Specialisti under 40, tra i quali anche i radio-oncologi di AIRO Giovani, hanno preso parte al Laudato Medico Young. “Promuovere la relazione medico‑paziente e l’umanizzazione dell’assistenza”
La qualità dell’assistenza sanitaria non dipende solo dall’accuratezza delle diagnosi o dall’efficacia delle terapie. Una parte essenziale del percorso di cura scaturisce infatti dall’ascolto, dalla capacità di accogliere le parole e i silenzi delle persone, dall’esigenza di comprendere i loro bisogni e di costruire una relazione autentica. In un’epoca in cui la tecnologia avanza rapidamente e i percorsi clinici diventano sempre più complessi, la dimensione umana della medicina torna al centro del dibattito professionale: non come elemento accessorio, ma come fondamento imprescindibile di una cura completa. È in questo scenario che si inseriscono iniziative pensate per restituire centralità alla comunicazione e all’empatia, investendo nei giovani medici in formazione.
Da questa consapevolezza nasce Laudato Medico Young, il percorso formativo promosso da Europa Donna e realizzato in collaborazione con l’Università di Milano. Europa Donna è il movimento europeo che tutela i diritti delle donne nella prevenzione e cura del tumore al seno, impegnato da anni nel promuovere una medicina più attenta ai bisogni delle pazienti. Il progetto, avviato nel 2024, è stato pensato per offrire ai giovani professionisti strumenti concreti per sviluppare empatia, capacità di ascolto e consapevolezza nella relazione di cura.
Tra i partecipanti al programma formativo figurano dodici medici under 40, selezionati tra diverse discipline coinvolte nel percorso diagnostico‑terapeutico del tumore al seno. Tra loro (si legge in un comunicato diramato oggi dai radioterapisti) figurano anche i radio‑oncologi di AIRO Giovani, il gruppo che riunisce gli specialisti under 40 dell’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica (AIRO), impegnato nel promuovere studi, ricerche e cultura multidisciplinare all’interno della comunità dei radioterapisti, e in particolare di quanti operano a stretto contatto con l’oncologia.
Uno degli elementi innovativi del percorso è il coinvolgimento strutturato di giovani specialisti provenienti da diverse aree della senologia: radio‑oncologi, radiologi senologi e chirurghi senologi. Una scelta che riflette la natura multidisciplinare della cura del tumore al seno, dove ogni passaggio diagnostico e terapeutico richiede un dialogo costante tra professionisti. “Lavorare in modalità multidisciplinare significa assicurare una cura completa, in cui le competenze si integrano e la persona in trattamento non viene mai vista a compartimenti stagni – osserva Stefano Pergolizzi, presidente AIRO – ragione per cui iniziative come Laudato Medico Young aiutano a sviluppare fin dall’inizio una visione di squadra, che è oggi indispensabile per garantire qualità, continuità e attenzione alla persona”. Questo percorso rappresenta quindi un’occasione di formazione individuale, ma anche un laboratorio di collaborazione condivisa, uno spazio dove i giovani specialisti hanno potuto confrontarsi su approcci, linguaggi e sensibilità diverse, imparando a costruire un modello di cura realmente integrato.
Elemento distintivo del programma è stato il dialogo diretto con le pazienti, che hanno condiviso il vissuto, le fragilità e le aspettative legate al percorso di cura. Un momento di ascolto autentico che ha permesso ai giovani medici di cogliere l’impatto umano delle scelte cliniche, e di comprendere quanto la comunicazione possa influenzare la percezione della malattia, la fiducia nelle terapie e la qualità della vita. “La partecipazione di AIRO Giovani conferma l’impegno dell’Associazione nel promuovere una formazione che integri competenze cliniche e relazionali – ha osservato Roberta Grassi, coordinatrice del sodalizio – riconoscendo nella relazione medico‑paziente una componente centrale del percorso di cura, al pari della qualità delle terapie”.
Riconoscimenti al Laudato Medico U.V.
Nella Sala Bertarelli del Castello Sforzesco di Milano, Europa Donna Italia ha celebrato a fine novembre l’ottava edizione del “Laudato Medico U.V. 2025”. Dedicato al Professor Umberto Veronesi, il riconoscimento viene assegnato ogni anno ai medici che, su segnalazione delle pazienti, hanno saputo rendere concreta una medicina fondata sulla relazione, sull’empatia e sull’ascolto, valori che il Professore ha posto al centro della sua visione della medicina e della relazione medico-paziente. L’appuntamento di quest’anno ha avuto uno speciale valore simbolico perché assegnato nella ricorrenza del centenario dalla nascita di Umberto Veronesi, e trova nel libro “Una carezza per guarire” – scritto a quattro mani con il giornalista medico-scientifico Mario Pappagallo, pubblicato nel 2008 da Sperling & Kupfer – il suo corrispettivo narrativo, culturale e simbolico. Le parole e le riflessioni del volume hanno accompagnato l’intera cerimonia, ricordando che la cura è sempre, prima di tutto, un incontro umano.
Il Riconoscimento al Laudato Medico U.V. è conferito ogni anno a quattro medici delle quattro discipline cliniche fondamentali nella lotta ai tumori: radiologia, chirurgia, oncologia e radioterapia. Le pazienti segnalano sul sito di Europa Donna Italia i nominativi dei medici che sono stati loro più vicini durante il proprio percorso di cura, secondo cinque criteri: disponibilità, empatia, capacità di dialogo, ascolto e sostegno. I nomi dei medici che, per ogni specialità clinica, hanno ricevuto maggiori segnalazioni sono stati verificati e validati dalle quattro società scientifiche di riferimento: SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica), ANISC (Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurgi), AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRO (Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica).
“La relazione con il paziente non è un aspetto accessorio, ma parte integrante della cura – ha precisato Antonella Ciabattoni, radio‑oncologa di AIRO che ha consegnato il premio a Francesca Arcadipane, nella foto sotto con Paolo Veronesi e Rosanna D’Antona – perché è proprio nella comunicazione, nell’ascolto e nel modo in cui si accompagnano le persone che si costruisce una medicina davvero attenta e rispettosa”.

I quattro “laudati medici” proclamati nel corso della cerimonia, che citiamo per dovere di completezza (foto sotto) sono: Riccardo Bussone, Direttore Chirurgia Senologia, Ospedale Cottolengo, Torino; Carlo Alberto Raucci, Direttore Struttura Complessa di Oncologia, Ospedale Cottolengo, Torino; Chiara Massaioli, Dirigente medico radiologo U.O.C. Radiodiagnostica, AST di Pesaro-Urbino e Francesca Arcadipane, Dirigente Medico Specialista in Radioterapia, Dipartimento di Oncologia A.O.U. Città della Salute e della Scienza, Torino.

«Sono particolarmente affezionata a questi riconoscimenti perché danno voce al vissuto delle pazienti – ha affermato Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia. Per tutte noi è un modo per dire grazie ai medici che ogni giorno scelgono l’empatia come parte integrante della terapia. Grazie al Laudato Medico promuoviamo una visione della medicina che sappia ascoltare e accogliere la persona nella sua interezza. Il Professor Veronesi non si stancava mai di ripetere che al centro della cura c’è la persona, non la malattia, e lo ha trasmesso a generazioni di medici, per tutta la sua vita. Anche per questo, non smetteremo mai di manifestare la nostra gratitudine».
«Per curare una persona bisogna sapere chi è, che cosa pensa, che progetti ha, per cosa gioisce e per cosa soffre. Abbiamo sentito pronunciare da lui questa frase centinaia di volte – ha ricordato Paolo Veronesi, ordinario di chirurgia alla Statale di Milano, direttore del Programma di Senologia dell’Istituto Europeo di Oncologia, IEO – e citare questa frase ha sempre un significato speciale. Non è solo un pensiero, ma un invito a non dimenticare che la medicina è prima di tutto relazione, ascolto, attenzione alla persona. Un impegno a costruire una medicina che sappia prendersi cura, e non solo curare. Una medicina che guardi alla scienza con rigore, ma che non perda mai la capacità di accogliere, comprendere e rispettare la vita di chi abbiamo davanti».
L’evento di Celebrazione del Riconoscimento al Laudato Medico U.V. è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Milano, Fondazione Cariplo e Farmindustria, e con il supporto non condizionante di Novartis e Pfizer.




