Contenuti esclusivi

Qualità delle cure e sicurezza dei pazienti: 
Unione ambulatori e poliambulatori
in conferenza a Roma il 28 gennaio

Il nodo del nomenclatore tariffario, le norme regolamentari delle...

Aspirina e Covid-19: nuove evidenze sui meccanismi molecolari di protezione

L’acido acetilsalicilico è uno dei farmaci antinfiammatori più utilizzati...

Digital health: quanto rende l’innovazione. Da Aifa il nuovo Piano nazionale HTA 


Qual è il ritorno sociale ed economico degli investimenti in sanità digitale? E’0 questo uno dei nodi più intricati della trasformazione sanitaria: misurare il valore generato dalla digital health, andando oltre l’entusiasmo per la tecnologia e il semplice calcolo dei costi. “The Social and Economical Return of Investment on Digital Health” è un focus promosso a Napoli alla Fondazione Triassi per il Management Sanitario, in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Ricerca in Management Sanitario e Innovazioni in Sanità (CIRMIS) e con il Master di II Livello in Management Sanitario dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Sotto la lente un tema centrale per decisori, manager e professionisti: “La sanità digitale (telemedicina, monitoraggio da remoto, piattaforme di presa in carico, strumenti di supporto ai percorsi clinici, servizi digitali per cittadini e operatori) – avverte Triassi – promette benefici importanti ma per guidare scelte solide servono metriche e metodi capaci di stimare non solo il risparmio immediato ma anche l’impatto su esiti di salute, continuità assistenziale, accesso alle cure, tempi di attesa, appropriatezza, riduzione di prestazioni duplicate, oltre agli effetti indiretti su famiglie, lavoro e comunità. In altre parole: investire in digitale ha senso quando migliora risultati e organizzazione e quando il valore prodotto è misurabile e confrontabile. Parliamo di strumenti che rafforzano concretamente la capacità, l’efficacia e la resilienza dei sistemi sanitari. La pandemia ha mostrato con chiarezza la duplice natura del nostro prezioso sistema sanitario: da un lato, un bene essenziale per la protezione della vita, l’equità e la resilienza sociale; dall’altro, un settore caratterizzato da significativi impatti sociali, economici e ambientali”.
Ad aprire l’incontro il professor Pasquale Arpaia professore ordinario di misure elettriche ed elettroniche della Federco II. Seguiranno gli interventi di Maria Triassi e di Antonio Salvatore (Dipartimento Salute di Federsanità Anci Campania) in un confronto orientato a chiarire come valutare il ritorno degli investimenti e come integrare queste valutazioni nei processi di programmazione e management sanitario.
Il punto di partenza è il contesto nel quale la rivoluzione digitale consente un uso più efficiente delle risorse (umane, finanziarie, ambientali), costituendo uno dei pilastri portanti dello sviluppo sostenibile. Innovazione e digitalizzazione hanno dunque un ruolo cruciale per la tenuta e la sostenibilità di tale sistema. Tuttavia, il valore della tecnologia, inserita in una organizzazione, non riguarda il solo ambito sanitario, ma coinvolge tutti gli ambiti di ricaduta (sociali, economici e ambientali). “In presenza di massicci investimenti in sanità digitale, bisogna individuare strumenti di selezione di tali innovazioni in grado di quantificare l’effettivo valore sociale, economico e ambientale generato da ogni euro investito, in un contesto che coinvolge pazienti, caregiver, team di cura, strutture sanitarie e ambiente”. La selezione riguarda non solo la scelta della tecnologia ma anche il suo impatto sui costi delle singole prestazioni sanitarie e, per l’effetto, sui sistemi di remunerazione, poiché, nonostante le significative risorse incrementali stanziate per la sanità negli ultimi anni, il fabbisogno delle stesse è in costante e forte crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione e delle maggiori cronicità.
Nell’evento saranno illustrati strumenti, tecniche e modelli anche sperimentali di determinazione del valore delle soluzioni digitali lungo il loro intero ciclo di vita, utili a supportare il processo decisionale orientato a garantire equità, efficienza e qualità dei sistemi sanitari.
Intanto, a livello nazionale, si registra il via libera ai 13 milioni di euro sbloccati e messi nel piatto dal Governo con cui diventa pienamente operativo il nuovo Piano nazionale HTA 2026-2028. In pista anche le nuove Linee Guida AIFA per la negoziazione del prezzo di rimborso dei farmaci che sono state salutate positivamente dalle aziende per la struttura modulare che rende più chiara l’analisi della procedura soprattutto dalle Pmi, la trasparenza su prezzi EU e i contributi pubblici, l’integrazione multi-dimensionale (clinica, economica, organizzativa) e il riconoscimento di PROMs/PREMs ossia rispettivamente l’esperienza che il paziente vive con i servizi sanitari e la misura degli esiti di salute dal punto di vista del paziente.
Di contro emerge che il sistema di valutazione accende i riflettori e valuta ancora il farmaco isolato meno il ciclo completo di cura, vige una carenza di integrazione sistematica dati real-world e non ci sono incentivi a competere sugli outcome. Come bilanciare dunque il rigore metodologico HTA e pragmatismo nella pratica clinica e incentivare davvero la competizione sul valore?
Ma torniamo ai dispositivi medici: i 13 milioni complessivi stanziati come Fondo per sostenere un sistema omogeneo nazionale di governance di questo settore, in particolare l’HTA, è alimentato annualmente dello 0,75% del fatturato al netto delle vendite ad aziende sanitarie del Servizio sanitario nazionale (SSN). Parliamo di dispositivi medici e grandi apparecchiature. In base alle norme che disciplinano questo settore un terzo delle risorse è destinato in via esclusiva all’AGENAS, agenzia deputata ad un ruolo centrale nel funzionamento del Piano. La fase di applicazione di quest’ultimo sono state ancorate alla reale disponiblità delle risorse diventate tali solo alla fine dello scorso anno quando sono stati sciolti i nodi posti da vari ricorsi amministrativi presentati contro il decreto interministeriale che identificava il fondo. Nel frattempo la Conferenza Stato Regioni a fine 2025 ha fatto scattare il semaforo verde consentendo ad Agenas di far partire immediatamente il piano.
Ma in costa consiste tale novità nell’ambito della governance Gta dei dispositivi medici?
Il Programma prevede un articolato insieme di interventi strategici per migliorare la valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA) in Italia: nel dettaglio
Di tratta della produzione di 50-100 valutazioni HTA nel 2026 su dispositivi medici ad alto impatto clinico, organizzativo ed economico, l’Implementazione sistematica dei processi di appraisal e formulazione di raccomandazioni per supportare le decisioni di policy e procurement, la formazione di base e avanzata per gli utilizzatori delle valutazioni HTA, con l’obiettivo di coinvolgere fino a 1.500 operatori ogni anno, lo sviluppo e messa in esercizio della piattaforma informatica nazionale di supporto al PNHTA. E ancora l’avvio di progetti di ricerca per la generazione di evidenze, con particolare riferimento a real-world data e esiti clinici, il rafforzamento delle attività di comunicazione, informazione e coinvolgimento degli stakeholder. Il tutto avendo come faro il miglioramento della qualità delle valutazioni HTA, il sostegno concireto alle decisioni di policy e procurement, la trasparenza e la comunicazione sulle valutazioni HTA e il potenziamento della capacità dei professionisti sanitari di utilizzare le valutazioni HTA.

