Il Covid ci toglie il sangue

La raccolta di sangue in Italia risente dell’effetto della pandemia, la popolazione dei donatori attivi è calata di poco meno del due per cento, con un aumento dell’età media dei donatori.

Le conseguenze negative si avvertono soprattutto d’estate, quando
puntualmente, da parte del Centro Nazionale Sangue, si segnalano carenze. I
trend negativi si sono registrati anche nei primi mesi del 2022 e il rischio è
un’emergenza sangue ancora più accentuata rispetto al passato, mentre
l’invecchiamento della popolazione dei donatori è del 9,6% rispetto al 2012.

L’emergenza sangue limita la possibilità di eseguire interventi chirurgici,
e condiziona le terapie salvavita come nei beta talassemici. Da qui la
decisione dell’Associazione Piera Cutino di lanciare un appello, tramite una
conferenza stampa all’Auditorium del Ministero della Salute: “non dimenticatevi
di noi” è il tema ricorrente.

“Abbiamo lanciato una campagna per sensibilizzare alla donazione di sangue e
arruolare nuovi volontari, soprattutto tra i più giovani – afferma il fondatore
dell’Associazione Piera Cutino -. Il 14 giugno si è celebrato il World Blood
Donor Day e la nostra associazione, da sempre impegnata per la difesa dei
pazienti talassemici, quest’anno vuole sottolineare il contributo fondamentale
delle donazioni per chi è colpito da questa patologia”. Lo spot è stato
realizzato con il supporto di Fondazione Sicilia e Celgene.

“Il claim del video ‘Siamo tutti uniti da un filo rosso. Mai per caso. Dona
il sangue’ racchiude il messaggio che vogliamo trasmettere soprattutto ai più
giovani – afferma Enza Ricotta paziente con talassemia major seguita al Campus
di Ematologia Cutino di Palermo e protagonista dello spot –. questa campagna
permette di dare ancora più valore al messaggio che vogliamo diffondere.

La donazione di sangue è fondamentale per noi pazienti talassemici, senza le
trasfusioni non possiamo vivere e l’estate è per noi un periodo molto
complicato”. “Il filo rosso fa bene a chi riceve ma anche a chi dona. Sapere
che qualcuno riesca a vivere anche grazie a te è un’emozione indescrivibile.
Realizzare questo spot ha significato per me poter raccontare un sentimento che
provo da anni. Il filo rosso che unisce donatori e pazienti esiste davvero”,
conclude Emilio Pursumal, donatore di sangue, entrato a far parte del cast in
qualità di comprimario.

“Nonostante le nuove terapie, le trasfusioni di sangue rappresentano per i
pazienti talassemici trattamenti salvavita – spiega Gian Luca Forni, Direttore
del Reparto di Microcitemia dell’Ospedale Galliera di Genova –, i pazienti con
beta talassemia eseguono mediamente due trasfusioni di sangue al mese, per
tutta la vita. Le nuove opzioni di trattamento permettono di ridurre fino al
50% il fabbisogno di sangue e migliorano la qualità di vita di queste persone
ma le trasfusioni rappresentano ancora un’opzione indispensabile”.

“È arrivato il momento di mettere la donazione sangue al centro degli
interventi della sanità pubblica. Occorre che, urgentemente, come per il Cov19,
sia il Ministero alla Salute che quello all’Istruzione, investano in
formazione, pubblicità e risorse per questo settore – afferma Aurelio Maggio,
Direttore Campus ematologia Franco e Piera Cutino -. Occorre, inoltre,
eliminare la competizione economica tra settori della sanità che spingono
Medici e Infermieri Professionali a rivolgersi, maggiormente, al settore
Cov19”.

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