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“Stop alla violenza di genere. Formare per fermare”: il progetto Menarini per un’informazione più consapevole


La violenza di genere al centro della formazione giornalistica: un’azione concreta per informare e sensibilizzare.

La violenza di genere è un fenomeno complesso e radicato, che richiede un approccio multidisciplinare e integrato. In questo contesto, il progetto del Gruppo Menarini mira a formare i giornalisti su come trattare il tema con la giusta sensibilità, utilizzando un linguaggio appropriato e basandosi su dati scientifici e psicologici. Come evidenziato da Valeria Speroni Cardi, direttore della comunicazione del Gruppo Menarini, “aiutare i giornalisti a comprendere il fenomeno in profondità significa contribuire a creare una società più consapevole e pronta ad agire. La formazione è essenziale per fornire strumenti adeguati agli specialisti dell’informazione”. Il ruolo dei media si conferma centrale, soprattutto considerando il cosiddetto ‘effetto moltiplicatore’ che tv, web e social media hanno avuto sull’aumento delle chiamate al 1522. Questo numero, fondamentale per le vittime di violenza, ha visto crescere le richieste di aiuto da 2.331 nel primo trimestre del 2023 a 17.880 nello stesso periodo del 2024, dimostrando come un’informazione più capillare possa fare la differenza.

Violenza di genere: i giovani e il peso degli stereotipi

Nonostante i progressi, i dati sugli stereotipi di genere tra i giovani italiani restano preoccupanti. Secondo un’indagine ISTAT, il 16% dei giovani tra i 18 e i 29 anni ritiene accettabile che un uomo controlli abitualmente il cellulare della propria partner. Inoltre, il 4% giustifica uno schiaffo da parte di un ragazzo alla fidanzata in caso di flirt con un altro uomo, e circa il 5% trova normale che “in una coppia scappi uno schiaffo ogni tanto”. Questi numeri, presentati durante i corsi di formazione del progetto, mostrano la necessità di un cambiamento culturale profondo. Come sottolineato da Danila Pescina, psicologa e criminologa, “è evidente che le campagne di prevenzione non hanno ancora raggiunto un linguaggio che i giovani possano comprendere pienamente. Gli atteggiamenti violenti continuano a essere visti come parte di dinamiche relazionali accettabili, dimostrando l’urgenza di un’educazione culturale più incisiva”.

L’impatto della violenza di genere sulle strutture sanitarie

La violenza di genere non solo colpisce direttamente le vittime, ma ha anche un impatto significativo sulle strutture sanitarie. Nel 2022, si sono registrati quasi 15.000 accessi ai pronto soccorso per violenza, con oltre 1.196 ricoveri. Vittoria Doretti, responsabile della Rete Regionale Codice Rosa, ha sottolineato l’importanza di un’accoglienza dedicata e di un lavoro in team per garantire il supporto necessario alle vittime: “I percorsi condivisi con enti, istituzioni e associazioni sono essenziali per offrire risposte tempestive e adeguate”. La formazione degli operatori sanitari è un tassello fondamentale per migliorare l’assistenza: dal 2023, l’Istituto Superiore di Sanità ha formato 18.000 professionisti in 651 pronto soccorso italiani, con l’obiettivo di riconoscere e trattare tempestivamente i casi di violenza di genere.

Verso un’informazione più responsabile

I dati confermano che una comunicazione consapevole e mirata può avere un impatto tangibile nella lotta contro la violenza di genere. Progetti come “Stop alla violenza di genere. Formare per fermare” dimostrano l’importanza di coinvolgere i media e di investire nella formazione per promuovere un cambiamento culturale a lungo termine. Grazie a questa iniziativa, che ha già toccato città come Milano, Roma e Firenze, è emerso un dato significativo: un incremento dell’83,5% delle chiamate al numero anti-violenza e stalking 1522, secondo i dati ISTAT riferiti al primo trimestre del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023. Questo risultato evidenzia l’efficacia di una comunicazione mirata, capillare e ben strutturata, che può incidere positivamente sulla percezione del problema e motivare un numero crescente di persone a chiedere aiuto.

In vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, questo progetto si rivela ancora più significativo. Il 25 novembre è una data simbolo nella lotta contro la violenza di genere, un momento in cui è fondamentale ricordare l’importanza di educare, sensibilizzare e dare voce alle vittime. Le iniziative come quella promossa dal Gruppo Menarini sono un passo fondamentale per rafforzare il messaggio di solidarietà e impegno nella costruzione di una società priva di violenza e discriminazioni.

Il fenomeno della violenza di genere non è solo una questione individuale, ma un problema sociale che richiede l’impegno collettivo di istituzioni, media, operatori sanitari e della società civile. Solo attraverso un lavoro sinergico sarà possibile garantire alle vittime il supporto necessario e costruire una cultura di rispetto e parità di genere.

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