Seguici!

Ultimi articoli

Qualità delle cure e sicurezza dei pazienti: 
Unione ambulatori e poliambulatori
in conferenza a Roma il 28 gennaio

Il nodo del nomenclatore tariffario, le norme regolamentari delle...

Aspirina e Covid-19: nuove evidenze sui meccanismi molecolari di protezione

L’acido acetilsalicilico è uno dei farmaci antinfiammatori più utilizzati...

Droni salvavita in Abruzzo, primo test italiano rivoluziona l’emergenza 118

Defibrillatore pilotato arriva quattro minuti prima dell’ambulanza, aumentando fino...

Newsletter

Registrati e ottieni le nostre rassegne stampa in esclusiva!

spot_img

Da non perdere

Qualità delle cure e sicurezza dei pazienti: 
Unione ambulatori e poliambulatori
in conferenza a Roma il 28 gennaio

Il nodo del nomenclatore tariffario, le norme regolamentari delle...

Aspirina e Covid-19: nuove evidenze sui meccanismi molecolari di protezione

L’acido acetilsalicilico è uno dei farmaci antinfiammatori più utilizzati...

Droni salvavita in Abruzzo, primo test italiano rivoluziona l’emergenza 118

Defibrillatore pilotato arriva quattro minuti prima dell’ambulanza, aumentando fino...

Alzheimer, nei geni i segreti del cervello degli anziani dalla mente lucida

Uno studio su una popolazione di ultraottantenni ha decifrato...
spot_imgspot_img

Puglia, Decaro cambia passo e vara la nuova Giunta regionale: Pentassuglia alla Sanità, Di Sciascio allo Sviluppo economico

Tagliati i ponti con la stagione emilianista, il nuovo esecutivo unisce esperienza e innovazione. Pentassuglia alla Sanità, Di Sciascio allo Sviluppo economico. Emiliano ai...

Qualità delle cure e sicurezza dei pazienti: 
Unione ambulatori e poliambulatori
in conferenza a Roma il 28 gennaio

Il nodo del nomenclatore tariffario, le norme regolamentari delle farmacie dei servizi, Il riordino della rete laboratoristica, la riorganizzazione delle cure di prossimità: sono...

Aspirina e Covid-19: nuove evidenze sui meccanismi molecolari di protezione

L’acido acetilsalicilico è uno dei farmaci antinfiammatori più utilizzati al mondo: un farmaco anti-infiammatorio non steroideo (FANS) che agisce inibendo l'enzima cicloossigenasi (COX) responsabile...

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui