La mortalità cardiovascolare è una delle principali cause di morte in Italia e nel mondo. Le malattie cardiovascolari, come l’infarto del miocardio, l’ictus, l’insufficienza renale, sono responsabili di un numero significativo di decessi ogni anno. Inoltre, i pazienti cronici rappresentano un gruppo importante di utilizzatori delle risorse sanitarie. Secondo le stime, circa il 30% dei pazienti cronici assorbe oltre il 70% delle risorse sanitarie, a causa della gestione delle loro condizioni di salute complesse e della necessità di trattamenti a lungo termine.
Basta scorrere i numeri per comprendere la portata di questo problema di Salute pubblica: In Italia 11,5 milioni di persone presentano fattori di rischio cardio-nefro-metabolico, 4,6 milioni di pazienti devono fronteggiare un’alta complessità clinica del loro stato di salute (caratterizzato da importanti comorbilità, diabete di tipo 2, insufficienza renale cronica, scompenso cardiaco). Il 78,8% ha una sola patologia core, il 20% ne ha due e il 3% ne ha 3.
Tutto ciò oltre che sul piano clinico e sociale ha un impatto anche in termini di costi per l’assistenza. Il costo annuo per un paziente in dialisi ammonta a circa 50 mila euro, per un malato affetto da scompenso cardiaco si aggira attorno agli 11 mila euro.
IL PROGETTO
Un progetto pilota condotto in Campania dai Medici di medicina generale (Progetto MRC, Malattie Rare e Croniche) ha monitorato 212 mila pazienti attraverso 167 Medici nell’ambito di un più ampio sforzo per migliorare la gestione delle malattie rare e croniche nella regione Campania.
Ne è emerso che ben 66.900 pazienti presentano almeno un fattore di rischio, solo 29 mila di essi hanno un dato registrato di eGFR (estimated Glomerular Filtration Rate) e/o albuminuria che stimano la funzione renale, ovvero la capacità dei reni di filtrare scorie dal sangue e il danno renale. E ancora solo 2900 persone del campione hanno mostrato di possedere almeno una richiesta di visita nefrologica. Dati che parlano da soli e che dimostrano una sottodiagnosi sistemica e una mancata presa in carico precoce con impatti economici e clinici .
LE AZIONI
Queste premesse evidenziano l’importanza di puntare sulla Prevenzione per promuovere stili di vita salutari e prevenire le malattie cardiovascolari, l’esigenza di una gestione integrata e innovativa delle condizioni croniche dal punto di vista diagnostico, clinico e assistenziale soprattutto negli asset delle cure di prossimità per evitare le ospedalizzazioni improprie che generano ulteriori costi evitabili nella gestione del paziente e per migliorare la gestione delle condizioni di salute croniche e ridurre le complicazioni e le ospedalizzazioni. Il tutto per aumentare l’efficienza dell’uso delle risorse e garantire la sostenibilità del sistema sanitario.
LA PREVENZIONE
Ma andiamo con ordine e partiamo dall’importanza della prevenzione. Questo concetto spesso concepito in maniera astratta nella vita dei pazienti e delle famiglie deve essere una pratica attiva in tutte le fasi della patologia cronica ricordando che la prevenzione primaria agisce prima dell’insorgenza della malattia e prevede un maggiore consapevolezza dei fattoi di rischio e delle modalità per ridurne l’impatto nella vita quotidiana. La prevenzione secondaria invece agisce sul fronte della diagnosi precoce di una malattia per rallentarne la progressione. Quindi c’è la prevenzione terziaria che in corso di terapia punta all’aderenza terapeutica e al mantenimento dell’equilibrio garantito dalla cure per evitare riacutizzazioni della patologia cronica da cui si è affetti. Infine la prevenzione quaternaria che punta essenzialmente sulla riduzione dell’ospedalizzazione. Il risparmio potenziale conseguibile da queste quattro direttrici di intervento è significativo sia dal punto di vista strettamente clinico sia in termini di utilizzo di risorse per il governo della Salute.
IL PROGETTO PILOTA
Il progetto pilota condotto con i Medici di Medicina generale è un modello di medicina di iniziativa che prevede screening attivo effettuato presso gli studi singoli o associati del Medici di famiglia per soggetti a rischio (Ipertensione, diabete, Obesità, Cvd), Formazione Ecm e schede nefrologiche personalizzate per migliorare la presa in carico precoce dei pazienti e la diagnosi precoce.
LA PROPOSTA DI LEGGE
In merito Esiste una proposta di legge nazionale che prevede un programma diagnostico finanziato con 2,5 milioni di euro nel 2025 e 2 milioni all’anno per il biennio successivo e un Osservatorio nazionale sulle malattie rare e croniche che prevede anche campagne di sensibilizzazione con una dita di 150 mila euro l’anno.
TERAPIE ATTUALMENTE DISPONIBILI
La malattia renale cronica (CKD) e lo scompenso cardiaco sono due condizioni mediche strettamente correlate. Le nuove terapie hanno modificato la prognosi: esistono farmaci come gli inibitori di SGLT-2 efficaci nel diabete, nelle malattie renali croniche e scompenso cardiaco.
Ci sono poi gli agonisti di Glp-1 efficaci in pazienti diabetici e obesi con malattie cardiovascolari .
Poi i Mineralocorticoid Receptor Antagonists (MRA) non steroidei (Finerenone) molto efficaci come evidenziato nei trial Fidello, Figaro, Fine Arts. La sfida su questo fronte è superare l’inerzia terapeutica e gestire la politerapia che può arrivare fino a 20-25 compresse al giorno che comporta un’aderenza terapeutica che spesso non raggiunge il 50%. Il Forum cardiovascolare Altems propone dunque una strategia di ottimizzazione dell’accesso alle tecnologie sanitarie semplificando i percorsi e riducendo le barriere burocratiche.
