L’ Azienda dei Colli di Napoli rende noto che, assunta l’autorizzazione dei familiari per il tramite del loro legale, è stato istituito un bollettino medico che sarà diffuso con cadenza giornaliera, salvo diversa necessità. Alle ore 15,30 del 17 febbraio le condizioni cliniche del piccolo paziente che ha ricevuto il trapianto il 23 dicembre del 2025 non presentano variazioni significative rispetto a quanto comunicato in precedenza. Le condizioni cliniche restano pertanto stabili, in un quadro di grave criticità e il bambino continua ad essere ricoverato in terapia intensiva sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale e di consulenze specialistiche. Il paziente permane dunque in lista trapianto fino a nuova valutazione. Le strutture che ad ora hanno dato conferma di presenza all’Heart Team organizzato dall’Azienda Ospedaliera dei Colli per la tarda mattinata di domani sono: Azienda Ospedaliera Pediatrica Bambino Gesù di Roma (Professor Lorenzo Galletti e dottoressa Rachele Adorisio), Azienda Ospede Università Padova (Professor Giuseppe Toscano), ASST Papa Giovanni XXIII – Ospedale di Bergamo (Dottor Amedeo Terzi), Ospedale Regina Margherita di Torino (Professor Carlo Pace Napoleone). La Direzione, nel ribadire il proprio impegno ad assicurare trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie, garantisce ogni supporto necessario alle determinazioni clinico – terapeutiche ed assistenziali assunte dai medici curanti nell’esclusivo interesse del paziente.
Intanto Il Presidente della Regione Campania Roberto Fico ha incontrato il Ministro Schillaci: “Sulla vicenda del Monaldi vicinanza alla famiglia e massima collaborazione istituzionale” ha spiegato.
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci e il Presidente della Regione Campania Roberto Fico hanno avuto un colloquio oggi a Roma. Un incontro programmato nelle scorse settimane per un confronto su temi sanitari. Il Ministro e il Presidente hanno rivolto massima attenzione a quanto avvenuto all’Ospedale Monaldi di Napoli. Nell’esprimere la più sentita e sincera vicinanza e solidarietà alla famiglia del piccolo paziente ricoverato, sottolineano il forte impegno sinergico e la collaborazione istituzionale, perché venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Allo scopo sono stati attivati nei giorni scorsi i poteri ispettivi e conoscitivi in capo sia al Ministero che alla Regione, per poter assumere i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze.
E’ stata inoltre trasmessa al ministero la relazione predisposta dagli uffici regionali su impulso del Presidente Fico.
Sul caso Tommaso e sul presunto grave errore da accertare intervengono anche le associanoni che sul territorio si occupano di donazioni esprimendo un secco no alla demonizzazione della sanità d’eccellenza.
Il Coordinamento “Ancora Insieme”, formato da 40 associazioni di volontariato impegnate sul tema della donazione di organi, diretto dalla dottoressa Mariarosaria Focaccio e che ha come suo portavoce Antonio Gialanella, già Procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli, esprime profonda vicinanza al piccolo Tommaso ed alla sua famiglia per quanto accaduto in seguito al trapianto di cuore impiantato e successivamente risultato danneggiato dal ghiaccio adoperato per il trasporto dell’organo.
“Si tratta di un fatto di estrema gravità – si legge in una nota – che impone chiarezza immediata ed un rigoroso accertamento delle responsabilità. Siamo certi che la Magistratura e tutti gli organi competenti stiano operando con la massima attenzione affinché venga fatta piena luce sull’accaduto. È doveroso che eventuali responsabilità siano individuate e che chi ha sbagliato ne risponda nelle sedi opportune.
Allo stesso tempo, riteniamo profondamente ingiusto che un errore – per quanto grave – possa trasformarsi in una tempesta mediatica capace di demonizzare un ospedale di eccellenza come il
Monaldi e centinaia di operatori sanitari che ogni giorno lavorano con professionalità, competenza e dedizione per salvare vite umane.
La storia ci insegna che un errore umano, anche drammatico, non può e non deve tradursi nella condanna indiscriminata di un intero sistema. Dopo la morte del primo trapiantato di cuore ad opera di Chris Barnard, antesignano e coraggioso chirurgo del trapianto, pochi giorni dopo il suo primo tentativo di impianto, nessuno ha sostenuto che non si dovessero più fare interventi di tal genere e, al contrario, la scienza ha progredito al di là di prove ed esperimenti non riusciti, cosi salvandosi migliaia e migliaia di vite umane.
Oggi più che mai occorre equilibrio. La donazione degli organi rappresenta un pilastro fondamentale del nostro sistema sanitario. In Italia sono circa 9.500 le persone in attesa di un trapianto: donne, uomini e bambini che vedono nella generosità altrui l’unica concreta speranza di vita. Non possiamo permettere che un errore pur gravissimo comprometta la fiducia dei cittadini verso un sistema che, nella stragrande maggioranza dei casi, funziona e salva vite ogni giorno.
Parlare in modo indiscriminatamente denigratorio di questa vicenda non solo rischia di minare la fiducia nella sanità, ma rappresenta anche una mancanza di rispetto nei confronti dei genitori del bambino donatore del cuore impiantato che, in un momento di immenso strazio, hanno compiuto un atto d’amore straordinario scegliendo di donare gli organi del proprio figlio per salvare altre vite. A loro va il nostro pensiero riconoscente”.
“Chiediamo rispetto – conclude la nota – per il lavoro incessante di medici, infermieri, tecnici e operatori che operano con altissimo senso del dovere. Chiediamo verità e giustizia ma anche responsabilità nel racconto pubblico di questa vicenda”.




