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Io sono Marie Curie: il romanzo di Sara Rattaro che racconta la scienza come atto di salute, coraggio e rivoluzione

Dal laboratorio al corpo, dalla ricerca alla medicina moderna: il ritratto di Marie Curie diventa una riflessione attualissima su salute, genere e accesso alla scienza.

Marie Curie non è solo una delle più grandi scienziate della storia. È una figura centrale anche per la storia della sanità moderna, della medicina sperimentale e del rapporto tra scienza, corpo e rischio. Io sono Marie Curie, il romanzo di Sara Rattaro pubblicato da Sperling & Kupfer, restituisce questa complessità con una narrazione intensa e accessibile, capace di parlare al presente partendo da una vita che ha cambiato per sempre il modo di intendere la ricerca scientifica.

Attraverso una scrittura limpida e coinvolgente, Rattaro segue Marie Sklodowska dai primi anni di formazione, fino alle grandi scoperte che l’hanno portata a essere l’unica donna ad aver vinto due Premi Nobel e l’unica persona a ottenerli in due discipline diverse: fisica e chimica. Ma il romanzo non è una semplice biografia: è il racconto di una scienza vissuta sulla pelle, letteralmente.

Scienza, salute e rischio: il corpo come luogo della ricerca

Uno degli aspetti più potenti del romanzo è il modo in cui emerge il legame tra ricerca scientifica e salute. Marie Curie lavora in un’epoca in cui la radioprotezione non esiste, in cui i rischi dell’esposizione alle radiazioni sono ignoti o sottovalutati. La sua dedizione assoluta alla ricerca sul radio e sul polonio contribuirà allo sviluppo della medicina moderna, in particolare della radioterapia, ma avrà un prezzo altissimo sul suo stesso corpo.

Marie morirà nel 1934 per un’anemia aplastica causata da anni di esposizione alle radiazioni. Un dato noto alla storia della medicina, che nel romanzo assume un valore simbolico fortissimo: la scienza che cura è anche scienza che consuma, se non accompagnata da conoscenza, tutela e sistemi di protezione. Un tema oggi centrale in sanità pubblica, dalla sicurezza sul lavoro alla sostenibilità della ricerca.

Donna, scienziata, paziente di un sistema ostile

Rattaro mette in luce con grande efficacia il contesto sanitario e scientifico maschilista e conservatore in cui Marie Curie è costretta a muoversi. Essere donna significa essere esclusa, messa in discussione, osservata più per la vita privata che per i risultati scientifici. Marie è una scienziata, ma anche una lavoratrice della conoscenza senza tutele, una madre, una vedova, una donna esposta al giudizio morale. In questo senso, Io sono Marie Curie diventa anche un romanzo sul peso psicologico e sociale della cura, sull’isolamento e sulla resilienza necessaria per restare dentro un sistema.

Dalla ricerca pura alla medicina moderna

Il contributo di Marie Curie alla salute pubblica va ben oltre il laboratorio. Le sue scoperte hanno aperto la strada all’uso medico delle radiazioni, cambiando per sempre la diagnosi e la cura di numerose patologie oncologiche. Durante la Prima guerra mondiale, Marie organizzò le prime unità mobili di radiografia, portando la diagnostica vicino ai feriti: un esempio precoce di sanità di prossimità e innovazione applicata. Il romanzo restituisce questa dimensione con grande rispetto scientifico, evitando semplificazioni e mostrando come la ricerca possa diventare cura concreta, anche in condizioni estreme.

Una narrazione che parla alla sanità di oggi

Il messaggio finale del libro – “indossate il vostro coraggio e sfidate il mondo” – risuona in modo particolare nel contesto sanitario contemporaneo. In un’epoca segnata da carriere scientifiche fragili per chi lavora nella sanità, la storia di Marie Curie appare più attuale che mai.

Sara Rattaro riesce a tenere insieme rigore storico, sensibilità narrativa e consapevolezza scientifica, offrendo un ritratto che non mitizza ma umanizza una delle figure più importanti della medicina e della scienza moderne. Io sono Marie Curie non è solo un romanzo da leggere: è una riflessione necessaria su cosa significhi fare scienza, oggi, senza dimenticare il corpo, la salute e il prezzo umano dell’innovazione.


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