ACCESSO ALLE CURE
Sul fronte dell’accesso alle cure persistono limitazioni burocratiche come piani terapeutici che funzionano più come corsa ad ostacoli per l’accesso alle terapie che come sistema di gestione dell’appropriatezza clinica scoraggiando molti pazienti, soprattutto i più fragili che hanno difficoltà a muoversi nelle complesse articolazioni che governano questo approdo. I Medici di medicina generale attualmente non sono coinvolti nella prescrizione dei farmaci innovativi pur essendo il principale pilastro del rapporto fiduciario con i pazienti sui territori.
La nota Aifa sulle Gliflozine – (parliamo di una classe di farmaci utilizzati per trattare il diabete di tipo 2 e lo scompenso cardiaco (bloccano la proteina SGLT2 nei tubuli renali, che normalmente riassorbe la maggior parte del glucosio filtrato dal sangue, così inibiscono il trasporto del glucosio nel rene favorendone l’eliminazione con le urine e abbassando così la glicemia, con benefici aggiuntivi per cuore e reni) ha rimosso un ostacolo ma servono ulteriori semplificazioni. E’ infine necessario un modello di governance condivisa per garantire equità e continuità assistenziale.
RUOLO DEL TERRITORIO
Il territorio e l’assistenza di prossimità nello scenario disegnato è un pilastro cruciale per la diagnosi precoce delle malattie rare e croniche, la presa in carico continuativa e l’assistenza a domicilio del paziente inteso come primo luogo di cura. Le Case di Comunità le Cot (Centrali operative territoriali) sono nodi strategici per l’interconnessione e l’integrazione tra ospedale e territorio e anche la nuova legge delega approvata di recente in Consiglio dei ministri ribadisce la centralità di questo asse portante del miglioramento delle cure per i pazienti cronici. La mappatura dei processi territoriali ha evidenziato criticità e frammentazione ma anche opportunità di costruzione di percorsi omogenei.
DIGITALIZZAZIONE E TELEMEDICINA
La digitalizzazione e la telemedicina e l’ospedale virtuale sono gli strumenti su cui poggia il Servizio sanitario nazionale per la propulsione verso l’innovazione, la riduzione dei costi e il miglioramento delle cure. Alcune Regioni su questo fronte possono rappresentare un modello di buone pratiche. Come la Lombardia che ha avviato una piattaforma unica per Televisite, Telemonitoraggio, Teleconsulti multidisciplinari. E’ stato inoltre introdotto un nomenclatore regionale ad hoc per le prestazioni digitali. Il sistema SGDT (Sistema di gestione digitale del territorio) consente il tracciamento delle transizioni tra ospedale, domicilio e Casa della Comunità.
La Telemedicina, inoltre, è ora tra gli obiettivi dei direttori generali delle aziende sanitarie
COLLABORAZIONE PUBBLICO PRIVATO
Fondamentale infine, per sviluppare armonicamente modelli organizzativi integrati, valorizzare le competenze multidisciplinari e per coinvolgere cittadini, Caregiver e associazioni, è l’attivazione di un tavolo permanente regionale (in Lombardia ma anche in altre realtà territoriali) sulla digitalizzazione e l’innovazione terapeutica. In questa chiave va ricordato che Farmacie e Medici di medicina generale sono risorse chiave per la capillarità e la medicina di iniziativa.
IN SINTESI
La gestione delle malattie rare e croniche è un tema cruciale per il sistema sanitario italiano. Il progetto pilota condotto in Campania dai Medici di medicina generale ha evidenziato la necessità di migliorare la diagnosi e la cura di queste condizioni, riducendo i ritardi diagnostici e migliorando l’accesso alle cure.
I punti qualificancti del progetto sono:
- Importanza della prevenzione: promuovere stili di vita salutari e prevenire le malattie cardiovascolari è fondamentale.
- Gestione integrata: la gestione delle condizioni croniche richiede un approccio integrato e innovativo, soprattutto negli asset delle cure di prossimità.
- Digitalizzazione e telemedicina: la digitalizzazione e la telemedicina sono strumenti chiave per migliorare la gestione delle malattie rare e croniche.
La proposta di legge nazionale prevede un programma diagnostico finanziato e un Osservatorio nazionale sulle malattie rare e croniche. Le terapie attualmente disponibili, come gli inibitori di SGLT-2 e gli agonisti di Glp-1, hanno modificato la prognosi di queste condizioni.
Le priorità sono: - Superare l’inerzia terapeutica: è importante superare l’inerzia terapeutica e gestire la politerapia per migliorare l’aderenza terapeutica.
- Accesso alle cure: è necessario semplificare i percorsi e ridurre le barriere burocratiche per garantire l’accesso alle cure.
Il ruolo del territorio e dell’assistenza di prossimità è cruciale per la diagnosi precoce e la presa in carico continuativa dei pazienti. La digitalizzazione e la telemedicina sono strumenti chiave per migliorare la gestione delle malattie rare e croniche.
Obiettivi del progetto:
- Migliorare la diagnosi e la cura delle malattie rare e croniche
- Ridurre i ritardi diagnostici e migliorare l’accesso alle cure
- Promuovere la collaborazione tra i professionisti sanitari e le associazioni dei pazienti
Risultati attesi:
- Miglioramento della qualità della vita dei pazienti
- Riduzione dei costi sanitari
- Aumento dell’efficienza nella gestione delle malattie rare e croniche




