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Bullismo e cyberbullismo, emergenza educativa

Fabio De Nunzio, con l’Associazione “Bullismo No Grazie”, in tour nelle scuole di Imola e in varie location della provincia di Bologna

Il bullismo non è un semplice conflitto infantile regolato dalla legge del più forte, né un fenomeno episodico confinato agli anni della pubertà. È un’espressione di aggressività, una relazione distorta che va affrontata senza esitazioni, anche perché, se si chiude un occhio, può riemergere in età adulta sotto forme ancora più gravi. Non a caso molti esperti individuano un filo rosso allarmante che collega il bullismo giovanile a fenomeni drammatici come i femminicidi: due manifestazioni di una cultura della sopraffazione, dell’incapacità di gestire le emozioni e dell’abuso su una persona messa in soggezione.

Negli ultimi anni si registra un aumento significativo delle fragilità emotive e psicologiche tra i minori. L’esposizione ai social network, la pressione del giudizio online e la difficoltà nel costruire relazioni autentiche rendono gli adolescenti più vulnerabili. Il cyberbullismo, in particolare, è diventato una delle forme più diffuse e insidiose di violenza tra pari: colpisce nell’ombra, senza limiti di tempo o spazio, lasciando ferite profonde che spesso gli adulti faticano a riconoscere.

In questo quadro così complesso assume un valore speciale il lavoro svolto da opinion leader che hanno scelto di dedicarsi a queste tematiche. Tra le personalità impegnate spicca Fabio De Nunzio, personaggio televisivo noto al grande pubblico, intellettuale con una solida formazione giuridica, da anni protagonista di campagne di pubblica utilità con l’associazione Bullismo No Grazie. La credibilità, unita alla capacità di parlare ai giovani con sincerità e competenza, lo rende una delle voci più autorevoli nel panorama nazionale della lotta al bullismo e al cyberbullismo.

Da domani, e per un’intera settimana, Fabio De Nunzio sarà protagonista di un tour nelle scuole di Imola e in varie location della provincia di Bologna, dove incontrerà studenti, insegnanti e famiglie per stimolare il dibattito, favorire momenti di riflessione e offrire strumenti concreti per riconoscere e contrastare le dinamiche di prevaricazione. Non si tratta di iniziative episodiche, ma di un percorso che lascerà il segno, e che mira a costruire una cultura del rispetto reciproco, coinvolgendo gli educatori e l’intera comunità.

Le iniziative che mirano a scoraggiare il bullismo non servono solo a proteggere gli adolescenti di oggi, ma contribuiscono a formare gli adulti di domani: più consapevoli, più equilibrati, più capaci di gestire le emozioni attraverso relazioni sane. In questo senso la scuola, insieme alle famiglie e alla società civile, può diventare il primo presidio contro la violenza in tutte le sue forme. Il tour-de-force di Fabio De Nunzio rappresenta dunque un esempio virtuoso di prevenzione condotta con serietà e senso civico. Un impegno che merita attenzione, perché riguarda il futuro di tutti.

Da lunedì 16 febbraio a venerdì 20 febbraio, a Imola e in vari centri della provincia di Bologna, Fabio De Nunzio incontrerà studenti, docenti e famiglie in un percorso dedicato al riconoscimento dei segnali precoci, alla prevenzione dei comportamenti a rischio e alla promozione di un uso consapevole dei dispositivi digitali (attività promosse con Gruppo Eurovo). Le scuole e le realtà coinvolte sono l’Istituto Scarabelli Ghini di Imola, e gli istituti comprensivi (IC) Francesco D’Este – Massa Lombarda; IC Giovanni Pascoli – Sant’Agata sul Santerno; IC 7 L. Orsini – Imola; IC 6 Rubri – Imola – SanpaImola; IC di Borgo Tossignano. Nel poster sotto si può consultare il calendario completo degli incontri con tutte le date.

Fabio De Nunzio, Bullismo No Grazie, incontri di sensibilizzazione, febbraio 2026

Più volte, anche recentemente, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è intervenuto sul tema, ha definito il bullismo “un fenomeno in aumento che rattrista profondamente” e ribadito che “la scuola deve avere un ruolo centrale nel coltivare la cultura del rispetto”. Nel richiamare l’impatto pervasivo dei social network il ministro Valditara ha inoltre osservato come “i social possono stimolare aggressività e probabilmente hanno contribuito a un’impennata di episodi di bullismo, odio e violenza”. Per questo si sottolinea la necessità di attivare percorsi tempestivi e mirati, capaci di sostenere studenti e famiglie, che siano in grado di prevenire derive comportamentali che possono radicarsi nel tempo.

Per dare un’idea delle dimensioni del fenomeno basti considerare che l’anno scorso, nell’arco dei dodici mesi, Telefono Azzurro ha gestito 181 casi di bullismo e 24 episodi di cyberbullismo, numeri che confermano quanto il fenomeno continui a rappresentare una delle principali emergenze educative del Paese. I dati sono stati diffusi in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, che si celebra ogni anno il 10 febbraio, e delineano un quadro che richiede interventi coordinati. Le segnalazioni ricevute dall’associazione mostrano come gli attacchi legati alle caratteristiche fisiche siano ancora la forma più diffusa di prevaricazione: rappresentano il 72,5% dei casi di bullismo e il 9% degli episodi online. Seguono le motivazioni di tipo culturale (12% per il bullismo e 2% per il cyberbullismo) e quelle legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere (3,5% nei casi di bullismo e 1% in quelli di cyberbullismo). La complessità del fenomeno richiede un approccio sistemico: “Contrastare efficacemente il cyberbullismo è possibile, costruendo una rete solida e coordinata tra Terzo settore, istituzioni pubbliche e aziende tech”, affermano gli specialisti dell’organizzazione. Proprio in questa direzione si inseriscono i protocolli d’intesa siglati con il Ministero della Difesa e con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, pensati per rafforzare gli strumenti di prevenzione e intervento. “Per affrontare questa emergenza – ha dichiarato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – serve un impegno coordinato, attivo e condiviso. Solo lavorando insieme possiamo proteggere i più giovani: è la rete che fa la differenza”.

Il problema, d’altro canto, non riguarda solo i casi segnalati. Secondo lo studio Espad®Italia 2024, oltre un milione di studenti tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver subito episodi di cyberbullismo nel corso dell’ultimo anno, un dato in crescita rispetto ai periodi precedenti. Preoccupa anche il comportamento attivo: il 32% dei ragazzi ammette di aver agito come cyberbullo almeno una volta. Le forme più comuni di aggressione includono insulti nelle chat di gruppo, con differenze di genere evidenti: modalità più dirette e pubbliche tra i ragazzi, più indirette e relazionali tra le ragazze. In questi giorni il tour di Fabio De Nunzio nelle scuole di Imola e nella provincia di Bologna può rappresentare un’occasione concreta per riportare al centro dell’attenzione il tema del bullismo, offrendo alle scuole strumenti utili e immediatamente applicabili. L’impegno dell’associazione Bullismo No Grazie si traduce in incontri diretti e momenti di confronto che aiutano studenti e adulti a leggere meglio i segnali di disagio, e intervenire con prontezza. Un lavoro continuo, che punta a rafforzare la prevenzione partendo dalle comunità educative.

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