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Riforme, in Cdm semaforo verde 
al Ddl per la tutela del caregiver familiare

Il Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi oltre alla proposta di riforma del Servizio sanitario nazionale ha approvato il disegno di legge per il riconoscimento e la tutela del caregiver familiare. Si tratta di un pacchetto di interventi strutturali che prevede il riconoscimento giuridico della figura, tutele previdenziali e lavorative concrete e sostegno economico per chi si prende cura dei propri cari. Un passo importante per dare dignità a chi, ogni giorno, mette la propria vita al servizio degli altri.
I care giver familiari assorbono una fetta importante dell’assistenza a pazienti gravemente minati da patologie croniche e degenerative che comportano la perdita di autonomia a tutte le età. Un ruolo, quello del care giver familiare, che assolve a funzioni di cura di familiari con disabilità, malattie croniche o fragilità, diventato insostituibile rispetto anche alle più complesse offerte di sanità pubblica domiciliare.
Un ruolo assolto peraltro non solo da familiari (coniuge, figlio, genitore, fratello, sorella, ecc.) ma spesso anche da persone che vivono con il paziente e che lo assiste regolarmente. Persone che si occupano delle esigenze quotidiane del paziente, come l’aiuto personale (igiene, vestizione, alimentazione), la gestione della casa e delle faccende domestiche, l’accompagnamento a visite mediche e terapie, la gestione dei farmaci e delle terapie. Un ruolo che alla lunga comporta grande stress e fatica, un notevole impatto sulla vita personale e lavorativa, difficoltà oggettive nel conciliare le esigenze del paziente con le proprie e finora una sostanziale mancanza di supporto e riconoscimento nonostante la vigenza di alcune leggi che sono intervenute negli anni a migliorare questo quadro. Basti pensare alla legge 104 del 1992 (Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità), alla legge 205/2017 (Legge di Bilancio 2018, che ha introdotto il Bonus caregiver) e più di recente la legge 234/2021 (Legge di Bilancio 2022, che ha esteso il Bonus caregiver). Quello che ancora manca tuttavia è l’integrazione dei servizi di supporto con il care-giver familiare (Servizi di assistenza domiciliare

  • Centri diurni, gruppi di auto-aiuto, formazione e informazione) ma soprattutto un riconoscimento giuridico, economico e sociale del ruolo svolto oltre che supporto e tutele per garantire la sua salute e il suo benessere.

A questo provvede il nuovo disegno di legge approvato in Consiglio dei Ministri per il riconoscimento e la tutela del caregiver familiare. La norma prende le mosse dalla proposta del Ministro per le Disabilità di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nel merito si tratta di un pacchetto di interventi strutturali che ne prevedono il riconoscimento giuridico, tutele previdenziali e lavorative e sostegno economico al Care giver familiare. Una svolta dunque attesa da anni. “Per la prima volta nel nostro Paese, il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase caratterizzata da annunci e iniziative prive di risposte strutturali”, dichiara il presidente della FISH Vincenzo Falabella. Si tratta, infatti, di una questione di grande rilevanza sociale, che riguarda direttamente la tenuta del nostro sistema di welfare e la qualità della vita di milioni di cittadini, che si trovano a sostenere un impegno costante, gravoso e altamente complesso, senza adeguate tutele, riconoscimenti o sostegni.
Il disegno di legge è atteso ora al vaglio delle Camere per imboccare la strada della definiva approvazione che dovrebbe essere in discesa. La FISH ribadisce la propria disponibilità al confronto con le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti, affinché il percorso legislativo porti a un risultato all’altezza delle aspettative e dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

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