Vaccinazioni, c’è ancora molto da fare: livelli bassi di copertura e disomogeneità territoriale

La Regione Piemonte garantisce un’ampia offerta vaccinale per l’adulto ma attualmente per il vaccino anti-herpes zoster la copertura vaccinale è ferma al 4% – contro un obiettivo nazionale stabilito del 50% – e quella per il vaccino anti-pneumococco è ferma al 18% contro un obiettivo nazionale stabilito del 75%. Sull’attività vaccinale c’è ancora molto da fare perché il dato critico è rappresentato da livelli ancora bassi di copertura e disomogeneità territoriale.

La salute è un bene di tutti e nessuno deve essere lasciato solo e indietro, in particolare le persone più fragili. Sul tema della vaccinazione, a cui è stato dedicato l’evento “Percorso vaccinale per i malati cronici. Piano nazionale di prevenzione vaccinale e sue applicazioni regionali nell’ambito della vaccinazione dell’adulto – Piemonte”, organizzato da Motore Sanità, Cittadinanzattiva Piemonte segnala una grave difficoltà, se non assenza, di segnalazione delle vaccinazioni fortemente consigliate nei percorsi dei malati cronici, quindi neanche in buona fede il cittadino pensa che sia opportuno vaccinarsi.

Mara Scagni, segretaria regionale Cittadinanzattiva Piemonte spiega, infatti, che bisogna che tutte le Asl aggiornino i percorsi per i malati cronici inserendo l’informazione e l’assistenza vaccinale e che parta una campagna di vaccinazione importante a carico delle Asl.  “Inoltre, chiediamo fortemente che il nuovo Piano venga preso in carico e venga data la maggiore informazione e attuazione”.

Altra nota dolente: la disomogeneità dell’offerta vaccinale sul territorio.

 “E’ un dato molto rilevante per il Piemonte rispetto ad altre regioni e su questo c’è ancora molta strada da fare – sottolinea Mara Scagni -: auspichiamo che l’Assessorato alla Sanità dia indicazioni precise ai Direttori generali delle Asl perché si superi questo gap e che aumenti la consapevolezza dell’utilità delle vaccinazioni, specialmente nelle situazioni di maggiore debolezza. È l’informazione che bisogna dare: ci sono alcune vaccinazioni che bisogna riuscire a fare conoscere e ad applicare, perché siamo usciti da un periodo Covid che le ha messe anche in discussione; ricordiamo che alcune vaccinazioni possono essere anche salvavita, quindi bisogna assolutamente riuscire a raggiungere valori maggiori di adesione”.

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