Ripensare il Servizio sanitario con il PNRR: prevenzione, accesso e digitalizzazione

Intervista ad Andrea Costa, Esperto in strategie di attuazione del Pnrr-Missione 6 Salute, con particolare riferimento agli interventi a livello territoriale,Ministero della Salute. 

Le malattie cardiovascolari emergono come una delle sfide più gravi per la salute pubblica in Italia, con oltre 224mila decessi annuali e una media di circa 600 morti al giorno. Inoltre, più di un milione di pazienti ad alto rischio non riesce a raggiungere gli obiettivi di sicurezza definiti dalle linee guida internazionali, evidenziando l’urgenza di strategie preventive efficaci. È stimato che 47mila decessi potrebbero essere evitati con un controllo regolare dei livelli di colesterolo e che ulteriori vite potrebbero essere salvate intervenendo sull’1% della popolazione affetta da ipercolesterolemia genetica, un gruppo ad alto rischio di morbilità e mortalità precoce (sotto i 50-55 anni).

Questi temi cruciali sono stati discussi durante un incontro organizzato da Motore Sanità in collaborazione con la Società Italiana Studi sull’Arteriosclerosi (SISA). L’evento ha visto la partecipazione di esperti del settore, i quali hanno sottolineato l’importanza di un approccio sistemico nella lotta contro le malattie cardiovascolari, e la necessità di ridurre il divario tra le scoperte scientifiche e la loro applicazione pratica nei processi assistenziali.

Andrea Costa, Esperto in strategie di attuazione del PNRR – Missione 6 Salute, ha commentato: “Il PNRR rappresenta una grande opportunità per trasformare il nostro Servizio sanitario nazionale, non solo per trattare le malattie, ma per prendersi cura della persona nella sua globalità. Sebbene il PNRR non risolva tutti i problemi, offre strumenti per rispondere a molte esigenze e per ripensare il Servizio sanitario. Investire in prevenzione è essenziale, poiché consente di risparmiare nel medio e lungo termine. Rafforzare la medicina del territorio è cruciale e il PNRR fornisce risposte importanti in tal senso. Garantire l’accesso alle cure per tutti i cittadini e investire in telemedicina e digitalizzazione contribuiranno a migliorare l’assistenza sanitaria. È fondamentale che le eccellenze del nostro paese siano messe in rete e che le buone pratiche diventino standard nazionali. Questo richiede un’alleanza tra pubblico e privato, e il contributo di tutti, poiché le nuove terapie innovative sono frutto della ricerca e degli investimenti in questo settore. Sono convinto che, con l’impegno di tutti, riusciremo a cogliere al meglio questa opportunità per migliorare il nostro Servizio sanitario”.

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