

Come diventare donatore

Diventare donatori è semplice e sicuro. Chi desidera dare il proprio contributo può contattare l’Associazione Donatori Sangue – Istituto Nazionale dei Tumori:

Un gesto che richiede poco tempo, ma vale una vita. In oncologia, e non solo, ogni donazione è un atto d’amore.

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