Trapianto al Monaldi di Napoli con un cuore non funzionante: il bambino non è più operabile e anche la disponibilità di un nuovo organo da donatore, resosi disponibile un giorno fa, non potrà purtroppo aprire alla speranza di un nuovo intervento risolutivo.
Il piccolo resta dunque attaccato all’Ecmo, la macchina cuore-polmoni che dall’antivigilia dello scorso Natale lo tiene in vita ma che segna anche il progressivo e inesorabile deterioramento del suo organismo.
A darne notizia è stata l’azienda ospedaliera partenopea con una nota diffusa nel primo pomeriggio di ieri: L’Azienda Ospedaliera dei Colli rende noto che si è concluso il consulto tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico. Un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile. Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto. La Direzione strategica ha provveduto ad informare il Centro Nazionale Trapianti ed esprime la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile.
Un sentimento di solidarietà e di dolore espressi anche dal presidente della Regione Roberto Fico e dal ministro della Salute Orazio Schillaci. “Il parere negativo a un nuovo intervento espresso dal comitato di esperti riunito all’ospedale Monaldi – scrive in una nota Schillaci – segna un epilogo diverso da quello che tutti noi fino alla fine abbiamo sperato ma occorre attenersi alle indicazioni della scienza. Insieme al Centro nazionale trapianti abbiamo lavorato con impegno e serietà per assicurare nuove opportunità al bambino. Attendiamo di conoscere gli esiti delle indagini delle Procure e delle ispezioni ministeriali su quanto accaduto perché è doveroso fare chiarezza. In questo momento di grande difficoltà tutta la mia vicinanza va alla mamma Patrizia, al papà e alla famiglia del piccolo ricoverato a Napoli”.
Sulla vicenda, come è ormai noto, indagano le Procure di Napoli e di Bolzano. Uno degli snodi chiave da chiarire è quello dei tempi e dei modi in cui il piccolo cuore da donatore espiantato a Bolzano alla vigilia di Natale, è stato trasportato a Napoli. Si indaga sul tipo di contenitore utilizzato e sul tipo di refrigerante usato dopo la perfusione di un liquido cristallino di preservazione. Sarebbe stato infatti utilizzato ghiaccio secco, (anziché ghiaccio da acqua), che esprime una temperatura eccessivamente bassa, tale da danneggiare irreparabilmente le cellule del miocardio.




