Progetti ERC (European Research Council): l’Italia si posiziona al terzo posto con 33 studi finanziati dopo Germania (51) e Spagna (42) su 136 vincitori.
L’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha conquistato 7 progetti, risultando primo in tutta la penisola. L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è un centro di ricerca scientifica e tecnologica fondato nel 2005 a Genova, dove c’è la sede principale, con insediamenti a Milano, Roma, Torino e Napoli. In quest’ultima sede Velia Siciliano, biologa napoletana ha ricevuto un finanziamento di 150.000 euro dall’ERC per sviluppare nuove immunoterapie contro il tumore alle ovaie. Il suo progetto, CLAUDIA, utilizza la biologia sintetica per creare cellule T geneticamente modificate (CAR-T) più resistenti e efficaci nel contrastare il tumore. Il progetto CLAUDIA mira dunque a sviluppare CAR-T più intelligenti, capaci di stare all’interno delle cellule tumorali ovariche e riacquisire energia quando iniziano a perdere efficacia, portare tali immunoterapie a un livello di studio preclinico molto avanzato per trattare il tumore alle ovaie e altri tumori solidi difficili da trattare.
Quello destinato alla biologa napoletana è uno dei cinque finanziamenti (su 136 vincitori in Europa) destinati all’Italia relativi ad altrettanti innovativi progetti per lo sviluppo di tecnologie innovative per la salute, proposti dall’Istituto Italiano di Tecnologia, nelle sedi di Milano, Genova e Napoli.
Tra gli altri finanziati ci sono BRIGHTMIND (Alessandra Sciutti e Giuseppe Vicidomini a Genova) per lo sviluppo di microscopi ottici più intelligenti grazie all’uso di tecnologie quantistiche e intelligenza artificiale, MERLIN (Alessandra Sciutti, Genova) per la creazione di una tecnologia per aiutare le persone con dislessia, IPER-TECH (Annamaria Petrozza con Mario Caironi a Milano) finalizzato allo sviluppo di una tecnologia per integrare sorgenti di luce nel vicino infrarosso con chip fotonici ed EAT (Mario Caironi, Milano): creazione di una pillola intelligente per monitorare i processi digestivi.
Le tre ricercatrici e i due ricercatori dell’IIT riceveranno un finanziamento di tipo Proof of concept (PoC) del valore di circa 150 mila euro, con cui potranno esplorare il potenziale commerciale delle loro ricerche.
Velia Siciliano è la Principal Investigator del Laboratorio di Synthetic and Systems Biology for Biomedicine del Centro IIT a Napoli; il suo progetto dal titolo CLAUDIA sarà dedicato all’individuazion6e di nuove immunoterapie per il tumore alle ovaie, utilizzando la biologia sintetica. Il progetto si inserisce nelle ricerche di Siciliano già finanziate dall’European Research Council in precedenza, per rendere le immunoterapie che si basano sull’uso di cellule T geneticamente modificate, dette CAR-T, più resistenti nel contrasto al tumore.
Il nuovo progetto prevede lo sviluppo di CAR-T più intelligenti, capaci di stare all’interno delle cellule tumorali ovariche, riacquisendo energia quando iniziano a perdere efficacia. L’obiettivo è di portare tali immunoterapie a un livello di studio preclinico molto avanzato, così da trovare applicazione sul tumore all’ovaio e anche, più in generale, su tumori solidi difficili da trattare.
I Proof-of-Concept (PoC) grant sono sovvenzioni che l’ente europeo riconosce ai ricercatori già titolari di finanziamenti ERC per portare la ricerca all’avanguardia verso un’applicazione concreta. Ciò completa il round di investimenti del 2025, con 300 progetti di tipo PoC finanziati, pari a un investimento complessivo di 45 milioni di euro.
I nuovi progetti dell’IIT mirano tutti allo sviluppo di nuovi dispositivi per la salute umana, basandosi su metodi e scoperte di frontiera: dalle tecnologie quantistiche alla robotica e all’intelligenza artificiale, fino alla biologia sintetica, all’elettronica commestibile e ai nuovi materiali per chip con sorgenti infrarosse.
Nel capoluogo lombardo finanziamenti anche per Mario Caironi, Principal Investigator del laboratorio di Printed and Molecular Electronics, che negli scorsi anni, grazie al supporto dell’ERC, ha realizzato i primi esemplari di componenti elettronici commestibili, tra i quali transitor, sensori e batterie. Il nuovo progetto, dal titolo EAT, punta all’integrazione dei componenti già sviluppati in una pillola intelligente per la raccolta dei dati dal tratto gastrointestinale, con l’obiettivo di monitorare i processi digestivi a supporto di valutazioni nutrizionali e metaboliche. In una seconda fase, tutti i componenti del dispositivo verranno uniti per ottenere un dispositivo intelligente, utilizzando esclusivamente materiali edibili. Tale approccio è stato scelto per consentire in futuro un monitoraggio non invasivo, sicuro e ripetibile nel tempo, anche al di fuori di contesti clinici, eliminando l’impatto ambientale associato ai dispositivi elettronici monouso.




